“Effie Gray. Storia di uno scandalo di S. Fagence Cooper”

“Effie Gray. Storia di uno scandalo di Suzanne Fagence Cooper”

recensione di Sabrina Corti

Effie Gray ha ventisei anni ed è bellissima.

Non è solo bella esteriormente, ma ha una bellezza interiore: è intelligente, pragmatica, socievole, simpatica.

Soprattutto è una donna adeguata. Si plasma, come l’acqua, ad ogni singola situazione riuscendo ad apparire sempre in sintonia con quanto la circonda.

Ma adesso, in una fredda mattina invernale londinese, Effie Gray sta scappando.

Inizia così questo viaggio nella vita straordinaria di una donna che per la prima volta, nell’Inghilterra vittoriana, abbandona il marito per essersi rifiutato sin dal primo giorno di nozze di avere rapporti sessuali con lei.

(…) Oggi ci sembra strano che quelle dame e quei gentiluomini fossero tanto turbati al pensiero che Effie non avesse rapporti sessuali, perchè la loro reazione stride con il nostro stereotipo di moglie vittoriana che ^chiude gli occhi e pensa all’Inghilterra.”

Il tema del romanzo è interessante.

Siamo di fronte ad una donna che reclama il suo diritto ad essere moglie e si oppone alla scelta unilaterale del marito di rifiutarla.

Sebbene il rifiuto di Effie all’accettazione di un matrimonio bianco, ed all’ottenimento di un divorzio, abbia rappresentato uno scandalo per l’epoca, tanto da renderla famosa proprio per questo suo gesto,  la figura di Effie Gray merita di essere ricordata anche per l’influenza che la stessa ha avuto in ambito pittorico ed ai viaggi che ella ha compiuto durante la sua lunga vita.

Il romanzo si basa sulla copiosa corrispondenza intercorsa tra Effie e i membri della sua famiglia, corrispondenza custodita con cura dalla sorella.

Questa è la sua affascinante storia.

Effie è scozzese. I suoi genitori sono prolifici e, cosa affatto scontata per l’epoca, si amano.

Effie dunque respira sin da bambina l’aria famigliare di un amore coniugale completo e puro.

Cresce tra le selvagge colline scozzesi ed è ammirata da tutta la gioventù aristocratica.

Anche John Ruskin, un critico d’arte londinese in ascesa, la nota e, dopo un serrato corteggiamento, ottiene dal padre di Effie il consenso al matrimonio. Effie ha diciannove anni.

Ora, una cosa va detta.

John Ruskin non sarebbe salito sul podio del miglior scapolo d’Inghilterra nè il padre di Effie era entusiasta della proposta, ma la famiglia di Effie navigava in cattive acque  e a George Gray lasciare sua figlia una sicurezza economica ed una buona posizione sociale era parso comunque un buon compromesso.

Effie viene rifiutata immediatamente dal marito che non fa cenno alcuno alla possibilità di avere dei rapporti con la moglie.

Siamo nel diciannovesimo secolo vittoriano: Effie si plasma e si adegua alle scelte del coniuge. Non chiede neppure spiegazioni e dentro di sè cerca le giustificazioni possibili ad una tale scelta.

L’ambiente famigliare in cui Effie vive dopo il matrimonio è l’esatto opposto di quello in cui era cresciuta e lei se ne rende conto ma, da donna poliedrica ed intelligente quale era, trova le risorse per fare di sè la grande donna in cui poi si trasformerà.

Effie gira l’Europa con John e si diverrà la sua manager, la sua addetta alle public relation. Il successo che John Ruskin ottiene è soprattutto opera delle relazioni sociali e culturali che la moglie intrattiene.

Effie Gray è capace: sa come gestire la fama del marito restando sempre un passo dietro di lui, senza mai oscurarlo, senza offenderlo, senza incappare mai in situaizoni che potrebbero screditarlo o che potrebbero far pensare male di lei.

