“La malata immaginaria” di Serena Pontoriero

“La malata immaginaria” di Serena Pontoriero

Mi dici che sono ipocondriaca. Va bene, va bene sono ipocondriaca. Mettiamola così, se è così che la pensi.

Effettivamente, scusami se penso che un semplice mal di testa sia assegno di un’infezione virale e scusami se penso che un semplice eritema solare sia fonte di morte imminente.

Ma, invece di accusarmi d’ipocondria, perché non ti chiedi la ragione per la quale lo sono?

Ci sono nata ipocondriaca? No, non credo. Non ricordo di esserlo stata quando ero bambina.

E, secondo te, è probabile che sono impazzita così, da un giorno all’altro.

Così da un giorno all’altro stavo passeggiando per strada e mi sono detta “perché non essere ipocondriaci? Perché non immaginare di avere un cancro ai polmoni?”.

Suvvia siamo ragionevoli, deve essere successo qualcosa!

Ora ti viene in mente… Ti viene in mente, eh?

Ricordi tutte le mie vicissitudini dalla più giovane età?

Ti ricordi di quando mi sono rotta il coccige?

Di quando stavo soffocando per aver inghiottito il nocciolo di una prugna?

Di quando sono stata all’ospedale per uno shock anafilattico dopo aver mangiato sette ciliegie?

Della mononucleosi che solo io ho avuto due volte in tutta la storia dell’umanità?!

Ti ricordi anche di quando sono stata ricoverata in ospedale perché, di ritorno da un viaggio a Praga, ho preso la toxoplasmosi?

Ma non era solo toxoplasmosi… Forse non ti ricordi delle macchie rosse sul corpo…

Ah si?! Ma le macchie rosse sul corpo non erano dovute alla toxoplasmosi, no no.

Era la pitiriasi. Ricoverata in ospedale per toxoplasmosi. E pitiriasi.

Mi dici che esagero.

Va bene, va bene esagero con le mie malattie; esagero a non voler viaggiare fuori dall’Europa.

Ok, ok tutti abbiamo preso la maledizione di Tutankhamon, come la chiamano in Egitto, viaggiando in Nord Africa.

È vero, per carità.

La maledizione di Tutankhamon che dura una settimana… due.

Ma a me non solo ha rovinato tutte le vacanze ma mi c’è voluto un mese per riprendermi una volta tornata a Roma!

Ho dovuto fare iniezioni e flebo per un mese!

Mi dici che esagero a preoccuparmi se per un mese non mi viene il ciclo, se mi viene un po’ d’asma…

Nessuno è mai morto d’asma… Ebbene sì. Le persone muoiono anche di asma.

Muoiono perché l’asma causa un’insufficienza respiratoria.

Quindi ok, sarò anche esagerata, lo ammetto.

Va bene dimmi pure che sono ipocondriaca, non mi offendo.

Ma cosa faresti tu se fossi al posto mio?

Cosa faresti tu se ogni volta che mangi, ogni volta che una qualsiasi forma di cibo allo stato solido o liquido transita per la tua gola e hai paura.

Hai paura perché le allergie alimentari, purtroppo, non si possono indovinare e quindi cerchi di mangiare il più possibile sempre le stesse cose per evitare che ci siano ingredienti a sorpresa.

Ogni volta che ti danno da mangiare sull’aereo, ogni volta che vai al supermercato e compri una merendina, ogni volta che vai al ristorante stai lì a spulciare la lista degli ingredienti e, nel mentre, preghi il buon Dio di non stare facendo il tuo ultimo pasto.

Quindi va bene, dimmi pure che sono ipocondriaca perché in questo caso per me essere ipocondriaca corrisponde a quello che comunemente viene chiamato “istinto di sopravvivenza”.

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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