“Chiederò perdono ai sogni” di Sorj Chalandon

“Chiederò perdono ai sogni” di Sorj Chalandon

Recensione di Altea Alaryssa Gardini

sogni

Dopo aver affrontato un libro difficile, dico sempre che non è stato facile. Lo dico ogni volta, come fosse un intercalare che allontana le ombre dal mio cuore e dalla mia mente.

Non è facile…

A chi lo racconto? Questo libro è stato un calcio nello stomaco, una pallottola in testa, un’eterna apnea.

Ammetto che conosco molto poco l’Irlanda in cui è ambientato “Chiederò perdono ai sogni”.

Non la conosco affatto, non è la mia terra.

Tutto ebbe inizio con la rivolta di Pasqua nel 1916, da quel bagno di sangue nacque l’ IRA.

Questa è una storia vera, una storia di vita e di sogni.

Il nome del protagonista è fittizio ma la sua esistenza è stata tangibile, aspra e importante.

Sogni nati, cresciuti, difesi con il sangue versato, alimentati da nomi e scoppi.

Tyrone Meehan ci racconta la sua storia, non sta cercando comprensione perché non gli interessa averla. Nessuno di noi lo ha conosciuto, nessuno di noi ha il diritto di giudicare le sue scelte.

Tyrone, dopo anni di lotta, ha tradito il suo paese e il suo tricolore.

Ha venduto i segreti dell’IRA: ha rivelato le intenzioni e ha svelato momenti e luoghi.

Questo hanno detto di lui, così lo conoscono coloro che non si erano arresi alla pace.

Queste pagine sono un conflitto interiore che non si può spiegare, neanche sussurrare. È un uomo che ci sta spalmando addosso quanto di più onesto e terribile è vissuto in lui. Questo è tutto.

In una Irlanda che ti abbaglia di verde promettendo speranza e opprime con i mille sogni infranti e milioni di incubi di una lotta dura e persistente.

Quante vite si possono salvare con una singola azione?
Quanti pezzi infranti di lacrime servono per colmare un lago sempre più asciutto?

Se solo avessi una risposta a tutto questo…

Non so cosa avrei fatto e non mi sento di girare la domanda a nessun’altro.

“Fuggite quelli che sosterranno di avermi conosciuto. Nessuno è stato dentro la mia testa, nessuno. Se oggi parlo, è perché sono l’unico a poter dire la verità. Perché dopo di me, spero nel silenzio”

C’è un sogno che ha vissuto nelle lotte di Tyrone, è sopravvissuto alla prigionie e le umiliazioni. È un sogno inconfessato di cui la sola formulazione ad alta voce era troppo grande, come l’eco di uno sparo nel vento, talmente enorme che ricopriva l’intera isola e per questo che, a volte, i sogni per poter diventare realtà devono essere messi a tacere.

“E mai più la guerra, e la pace per sempre. E io, in un cono d’ombra, senza neanche l’uniforme, senza medaglia, senza amici, senza urrà. Io in piedi in mezzo al mio popolo, sconosciuto, anonimo. Io che avrò fatto tutto questo, tutto. Che potrò finalmente chiedere perdono a Danny Finley, a Jim O’Leary, e chiedere perdono ai miei sogni.”

Sinossi:

Tyrone Meehan è considerato un informatore degli Inglesi e trascorre gli ultimi giorni a Killybegs in attesa dei sicari dell’IRA. “Chiederò perdono ai sogni” ci racconta la storia di un traditore della sua gente, della comunità cattolica di Belfast, che emerge dalla durezza del conflitto nordirlandese degli anni Settanta e Ottanta. Un romanzo che tocca un argomento ancora scomodo e doloroso per la maggior parte degli Irlandesi. È possibile perdonare? Cancellare, dimenticare?

Scheda libro
Titolo: Chiederò perdono ai sogni
Autore: Sorj Chalandon
Genere: Romanzo
Editore: Keller
Anno: 2014
Pagine: 288

Link all’acquisto:

https://www.amazon.it/Chieder%C3%B2-perdono-sogni-Sorj-Chalandon/dp/8889767669/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1504964527&sr=8-1&keywords=chieder%C3%B2+perdono+a

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