“La Spada nella roccia” di Walt Disney

“La Spada nella roccia” di Walt Disney

recensione di Serena Pontoriero

spada

La spada nella roccia è il diciottesimo film d’animazione della Walt Disney Productions e uscito nel 1963, poco prima della morte di Walt Disney.

Il film è un adattamento del romanzo omonimo di Terence Hanbury White e s’ispira alla storia di Mago Merlino, celebre personaggio della leggenda arturiana.

La leggenda vuole che Merlino, l’artefice della Tavola Rotonda, fece un incantesimo per far giacere Uther Pendragon con Igraine.

Dalla loro unione nacque Artù, nuovo re di Camelot, vissuto probabilmente tra il V e il VI secolo d.C in Inghilterra.

Merlino allevò Artù e fu sempre suo consigliere.

Si narra che Artù divenne re del regno di Camelot quando estrasse la spada incantata conficcata in una roccia.

Diventato re, si circondò di uomini coraggiosi e leali, i Cavalieri della Tavola Rotonda, fra cui Lancillotto.

La tragica storia d’amore fra Lancillotto e Ginevra, moglie d’Artù, fu tra le cause che provocarono la fine del regno arturiano.

La spada nella roccia narra la storia del giovane Artù, chiamato Semola per via dei suoi capelli biondi.

Semola è orfano ed è adottato da Sir Ettore perché diventi lo scudiero di Caio, suo figlio.

Ma il destino vorrà diversamente.

Mago Merlino e il suo aiutante, il gufo Anacleto, sbarcano nella vita di Semola per rivoluzionarla.

Mago Merlino decide che il giovane dovrà essere istruito: dovrà imparare a leggere e a scrivere, a conoscere la natura, a essere coraggioso e autonomo.

Contro il volere di Sir Ettore e nello stupore di Semola stesso, Merlino riesce ad ottenere che il ragazzo passi del tempo con lui.

Il mago e il giovane vivranno una serie di avventure fantastiche destinate a fare di Semola il nuovo re del regno di Camelot.

Il personaggio di Merlino è molto interessante perché incarna alla perfezione il ruolo del maestro.

Maestro inteso nel senso “classico” del termine, come gli istitutori dell’antica Grecia che provvedevano all’istruzione dei giovani insegnando loro a leggere e a scrivere, le nozioni base delle scienze, della storia o della matematica e, creando le situazioni adatte, permettevano che essi esprimessero le loro passioni e le loro ambizioni per indirizzarli sulla giusta strada.

Merlino asseconda tutte le richieste: volare come un uccello, nuotare come un pesce o saltare come uno scoiattolo ma, al tempo stesso, lascerà Semola libero di scoprire i pericoli che si nascondono dietro ogni sua ambizione.

Gli insegnerà il coraggio, permettendogli di affrontare il pericolo da solo.

Semola capirà che anche i sogni più belli implicano necessariamente degli aspetti negativi da prendere in considerazione.

Merlino, senza lezioni magistrali, riesce a spiegare al giovane i concetti base del saper vivere.

Bellissimo il passaggio in cui i due si trasformano in pesci e cantano una canzone che spiega la dialettica attorno alla quale il mondo ruota:

“Più o men, vuoto o pien…

questo il mondo fa girar…

Qua e là, va e sta’…

Sempre in alto mira e va…

esci dalla mediocrità !

Non star solo ad aspettar

ciò che per caso puoi trovar.

Se metti buona volontà

il mondo tutto ti darà.

Però se tu non rischierai…

Nulla mai rosicherai.”

https://www.youtube.com/watch?v=EkX_O0AaSI0

Un altro insegnamento importante di Merlino è che la forza fisica, in molte situazioni, si rivela secondaria rispetto all’intelligenza dello spirito.

Merlino lo dice sin dalle prime scene del film e la battaglia contro Maga Magò dimostra la giustezza della sua affermazione.

Infatti, a un certo punto, deve affrontare la maga cattiva in duello.

La maga elenca le regole, tra cui il fatto di non poter trasformarsi in un animale che non sia mai esistito e che sputi fuoco.

È però lei stessa a infrangere la regola trasformandosi in un terribile drago.

Quando per Merlino sembra non esserci più nessuna via d’uscita, decide di trasformarsi in un virus che rende subito malato il terrificante drago, riuscendo a vincere il duello nel rispetto delle regole.

Questa scena ci propone, in versione laica, il mito di Davide contro Golia: ancora una volta, la perspicacia e l’intelligenza trionfano sulla forza bruta.

La spada nella roccia non è entrato nell’Olimpo della Disney: numerose sono state le critiche negative e non ha lasciato un segno indelebile nel pubblico.

Bisognerebbe, tuttavia, rivedere queste posizioni poiché l’animazione è eccellente, la struttura narrativa è complessa e completa e la trama ha un aspetto filosofico più importante di tante altre produzioni Disney.
Titolo: La spada nella roccia
Disney Productions
Anno: 1963

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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