“Siamo solo amici” di Luca Bianchini

“Siamo solo amici” di Luca Bianchini

recensione di Serena Pontoriero

Siamo solo amici è un romanzo edito da Mondadori nel 2012 e scritto da Luca Bianchini, conduttore radiofonico su Rai RadioDue, collaboratore per Vanity Fair e La Repubblica, romanziere e biografo dal 2003.

Il romanzo racconta la storia di amicizia nata fra Giacomo, portiere in un lussuoso albergo, e Rafael, portiere di una squadra di calcio brasiliana.

La loro amicizia nasce da un incontro casuale e acquisisce molto rapidamente il ruolo di chiave di volta nelle vite dei due protagonisti per la sua inaspettata profondità.

I due amici sono uniti da un passato difficile: entrambi hanno vissuto esperienze il cui solo ricordo risulta indigesto.

Un presente speculare li unirà nel compiere un ricco viaggio introspettivo in cui i fantasmi del passato saranno dileguati per fare posto a nuove consapevolezze.

La vicenda si svolge tra una Venezia autentica, fuori dai circuiti turistici; una Torino bene, in cui l’apparenza conta più di una vera felicità; varie periferie in cui, come da cliché, una maggior povertà è sinonimo di maggior generosità.

Alla lettura, Siamo solo amici pare molto scorrevole, specialmente a partire dalla seconda parte del volume.

Siamo spettatori di una bella storia con un retrogusto amaro e, tramite questa scelta narrativa, l’intera vicenda affascina, poiché tipicamente umana.

“Giacomo pensò che noi umani non cambieremo mai.

Che continueremo a cercare verità scomode.

Che ci piace sapere degli altri anche quando gli altri non ne vogliono sapere di noi. Perché parlare ci consola, ci permette di stare ancora un po’ insieme al nostro sogno, all’illusione che nel racconto si possa trovare una crepa, uno spiraglio, un piccolo gancio cui aggrapparsi per tentare una nuova strategia.”

 

Non ci sono eroi, grandi drammi esistenziali, fantastiche avventure.

Si narra di amicizia, amore, sessualità, vita e morte nella maniera in cui noi tutti viviamo queste vicissitudini. Immedesimarsi nei personaggi femminili e maschili è molto semplice e ci si lascia trasportare dal romanzo finendolo d’un fiato.

“Sì, non sanno mai quello che vogliono, soprattutto quando sono innamorati.

Non vogliono essere troppo amati perché si stufano.

Vogliono soffrire un po’ perché altrimenti è troppo facile.

Disdegnano la serenità perché cercano la passione.

Ma la passione brucia tutto e, prima o poi, si spegne.”

 

Interessante il modo in cui viene trattato il tema della sessualità maschile, soprattutto durante l’età dell’adolescenza, che è forse un tema poco trattato ancora al giorno d’oggi.

Giacomo e Rafael hanno entrambi vissuto delle esperienze che li hanno segnati e che, in modo più o meno conscio, influiscono sulle loro attuali relazioni.

Bianchini accenna anche al grande quesito etico della prostituzione minorile nei paesi in via di sviluppo, senza renderlo indigesto e senza esprimere giudizi.

La struttura del romanzo è convincente e originale.

Esso si basa su tutta una serie di parallelismi e rimandi: Giacomo e Rafael, nonostante le marcate differenze, hanno vissuto e vivono esperienze simili; il presente non lo si capisce senza conoscere il passato; il viaggio come sintomo di cambiamento interiore; i personaggi femminili, Frida e Tamara, svolgono la stessa funzione.

L’unico personaggio femminile che si distacca dal quadro è Elena, che sembra un’Emma Bovary dei tempi moderni.

Tra le altre ispirazioni di Bianchini troviamo I turbamenti del giovane Törless, per le descrizioni delle inquietudini di Giacomo; la storia di Frida, per ammissione dello stesso autore, ci ricorda Pretty Woman e il romanzo è scandito da una colonna sonora.

Bianchini accompagna molti momenti importanti del racconto facendo cantare ai personaggi alcune strofe di Madonna, Tiziano Ferro, Vasco Rossi, Laura Pausini e Eros Ramazzotti.

In conclusione, si consiglia la lettura di questo romanzo a chiunque abbia voglia di leggerezza, ma non di superficialità, di descrizioni puntuali e delicate dell’animo umano scevre di giudizi.

 

Sinossi

Giacomo è un portiere d’albergo veneziano.
Rafael è un ex-portiere di calcio brasiliano.

Sono entrambi a un appuntamento con il destino ma l’essere stati davanti a una porta è l’unica cosa che hanno in comune.

Il primo, dopo cinque anni di attesa, sta per rivedere la donna della sua vita: una signora sposata il cui mantra è “non si bada a spese”, eternamene in conflitto tra i precetti religiosi e quelli astrali.

Il secondo insegue un’attrice di telenovela, in fuga dal personaggio che le ha rubato l’anima.

In un incontro fortuito e surreale Giacomo e Rafael instaureranno un rapporto singolare a tratti equivoco, che li porterà a capire chi sono e cosa desiderano.

A sparigliare i piani, in una storia squisitamente teatrale, ci si metteranno altre due donne: una prostituta d’alto bordo che pensa di assomigliare a Gesù, e una giovane cassiera ostaggio della famiglia meridionale e dei look di Lady Gaga.

Sullo sfondo, oltre il via vai dei clienti dell’hotel, una Venezia tratteggiata come un acquerello, lontana dalle cartoline, in cui la gente parla ancora in dialetto, ha paura degli stranieri e non sa rinunciare a un prosecco prima di cena.

Titolo: Siamo solo amici
Autore: Luca Bianchini
Edizione: Mondadori, 2012
Link d’acquisto:

https://www.amazon.it/dp/B005UKSAPM/ref=dp-kindle-redirect?_encoding=UTF8&btkr=1

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *