“Manola” di Margaret Mazzantini

“Manola” di Margaret Mazzantini

Recensione di Caterina Donzelli

Manola

“Il fatto è che io ho sotto il mento una sacca dove è racchiusa tutta la mia infelicità.”

Con questa frase Margaret Mazzantini, autrice di Manola, ci presenta Ortensia, una delle due protagoniste del libro.
L’altra è Anemone.

E poi? E poi c’è Manola, sempre presente, confidente delle paure, desideri e frustrazioni delle due donne.

Di Manola non ci viene mai svelata l’identità, ma si intuisce che potrebbe trattarsi di una psicologa.

Margaret Mazzantini mantiene questo personaggio nell’ombra, offrendo al lettore vari spunti, per cui ognuno possa identificare o ricreare la propria e personale Manola.

Il gatto con cui siamo cresciuti, il diario segreto, l’amico d’infanzia, la nonna che ci ha lasciato…

Manola è l’entità a cui ci siamo potuti raccontare senza protezioni, e se non ne abbiamo mai trovato una, il libro è uno splendido invito a cercarla.

Davanti ad uno specchio che non giudica, non commenta ma, al contrario, riflette la realtà, Ortensia e Anemone si denudano mostrando il loro essere donne, fragili forti al contempo.

Lo fanno grazie al linguaggio comico e volutamente assurdo della scrittrice, trasportando il lettore alla scoperta di due universi paralleli che sembrerebbero destinati a non incontrarsi mai:

quello blue e oscuro di Ortensia e quello roseo e brillante di Anemone.

Le due donne sono gemelle la cui lotta per conquistare la propria porzione di mondo era già in atto quando condividevano lo stesso ventre materno.

Ortensia è brutta, intelligente, sfortunata, si relaziona con il mondo delle ombre ed ha come migliori amici ragni e vermi, tutto ciò che abita il mondo nascosto delle tenebre.

Anemone, invece, è splendente, semplice, fortunata, si relaziona con tutti facilmente e non esita a deridere la sorella, così diversa da lei.

Il lettore, guidato dalle parole dell’autrice nel saltare da un racconto di Ortensia ad uno di Anemone, si renderà conto che anche due personalità così opposte si possono incontrare, e che spesso una sola donna incarna entrambe le protagoniste.

Quante volte siamo state Ortensia, e quante Anemone?

Il bene e il male, l’yin e lo yang, l’oscurità e la luce.

Margaret Mazzantini, raccontando due donne agli antipodi, ci insegna il contrario degli opposti: i confini non esistono, il bianco e il nero si fondono di continuo.
L’essere umano è una straordinaria miscela di dei benigni e maligni.

Il romanzo è strutturato come un diario, da leggere e assaporare poco a poco.

Le protagoniste ci raccontano il loro passato e il filo narrativo avanza e ci riporta al presente.

È un straordinaria terapia del sorriso, del ridere dei nostri peli neri, della nostra infanzia di quattrocchi a scuola, delle volte in cui ci siamo messe la minigonna lunga due dita e ci siamo esaltate per un “Ciao bella!”.

Come un olio essenziale, avvolgente e profumato, le parole dell’autrice ammorbidiscono giudizi e autocritiche, svelandoci una realtà non perfetta ma universale.

Il libro di Manola è un viaggio consigliato ad ogni donna per esplorare sia i suoi antri più oscuri che quelli più comici.

Forse nessuno ha davvero la voglia e il coraggio necessario per confrontarsi con le proprie “scorie”, come ci insegna Ortensia, ma è il primo passo per bruciarle e renderle concime per la fioritura dello splendido bocciolo che è in noi.

Manola è un elogio alla diversità, ci fa ridere insegnandoci a non giudicare, scoprendo quanto, a volte, nel rifiuto dell’altro si nasconda un rifiuto a noi stesse.

Sinossi

Ortensia, spettrale e nerovestita, e Anemone, raggiante e coloratissima: due gemelle talmente diverse da rappresentare gli opposti archetipi della femminilità.

Introversione contro estroversione, profondità contro superficie, tanti problemi contro nessun problema.

Ma con tutte le loro differenze, Ortensia e Anemone sono accomunate da un’esilarante capacità di raccontarsi, da una gustosissima rappresentazione-confessione della propria femminilità.

E non solo.

Si scoprirà che i ruoli si possono benissimo invertire: che la donna nera e la donna variopinta non sono due entità distinte, due estranee sorelle, ma le due facce della luna.

Autore: Margaret Mazzantini
Titolo: Manola
Edizione: Mondadori, 1999
Link d’acquisto:

https://www.amazon.it/Manola-Margaret-Mazzantini/dp/8804472138/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1502351385&sr=1-1&keywords=manola

 

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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