“Il prodigio” di Emma Donoghue

“Il prodigio” di Emma Donoghue

recensione di Sabrina Corti

Irlanda, seconda metà del diciannovesimo secolo.

Anna O’Donnel ha undici anni ed è prodigiosa.

Non si ciba di nulla da quattro mesi e non mostra segni di deperimento né di sofferenza.

La notizia finisce sui giornali e presto si diffonde in tutta l’Irlanda e oltre.

Moltissimi ritengono che Anna sia miracolosa. Altri invece credono che sia una truffatrice d’accordo con la famiglia per arricchirsi alle spalle di ingenui bigotti.

Il comitato della contea, per confutare la tesi dell’inganno, decide che Anna verrà posta sotto stretta sorveglianza per quindici giorni consecutivi al fine di provare ciò che è veramente: un prodigio.

Quali sorveglianti vengono scelte due persone diversissime tra loro per cultura ed esperienza. Suor Michael e Lib Wright un’infermiera veterana della guerra di Crimea, agnostica.

Fede e scienza.

Le due donne, alternandosi, dovranno controllare Anna e, al termine dei quindici giorni, riferire al comitato se Anna davvero non si cibi di nulla, confermando dunque il prodigio, o se sia, al contrario, una bugiarda.

Lib non crede affatto che Anna possa vivere senza cibarsi ed adotta subito un metodo scientifico: misurazione della temperatura, controllo dei battiti cardiaci, verifica della diuresi. Lib è certa che Anna non possa sopravvivere senza cibarsi ed è convinta che la bambina si alimenti di nascosto.

Suor Michael, invece, crede nel prodigio e ritiene che Anna sia davvero alimentata solo dalla fede in Dio.

Eppure, dal momento in cui viene sottoposta a stretta sorveglianza, Lib, dapprima convinta della malafede della piccola Anna, si dovrà ricredere: Anna non mangia nulla ed è convinta di poter sopravvivere senza nutrirsi. Si limita a bere qualche cucchiaio di acqua al giorno… e a pregare. Continuamente, strenuamente, incessantemente.

Poi, col passare dei giorni, Anna comincia a peggiorare. Le sue condizioni fisiche vanno via via deperendo.

Lib vuole salvarla ma dovrà scontrarsi con il fanatismo religioso, la povertà intellettuale della famiglia di Anna, la miseria di un popolo già provato dalla carestia e la fame di notorietà del medico e del sacerdote del villaggio.

Numerosi sono i pellegrini che giungono al villaggio per conoscere il prodigio. Delle cospicue offerte lasciate nulla resta alla famiglia di Anna. Tutto viene destinato alla parrocchia.

Ma Anna non è un prodigio: è una bambina vittima dell’ignoranza e del fanatismo religioso.

In effetti, senza che ciò vi anticipi nulla, non vi è nulla di prodigioso nella quotidianità di Anna.

La scienza non mente. Anna non può sopravvivere senza nutrirsi: la fede in Dio non è sufficiente.

Se qualcosa di prodigioso vi è, questo è la tenacia di Lib che riuscirà a salvare Anna.

E sarà una rinascita per entrambe.

Emma Donoghue ha una scrittura coinvolgente.

Questo è sì un romanzo sull’esasperazione religiosa ma è sopratutto la storia di un’amicizia tra una donna matura ed una bambina,protagonista e vittima di una stortura e di un mondo in cui fede e scienza erano poste come rivali inconciliabili.

***

Scheda del libro
Titolo: Il prodigio
Autore: Anna Donoghue
Genere: storico
Editore: Neri Pozza
Pagine: 217
Edizione: 2017
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