“Io esisto” di Giovanni Andrea Negrotti

Pubblicato da Emma Fenu il

“Io esisto” di Giovanni Andrea Negrotti

recensione di Emma Fenu

io esisto

“Ah, mio dio, Mio Dio,

perché non esisti?

Dio onnipotente, cerca (sfórzati) a furia di insistere – almeno di esistere”.

Giorgio Caproni

Inizia con un componimento sulla Morte, questa bellissima silloge poetica.

Una Signora silente e innominata, dea oscura, luna in eclissi, utero caldo di ultima Madre.

Sorella della Vita, lato oscuro del sole, alter ego che cresce nel deserto di ognuno.

 

Continua con inni all’amore, questa silloge bellissima.

La donna è anima, sangue, carne, seni, gambe, ventre.

La donna ha i tratti dipinti nel aria del tempo da Neruda, il suo sorriso, i suoi occhi protetti della ciglia mentre l’iride vaga nel silenzio.

Eppure non è del tutto la stessa donna- emblema.

Figlia della Natura o meglio Natura stessa, è Dea Madre che accoglie nel proprio grembo, consentendo ai “crocifissi” di rinascere, come Venere fa con Marte, accarezzandone il capo riverso e placandone l’impeto di bellum intestinum.

L’amore è orgia di sensi e parole e nell’orgasmo del verso richiama a sé fauni, fate, ninfe e folletti.

Si può sognare e fare di ogni stagione una notte magica di mezza estate, quando la sera foscoliana è così cara e amata.

Ma la Natura, come insegna Leopardi, è anche Luna Matrigna, spietata e crudele perché immortale, candida, perfetta.

Regina di un cielo negato all’affanno dell’Uomo.

Tonda come una madre, a falce come una vergine fanciulla, nera come la morte, come l’assenza, come il dolore.

Ma capace, come il poeta, di eterna rinascita.

La poesia racconta lo struggimento di Saffo e Catullo, la fame d’amore e di infinito, la ricerca di un ideale nel reale, quêtes oggi, a volte, ancora più alienante per la presenza dei social.

E allora Giovanni Andrea Negrotti si fa legno, cassa, suono, corde.

Violino. Musica.

Cerca di esistere e di essere ascoltato, presupposto essenziale per accogliere e comunicare.

Io esisto

Io esisto come ferro piegato

come legno intagliato;

un marchio.

Io esisto come strumento vibrante;

basta che mi tocchi e suono ogni momento.

Io esisto

materica opera evocativa,

scivolata su sussurri

di luce filtrata.

Io esisto come composizione di una fuga

aperta a possibili cambiamenti.

Esisto come volontà

di tenere insieme

I pezzi tagliati!”

Si nutre di un riferimento palese questa silloge bellissima.

È La pioggia del pineto che attua la metamorfosi dell’uomo in elemento naturale e che tutto trasforma in una “favola bella” che illude e che porta a rendere ogni cibo un “calice di nettare”, dono per divinità mortali  e per eroi ai margini dell’Epos.

Con un linguaggio a volte aulico e a volte crudo, Giovanni Andrea Negrotti ci indica una porta e ci invita ad aprirla.
Dentro c’è Eros, figlio di Poros (Ingegno) e Penia (Povertà), motore della Vita.
Dentro c’è Poesia.
Varcate la soglia.

“Esisto come sono, e tanto mi basta,

se nessuno nel mondo lo sa me ne resto tranquillo,

se ognuno e tutti lo sanno me ne resto tranquillo.”

Walt Whitman

 

Titolo: Io esisto
Autore: Giovanni Andrea Caproni
Edizione Youcanprint

 


Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Scienze dei Sistemi Culturali. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, di letteratura e  iconografia di genere; sono presidente e fondatrice del portale "Cultura al Femminile" e dell'omonima associazione culturale; amministro la pagina facebook "Letteratura al Femminile; scrivo recensioni e articoli per magazine e siti; insegno italiano agli stranieri; tengo corsi di scrittura creativa; organizzo eventi culturali in tutta Italia; sono attiva contro la violenza sulle donne. Ho collaborato come giurata o autrice per varie antologie. Ho pubblicato un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità; una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte; una fiaba contro i pregiudizi sessisti, "Il segreto delle principesse"; una silloge illustrata di filastrocche sul concepimento e sull'adozione, "E' da una fiaba che tutti arriviamo"; un saggio storico antropologico su Maria Maddalena, "Nero e rosso di Donna. L'ambiguità della femminilità".

1 commento

Marica Bedekovic · 23 settembre 2017 alle 9:49

Grazie..

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