“Un altro giro di giostra” di Tiziano Terzani

“Un altro giro di giostra” di Tiziano Terzani

recensione di Tatiana Mazzotta Malme

giostra

Un altro giro di giostra, edito da Longanesi nel 2004, è un libro che, gentilmente, pagina dopo pagina, riesce a far diventare la peggiore paura, la morte, un’arma disinnescata.

Tiziano Terzani, al rientro da un favoloso viaggio durato un anno, in cui non ha utilizzato aerei, e che lo ha portato a scrivere Un indovino mi disse, scopre di avere una malattia che non gli darà scampo.

Non si perde d’animo e si rivolge alla medicina tradizionale andando negli Stati Uniti, a New York.
Tra una chemioterapia e l’altra decide di ripartire per l’Asia, approda tra l’altro in un Ashram in India dove sarà per alcuni mesi in contatto costante con la ricerca del suo io interiore esplicando le funzioni di novizio nella comunità.
Sente la necessità di tornare in quella che lui definisce la sua seconda patria, che ha accolto a braccia aperte lui e la sua famiglia, composta da Angela e i figli Folco e Saskia.

In questo favoloso viaggio, incrocia sul suo cammino personaggi che lo mettono in contatto con la medicina alternativa, dall’ ayurvedica allo yoga passando dal qi gong.

Descrive l’utilizzo di erbe, diete, amuleti e canti propiziatori in un modo talmente disincantato e ironico da far venire voglia di credere alle loro proprietà terapeutiche.
Sul più bello però torna alla realtà e ci ricorda che ovviamente anche quelle pratiche non portano a nessun miglioramento.

La grandiosità di questo libro è la capacità di Terzani di andare incontro alla morte scientemente con leggerezza di spirito.

Supera la paura e si concentra sull’assaporare quello che la vita ancora gli riserva riuscendo a separare la sua esistenza e guardandola nel disegno più grande.
Sulla scala dell’universo il mio malanno non incideva granchè; qualunque fosse stato il “poi” della mia storia, il sole sarebbe sorto e tramontato ancora e i pesci avrebbero continuato a nuotare sul fondo della coscienza cosmica.
Pagina dopo pagina sembra salutare gli affetti, mentre i ricordi affiorano ciciclamente con pacatezza.
Pare dire al lettore di non avere pena per lui, perchè ha vissuto al meglio la sua esistenza, ha goduto appieno delle cose, mai sfruttando la natura che lo ha circondato ma prendendo in prestito e restituendo tutto, compreso il corpo, alla fine del viaggio.
Leggendo questo libro, chi si trova nella stessa situazione di Terzani riuscirà piano e delicatamente a vedere il tutto da una prospettiva diversa.
Non si può evitare di sentire questa leggerezza nell’animo quando si leggono le sue parole.
“La soluzione è dentro di noi, si tratta di conquistarla facendo ordine, buttando via tutto ciò che è inutile e arrivando al nocciolo di chi siamo.
Più che assaltare le cittadelle del potere, si tratta ormai di fare una lunga resistenza.
Bisogna resistere alle tentazioni del benessere, alla felicità impacchettata; bisogna rinunciare a volere solo ciò che ci fa piacere.”
Il viaggio di Terzani termina il 28 luglio 2004 nel suo eremo in montagna, ad Orsigna, sull’appenino toscano, circondato dall’amore della sua famiglia.

Questo libro lascia un segno indelebile, ci porta a scavare nel nostro animo e a superare la paura del viaggio che finisce per concentrarsi sulla ricerca del miglioramento, per godere dei giorni che ci sono stati assegnati in questa esistenza.

Sinossi

Viaggiare è sempre stato per Tiziano Terzani un modo di vivere e così, quando gli viene annunciato che la sua vita è ora in pericolo, mettersi in viaggio alla ricerca di una soluzione è la sua risposta istintiva.

Solo che questo è un viaggio diverso da tutti gli altri, e anche il più difficile perché ogni passo, ogni scelta – a volte fra ragione e follia, fra scienza e magia – ha a che fare con la sua sopravvivenza.

Alla fine il viaggio esterno alla ricerca di una cura si trasforma in un viaggio interiore, il viaggio di ritorno alle radici divine dell’uomo.

Un libro sull’America, un libro sull’India, un libro sulla medicina classica e quella alternativa, un libro sulla ricerca della propria identità.

Titolo: Un altro giro di giostra
Autore: Tiziano Terzani
Edizione: TEA, 2015
Link d’acquisto:

https://www.amazon.it/Un-altro-giro-di-giostra/dp/8850236689/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1503582195&sr=8-1&keywords=Un+altro+giro+di+giostra.

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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