 

Ma il matrimonio, nel diciannovesimo secolo, non è solo affare di coppia: e la società si chiede come mai Effie e John non abbiano ancora avuto dei figli.

 

Non stupisce affatto che la responsabilità venga addossata a Effie. In realtà, dalle missive da cui il romanzo è tratto, non si comprendono appieno i motivi della mancanza di intimità tra i coniugi.

Alcuni passaggi risultano persino buffi: dapprima John si era giustificato sostendendo che, essendosi sposati in Quaresima, non era permesso avere rapporti sessuali in quel periodo.

Poi quanto la carta religiosa perde ogni valenza, il marito sostiene che, dovendo la coppia apprestarsi ad un lungo viaggio in Europa, sarebbe stato meglio astenersi. Infine, messo alle strette dalla moglie giunge a sostenere :

(…) di essere rimasto disgustato dalla sua persona, quando l’aveva vista la prima notte di nozze. (…) Sembra probabile che il vero motivo del fallimento della luna di miele sia da imputare ai continui cambiamenti di data. Effie aveva fatto male i conti e si era sposata nel periodo sbagliato del mese. Non furono i peli di Effie il problema (…) ma le mestruazioni

Quale che fosse la causa, in ogni caso, poco importa.

Ciò che importa è che Effie prese la sua decisione di divorziare dal marito molti anni dopo il loro matrimonio.

La sua, dunque, non fu una scelta di pancia. Nè tradì mai il marito.

Ma la scelta di interrompere il suo matrimonio fu eclatante e considerata uno scandalo.

Eppure i medici che visitarono Effie e che avrebbero dovuto confermare la sua illibatezza non ebbero dubbi: Effie era vergine.

Ciò nonostante Effie aveva osato sfidare un tabù sino ad allora inviolato: si era ribellata ad una vita coniugale senza sesso.

Nella società dell’epoca, Effie pagò cara la sua scelta: la vita matrimoniale con John  aveva lasciato una macchia indelebile sulla sua reputazione.

Il secondo matrimonio di Effie con Everett Millais, un pittore della corrente preraffaellita molto noto all’epoca, contribuì a rendere quella macchia ancor più diffusa: molte dame della società la indicarono come persona non gradita e persino la Regina si rifiutò di riceverla

(…) ^Io non ho mai divorziato, mi è stata restituita la libertà e sono stata dichiarata senza colpa e senza macchia da quella stessa Chiesa di cui Sua Maestà è alla guida”

Effie Gray ha certamente destato scandalo con il suo gesto, non vi è dubbio. Ma quello scandalo ha aperto uno squarcio ed ha permesso che, poi, seppur lentamente, alle donne venisse data voce rispetto ad un “affare matrimoniale” sino ad allora di esclusiva prerogativa maschile.

L’Inghilterra stava cambiando, nonostante tutto

Ma verso la fine degli anni ottanta del dicannovesimo secolo Londra aveva subito un cambiamento drastico. Ragazze in bicicletta attraversavano la città pedalando veloci verso una lezione di tennis o l’Università. Le donne stavano rivendicando le strade per il loro piacere (…)

Nell’agosto del 1888 Mona Caird pubblicò sul Daily Telegraph un articolo dal titolo: “Il matrimonio è un fallimento?”. La risposta fu travolgente: al giornale arrivarono ventisettemila lettere che descrivevano le intime agonie di coppie di ogni estrazione sociale”

Un bello schiaffo alla morale ha dato Effie Gray, ed ha avuto ragione.

Il suo secondo matrimonio fu felice: John Everett Millais la amava profondamente, la considerava sotto ogni profilo: intellettuale, culturale, materno, fisico.

… ebbero otto figli.

 

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Titolo: Effie Gray. Storia di uno scandalo
Autore: Suzanne Fagence Cooper
Genere: romanzo storico – biografia
Editore: Neri Pozza – 2012

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