“Vite di madri” di Emma Fenu

“Vite di madri: storie di ordinaria anormalità” di Emma Fenu

Recensione di Caterina Stile

Così come aveva promesso, Iddio visitò Sara e attuò in lei quanto aveva annunciato. Sara infatti concepì e, all’epoca predetta da Dio, partorì un figlio ad Abramo, pur essendo molto avanzata negli anni. Genesi 21,1-2

La mia recensione inizia così, con una calzante riflessione tratta da “Vite di madri” di Emma Fenu: sin dai tempi della stesura delle Sacre Scritture, le donne sono considerate “incomplete fino all’intervento salvifico divino, che le renderà gravide anche in tarda età”. Perché donna è sinonimo di madre, da sempre. Da troppo.

L’autrice attacca l’inscindibile binomio donna-madre da ogni angolazione possibile, dimostrando quasi con scientifica attendibilità che si può essere donna senza essere madre, nel senso comune del termine. Perché madri si nasce e si diventa pur senza concepire e cullare tra le braccia un bambino.

Si può essere madri di diverse sfaccettature, stringendo al petto il frutto di un altro grembo, di un altro seme.

Si può essere madri di figli che hanno gli occhi mandorla o un colore diverso della pelle; madri di un sogno, di un angelo strappato alla vita prima della vita.

E si può essere non-madri di figli trascurati, non-madri vittime di se stesse che vivono del pianto del proprio bambino, non-madri che condannano le figlie al silenzio di una violenza.

Con mano delicata ma a volte atroce, Emma Fenu trascrive in tredici racconti le esperienze di donne che definirei “diversamente madri” laddove l’avverbio ha significato di arricchimento.

 Come la stessa autrice precisa, la penna non si sofferma sui singoli dettagli di ogni esperienza, non ha l’intento di scandalizzare con episodi spesso lontani dal quotidiano vivere, ma focalizza sul background che circonda ogni dolore. Si sofferma sull’indifferenza, a volte sulla colpevolezza che ricade sulla donna come un pesante macigno fatto di colpe incomprensibili, di retaggi figli dell’ignoranza, di accuse ingiustificate.

Perché dietro ogni storia di madre c’è un tribunale pronto alla condanna.

Le “donne di Emma” sono però madri speciali, madri che hanno compreso qual è la condanna più grave: il non riuscire a perdonarsi per aver considerato se stesse colpevoli. Vittime di pregiudizi altrui, spesso le donne finiscono con il considerarsi complici di un delitto contro la vita, laddove non sono capaci di dare la vita. Solo liberandosi della propria prigione, riescono a sentirsi madri.

Non ero un mostro, né un’infame erede di Medea, ma soltanto una donna, senza colpa alcuna, in balia della depressione post partum.

In “Vite di Madri” le esperienze di “figlie, ormai adulte, che ragionano per tagli” e di “madri irrisolte”, sono sapientemente combinate per creare un continuum ben amalgamato, il filo rosso che collega tutte le donne all’unica donna, la Donna Madre.

Perché la donna nasce già madre, sempre e comunque.

Bisogna solo aiutarla a comprendere come “essere materna anche nei confronti delle proprie umane debolezze”

Mi assomigliano molto, sono tali e quali a me quando scoppiano in una risata fragorosa e poi si portano una mano sulla bocca; quando dicono “no” corrugando la fronte; […]quando ci abbracciamo e ci basta uno sguardo per sapere che ci apparteniamo. Per sempre.

SINOSSI

“Vite di Madri” è un romanzo che si snoda attraverso storie di donne legate fra loro, apparentemente, solo da un percorso di infertilità.

L’incipit e la conclusione, entrambe affidate a un io narrante che si rivolge direttamente al lettore, illustrano il progetto che l’autrice, anch’essa infertile, ha deciso di condividere creando una raccolta di centocinquanta testimonianze vere, rielaborate, che gettano luce sul lato oscuro della maternità negata o infertile nell’utero e nel cuore.

Sono tredici storie di donne. Donne mortificate nella femminilità, da abusi o da malattie o da eventi imponderabili che hanno generato creature infertili nell’utero e nel cuore. Esperienze di bambine cresciute ma ancora bramose di una carezza, di figlie desiderate, di guerriere vittoriose, non di vittime, che hanno saputo rialzarsi e sorridere alla vita.

In verità, sono tutte storie di Madri. Madri di idee, di progetti, di sogni. Seni turgidi di Dee che accolgono amiche, sorelle, mariti, amanti. Madri delle proprie madri e perfino di se stesse, capaci di far germogliare speranza e abortire fantasie, di creare dal nulla e di nutrire di sé: totalmente imperfette e, per questo, così seducenti e difficili da decifrare.

Titolo: Vite di madri
Autrice: Emma Fenu
Edizione: Milena Edizioni
Link d’acquisto: https://www.amazon.it/dp/B06XH3TFBP/ref=dp-kindle-redirect?_encoding=UTF8&btkr=1

Caterina Stile

Laureata in Scienze Biologiche e sostenitrice della ricerca, nel 2016 ho conciliato le scelte personali e lavorative con la fondazione di Sapere&Potere, il sito web che impone alla ricerca un linguaggio semplice e accessibile a tutti.
La passione per la lettura e la scrittura libera, invece, mi ha permesso di immergermi nei libri a tutto tondo: le mie recensioni sono sul mio blog “Emozioni d’inchiostro” e su “Cultura al femminile” e il mio primo romanzo “Temaki” è disponibile su Amazon.

Un commento:

  1. Ciao Caty, molto suggestiva e profonda questa tua recensione.Mi ha colpito molto l’affermazione sul concetto della ” maternità”,che non appartiene solo a chi concepisce,ed io umilmente te lo posso confermare.Complimenti all’autrice ,di sicuro sarà un libro che insegna tanto sul significato vero e proprio dell’ essere “madri”,libero da pregiudizi legati alla solita ignoranza e superficialità.
    Ida

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