“La porta” di Melania Iris

“La porta” di Melania Iris

Il mondo è terribile, vero? Noi esseri umani siamo capaci di crudeltà indicibili: proprio perché siamo in grado di comprendere la sofferenza, è ancora più terribile il nostro volerla infliggere agli altri.

Io… io non sono una persona dalla grande esperienza.

Non ho vissuto tanto, eppure, eppure posso dire di conoscere il dolore.

Le molte facce del dolore, i tanti modi che ha di infilarsi nella tua carne, nelle tue viscere. Un pugno sul naso, una verità tagliente, un calcio nella schiena, una bugia che ti attraversa l’anima e fa tacere ogni cosa, tutto.

Poi alzo lo guardo e vedo che non sono l’unica, anzi, il mondo è pieno zeppo di vittime, ma sopratutto di carnefici.

Questo… questo mondo è veramente terribile. Mi fa paura. Paura.

Sento il naso pungermi, gli occhi annebbiarsi: sono così debole, le emozioni mi abbattono più di ogni altra cosa, più di chiunque altro voglia ferirmi.

Più di ogni carnefice, sono io l’artefice delle mie sofferenze. O forse no? È sempre così difficile capirlo… capire me stessa.

Per questo alzo gli occhi e guardo gli altri. Mi specchierò nei loro occhi? Me lo lasceranno fare, oppure mi scacceranno con forza, denigrandomi e mostrandomi la verità del mondo?

Forse, in effetti, è quello che voglio vedere, ma… Ditemi, QUALE è la verità?

Ditemelo, ditemelo! Sono solo una stupida, non vedo nulla! Mostratemi!

Questa rabbia è così opprimente che mi fischiano le orecchie.

Tutto è scuro, ma ormai, anche se non vedo, so già cosa mi aspetta.

C’è solo buio oltre alla porta, un buio infinito che aspetta solo di poter uscire e congelare ogni cosa nella sua stretta.

Perché continuo a vivere? Per cosa sto combattendo? Tutto… tutto questo è così stancante.

Allungo la mano verso la maniglia. Sarà freddissima… Dai, su, apriamo questa cavolo di porta, sono stufa, stufa marcia, stanca, distrutta. Poniamo fine a tutto questo.

No. Che? Perché… perché la maniglia è calda? Come… è possibile?

Ah, ma è il mio calore! Pfff, ahahahhahah! Certo che lo so, certo che lo so, non ho mai avuto dubbi!

Un’immagine si proietta nella mia mente, vivida.

Vi siete mai ritrovati ad una tavola gremita di persone, che parlano, sorridono, mangiano… e di volerle abbracciare una ad una?

E dirle: “Tu, sì proprio tu: sei bellissimo. La tua spontaneità mi ha illuminato l’anima, e poi tu, sì tu!

Fa lo stesso anche se non volevi fare il bagno in piscina, non fa di te una persona vigliacca.

Sei stato così forte nel decidere di essere qui, nonostante il peso che grava sulle tue spalle.

La scelta della felicità non è facile, non come sembra. E tu, tu, tu… hai reso tutto questo possibile.

L’iniziativa e avere la forza di plasmare le proprie intenzioni per portare felicità non solo per sé stessi ma per gli altri, è bellissima. E tu, tu…”

La lista potrebbe andare avanti per sempre.

Le persone sono così meravigliose.

Posso trovare la bellezza in uno sguardo, in una parola, in un gesto, in cose così piccole, quasi invisibili, ma io posso vederle.

Vedo tutto, ogni cosa, ogni sforzo, tutto l’amore e l’impegno, tutte le lacrime di gioia che non hai lasciato scorrere sulle tue guance.

Siete tutti così diversi, diversi da voi e diversi da me.

Voglio proteggere il vostro sorriso, voglio vedervi felici, fiorire ed essere così luminosi da farmi accecare e bruciare nella vostra luce.

A quel punto, non mi importerebbe più di morire, lo farei con un sorriso sincero sulle labbra.

Sì, lo so. Soltanto perché certe volte vedo le cose belle e non quelle brutte, non significa che queste ultime siano scomparse.

Sono comunque lì, aspettano solo che io faccia un passo sbagliato per azzannarmi, ma proprio perché esistono, proprio perché c’è il buio, che la luce può brillare con forza.

Apro questa porta, con la forza e la determinazione a me, in parte, sconosciute. È così leggera!

La verità non è ricolma di buio… ma di luce.

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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