“Un cattivo esempio” – di Tina Caramanico

“Un cattivo esempio” – di Tina Caramanico

Recensione di Lisa Molaro

Tina Caramanico

Da pochi giorni ho terminato la lettura di questo romanzo scritto da Tina Caramanico, pubblicato da Kobo Editore e vincitore del concorso “Romanzi in cerca d’Autore” 2017.

“In un pomeriggio di aprile, Margherita Russo vedova Loiodice, di anni settantaquattro ma ancora in forma discreta, dopo essersi svegliata di ottimo umore dal sonnellino post-prandiale (pieno di ingannevoli sogni giovanili) aveva finito di riordinare la cucina e, mentre si faceva il tè, aveva sentito il profumo della primavera entrare dalla porta aperta sul giardino.”

Fin dalle prime righe, mi sono ritrovata a leggere sorridendo.

Le parole, armonicamente unite tra loro, mi stavano dipingendo una bolla dai colori pastello, attorno.

Tina Caramanico così mi ha presentato Margherita, la cui età non fa di lei una persona vecchia bensì una Donna piena di passato.

Margherita indossa un nome che sa di eterna primavera, ma non per questo è sempre delicata e fragile.

E Donna Concetta? Donna Concetta… chi è?

Posso solamente dirvi che si tratta di un personaggio mirabile, che mi ha affascinato in un batter di ciglio… o forse dovrei dire: in un fruscio di gonna lunga e nera.

Me la sono immaginata persino baffuta, sì perché la capacità descrittiva della Caramanico è perfetta: i dettagli minuziosi lasciano spazio anche all’immaginazione del lettore.

Donna Concetta ha le dita instancabili, la sigaretta in bocca, lo sguardo furbo, la lingua sciolta e il cuore pesante.

Un romanzo di Donne, in cui gli uomini proprio una bella figura non la fanno.

Due donne diverse e simili, se una ha i piedi ben piantati a terra (finché non cade, rovinosamente, sul ciglio della strada, andando al cimitero) l’altra ha ben piantata a terra la radice di un passato che nulla le ha risparmiato.

Tra queste pagine, passato e presente s’intrecciano tra loro come i punti di una lunghissima sciarpa ora bianca e ora rossa, sferruzzata da dita nodose e costanti.

Nulla è mai banale e niente è mai senza conseguenze.

Madri, mogli, amanti, figlie sono mosse sui quadratini della scacchiera di un destino che prova a emarginarle dalla realtà.

Scacco matto al Re o scacco matto alla regina? A volte, scacco matto alla morte!

Quella sciarpa di lana, di cui parlavo prima, mi ha avvolto quando i ricordi altrui avevano in sé il dolore dell’aria che viene a mancare.

Uno scheletro resta tenuto chiuso nell’armadio del proprio cuore, serrato talmente bene che nemmeno la detentrice della chiave ne conosce l’ossatura!

Non immaginatevi una trama horror, splatter o platealmente fantasy… anche l’invisibile, attraverso la penna della Caramanico, si rende assolutamente reale.

I magnifici dialoghi, botta e risposta a ritmo stretto, sono pieni di battute di spirito (non solo metaforico).

Mi sono proprio divertita leggendoli… e non è cosa facile l’ironia all’interno di un romanzo non comico ma pieno di spunti di riflessione su un vivere che va talmente di fretta da non capire che gli anni non tolgono il diritto alla dignità.

Le due figlie di Margherita, le gemelle, hanno un ruolo ben preciso all’interno di una trama che non vi voglio svelare e lo stesso vale per la sensibile nipote, per il gatto e per Irina la badante.

Ogni cosa ha un suo perché, mentre la sciarpa si continua ad allungare.

Gli acini dell’uva zuccherosa si mescolano a quelli resi secchi dalla troppa siccità.

Ciò che, su tutto, domina è la grinta e la determinazione capace di muovere Donne piene di Primavera.

“ (…) A loro la vita e le disgrazie le hanno travolte come un’onda del mare furioso, ma non ci hanno provato neppure, a nuotare. Si sono fatte trascinare dall’acqua, senza capire dove, senza tentare una boccata d’aria, un’occhiata al sole di fuori. Aspettano solo che l’onda passi, e le lasci dove le ha portate. Ma quando l’onda passa, la vita è finita, l’occasione tua l’hai sprecata. L’onda è la vita. Tu almeno ci hai provato a resistere, a nuotare, a dirigerti contro corrente. (…)”

Mi ripeto: dall’inizio alla fine, un gioco di scacchi emotivi!

L’ho trovato un romanzo geniale proprio per la mescolanza di stili e argomenti trattati.

I miei complimenti all’Autrice, con la speranza possa scrivermi ancora di Donna Concetta…

Consigliatissimo.

 

 

Titolo: Un cattivo esempio
Autore: Tina Caramanico
Editore: Kobo Editore

 Sinossi:

La settantaquattrenne Margherita vive le difficoltà della sua vecchiaia in perenne conflitto con le figliastre gemelle, desiderose solo di ottenere la sua casa in eredità.
Un giorno l’insolito incontro con il fantasma della suocera Donna Concetta – quasi un suo alter ego vissuto molti anni prima – la aiuterà a liberarsi dalla malinconia della vecchiaia e di un mai confessato scheletro nell’armadio.
Rafforzate dal reciproco confronto, le due donne accetteranno di affrontare la realtà l’una nella vita terrena, l’altra nell’aldilà.

 

http://www.mondadoristore.it/Un-cattivo-esempio-Tina-Caramanico/eai978198787959/

 

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