“Florence Grace” di Tracy Rees

“Florence Grace” di Tracy Rees

Recensione di Emma Fenu

Florence

Erba bagnata di brina che solletica le piante nude dei piedi.

Valli ricche felci, come onde in un mare verde smeraldo.

Un torrente limpido, come argento fuso che si insinua nella terra.

Ed eccola, la ragazza dalla chioma fulva, che corre e supera i confini della brughiera, penetrando nel regno magico delle fate e nell’antro oscuro degli spiriti.

Florence Grace è un romanzo storico, ambientato a metà dell’Ottocento, di Tracy Rees, edito da Neri Pozza nel 2017.

Dopo il successo di Amy Snow, la scrittrice dà vita ad un’altra eroina femminile forte e tenace.

Orfana di madre dalla nascita e, successivamente, di padre, la protagonista viene cresciuta dalla nonna e dalla vecchia Rille, considerata una strega.

Eppure il destino di Florence non si arresta in una casetta della Cornovaglia, ma si spinge fino a Londra.

Dopo un’agnizione, escamotage narrativo comune alle favole e ai romanzi di formazione o picareschi, la bambina apprende di appartenere ad una ricca e nobile famiglia che aveva diseredato la di lei madre perché aveva sposato un uomo di umile estrazione sociale.

Giunta a palazzo come una Cenerentola senza l’aiuto della fata madrina, Florence a fatica imparerà il comportamento che si addice ad una gentildonna, sopportando la cattiveria della zia e delle cugine e l’autoritarismo del nonno.

Ad esserle amici sono due fratelli, figli dello zio defunto, che si configurano come antitetici: uno biondo, buono e apollineo; l’altro bruno, tormentato e dionisiaco.

La storia, narrata in prima persona da Florence, si snoda nell’arco di sei anni: il lettore, quasi sbirciando in un diario segreto, segue il progressivo sbocciare di una donna.

Nonostante la società vittoriana fosse imperniata di perbenismo e minasse le libere scelte degli individui, soprattutto delle donne, la protagonista del romanzo è estremamente “moderna” e positiva.

Non si tratta di una donna vittima di congiure e costrizioni, non si tratta di una donna sacrificata ai piedi di un uomo inaffidabile, non si tratta di una donna in balia degli eventi.

Florence è una Cenerentola che non ha bisogno del principe e delle scarpette di cristallo per vivere felice e contenta.

“Vuoi una vita?”

Questa è la domanda, posta in due passi distinti del libro, che echeggia nella mente del lettore.

Bisogna volere una vita, ossia essere fautori del proprio destino, nella consapevolezza che c’è uno spazio non razionale, ossia la brughiera che simboleggia la passione istintiva, a cui non è possibile rinunciare.

Anche questa Cenerentola, pertanto, ha la propria favola.

Sinossi

Cornovaglia, metà Ottocento.

Flotence Buckley nasce a Braggenstones, un piccolo villaggio di contadini, unico nastro verde in una distesa di brughiere paludose, spazzate dal vento e dalla pioggia.

Venuta al mondo in una notte carica di funesti presagi – la madre muore nel darla alla luce – Florrie cresce con la saggia Nan, ricevendo in dono dalla sorte la singolare capacità di percepire distintamente i sentimenti altrui e di riuscire a prevedere in qualche modo gli accadimenti.

Divenuta una tredicenne alta e snella come una giovane betulla, in un tiepido settembre le viene offerta la possibilità di guadagnare un po’ di denaro lavorando come cameriera al ricevimento di Mr e Mrs Beresford di Truro.

La ragazza accetta con entusiasmo, attratta dall’idea di affacciarsi a un mondo completamente sconosciuto. Mentre osserva rapita quell’universo di luci e colori in cui si muovono affabili gentiluomini e nobildonne raggianti di gioia, la sua attenzione viene catturata da due giovani uomini.

Uno ha il sorriso gentile, i capelli dorati e limpidi, occhi castani simili ai laghetti nelle brughiere.

L’altro è imbronciato, con il volto pallido nascosto da un ciuffo di capelli fini e lisci come seta.

Sono i fratelli Grace, Sanderson e Turlington, eredi di una delle famiglie più ricche e discusse di Inghilterra.

Qualcosa suggerisce alla ragazza che l’incontro con i Grace non è stato affatto casuale, un presentimento che non l’abbandona fino al giorno in cui Nan, sentendosi vicina alla fine della sua vita, decide di rivelarle un segreto a lungo taciuto: Florrie è una Grace.

Sua madre, Elizabeth, veniva da Londra e apparteneva a quell’influente famiglia, distintasi, negli anni, per la bellezza, la temerarietà e la fortuna sfacciata dei suoi membri.

Orgogliosi e litigiosi, i Grace hanno per capostipite il temibile Hawker Grace, detto Lucifero.

L’uomo che, anni prima, ha ripudiato e diseredato sua figlia Elizabeth, colpevole di essersi innamorata di un giovane di umili origini.

Titolo: Florence Grace
Autore: Tracy Reees
Edizione: Neri Pozza, 2017
Link d’acquisto:

https://www.amazon.it/Florence-Grace-Tracy-Rees/dp/8854511714/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1503595988&sr=8-1&keywords=florence+grace

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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