“Anna Karenina”, il film di Joe Wright

“Anna Karenina”, il film di Joe Wright

Recensione di Maria Luisa Malerba

Karenina

Anna Karenina di Joe Wright, del 2012, è l’ennesima trasposizione cinematografica del sublime romanzo di Tolstoj.

Tolstoj, lo scrittore che descrisse i salotti della nobiltà russa nel XIX secolo, compose questo celebre romanzo tra il 1875 e il 1877.

Siamo nella Russia imperiale del 1874 e le vicende ruotano attorno, amore, passione e tradimento.
Vi è la passione devastante e tormentata di Anna Karenina (Keira Knightley), moglie dell’ufficiale governativo Karenin (Jude Law), per l’ufficiale di cavalleria Vronskij.

Poi troviamo l’amore infantile di Kitty per Vronskij e, successivamente, quello maturo per Levin.

Infine, c’è l’amore incondizionato di Dolly che continua a perdonare al marito Stiva le sue scappatelle.

Stiva, il fratello di Anna, ha tradito sua moglie, Dolly. Così decide di chiedere aiuto ad Anna perché l’aiuti a riconciliarsi con Dolly.

Anna lascia San Pietroburgo e la vita coniugale con Karenin per alcuni giorni e si reca a Mosca, dove vivono il fratello e la cognata.

Appena giunta a Mosca, un operaio della ferrovia muore accidentalmente sotto un treno.

Questo evento iniziale sarà foriero del tragico finale del libro e anche del film.

Infatti, a Mosca, Anna conoscerà l’ufficiale dell’esercito Vronskij e, a partire da questo momento, la vita di Anna si complicherà sempre di più.

Tolstoj offre un ritratto completo dell’ipocrisia della società aristocratica dell’epoca e della condizione di subalternità della donna, mostrando la differenza abissale tra il tradimento compiuto da un uomo e quello compiuto da una donna.

Semaforo verde per chi non conosce il romanzo e non ne ha visto le versioni cinematografiche passate, quelle con Greta Garbo, Vivien Leigh e Sophie Marceau.

Il film di Joe Wright vi piacerà e, forse, vi commuoverà anche.

L’opera vuol apparire sontuosa ed è curata nei dettagli.

Il regista ha saputo adattarla al linguaggio cinematografico senza annoiare e con buoni effetti tecnici.

Non mancano i suoi arditi “piano sequenza”.

La coreografia, soprattutto nella scena del ballo, è spettacolare.

La colonna sonora di Dario Marianelli funziona.

Ma, se avete letto il romanzo e ammirato le versioni cinematografiche passate di questo classico della letteratura russa, secondo me, è possibile che questa pellicola vi deluda e che vi sembri un’“americanata”.

Sebbene fedele al romanzo, a questo film mancano brio, poesia ed emozioni.

Assai credibile risulta Jude Law interpretando Karenin e riuscitissimi sono i personaggi di Levin e Kitty.

Tuttavia, gli attori protagonisti, Anna e Vronskij, interpretati rispettivamente da Keira Knithgley (alla terza esperienza con il regista, dopo “Orgoglio e Pregiudizio” ed “Espiazione”) e Aaron Taylor-Johnson deludono molto.

A mio avviso, Keira Knightley non ha niente a che vedere con l’eleganza e la femminilità di Sophie Marceau e la sua interpretazione del tormento interiore di Anna Karenina dà un risultato piuttosto algido.

L’attore che interpreta Vronskij non convince affatto, è un ragazzino, assai differente dall’uomo affascinante, scaltro e virile descritto nel romanzo e capace di condurre la protagonista alla perdizione.

Il film è pomposo ma, dietro l’ostentazione e la mise-en-scène, non si vivono le emozioni tragiche delle interpretazioni anteriori e del libro stesso.
Titolo: Anna Karenina
Regista: Joe Whright
Anno di produzione: 2012

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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