Mary Shelley, anticonformista del XIX secolo

Mary ShelleyMary Shelley, anticonformista del XIX secolo

di Elisabetta Corti

Londra, 30 agosto 1897. Mary Wollstonecraft Godwin viene alla luce nel quartiere di Somers Town.

È la secondogenita di Mary Wollstonecraft – filosofa e antesignana del femminismo –  e primogenita di William Godwin, saggista e scrittore politico.

La madre morirà di setticemia pochi giorni dopo il parto, e Mary cresce con la sorella che, pur non essendo nata da una relazione illeggitima prima del matrimonio, verrà adottata da William e ne prenderà il cognome.

Le figure genitoriali hanno una grande influenza sulla vita di Mary.

In seguito alla morte della madre, il padre pubblica l’opera di Mary Wollstonecraft “Rivendicazione dei diritti della donna”, una delle prime in tema di filosofia femminista.

Nonostante il padre stesso non sia completamente d’accordo con le linee educative dell’opera, Mary e la sorella ricevono una educazione decisamente inusuale per le donne in quell’epoca. Hanno un tutore ed una governante. Sono spinte ad utilizzare la libreria del padre e ad esprimere liberamente le loro idee politiche.

William, in una sua lettera ad un amico, scrive di Mary: “Vorrei che crescesse come un filosofo, un cinico.”

Mary ha anche l’opportunità di frequentare per qualche mese un college a Ramsgate, nonchè di recarsi per lunghi periodi a Dundee, in Scozia, da un amico del padre con idee politiche radicali.

Incontra e si innamora di Percy Bysshe Shelley, un discepolo del padre.

Shelley è già sposato, ed ha figli, ma decide di fuggire in Francia con Mary e la sorella Claire, abbandonando la famiglia.

I tre viaggiano da Calais verso la Svizzera. È una vera e propria avventura che li vede utilizzare diversi mezzi, persino dei muli, per arrivare fino in Svizzera.

Il viaggio viene trascritto in un diario, che sarà poi pubblicato con il titolo: “Storia di un viaggio di sei settimane” tre anni più tardi.

Mary e Percy si sposano nel 1816, in seguito al suicidio della prima moglie di Shelley.

È proprio in questo anno che passano l’estate a Ginevra, presso Lord Byron. L’estate è piovosa, e costringe il gruppo a rimanere in casa per lunghi periodi. Le loro conversazioni spaziano su argomenti di attualità, in particolare però si soffermano su Erasmus Darwin e il galvanismo, con cui lo scienziato afferma di poter rianimare la materia morta.

Un’altra attività era quella di sedersi davanti al camino leggendo racconti di fantasmi. Così Lord Byron propone ad ognuno dei presenti di scrivere un racconto di questo genere.

Come potrete immaginare, è in questa occasione che Mary, nel dormiveglia, traccia la bozza di quello che diventerà il suo più famoso romanzo: “Frankenstein; ovvero il moderno Prometeo”.

La fama per il suo romanzo dovrà però attendere. Mary è conosciuta principalmente per il suo sostegno agli scritto del marito Percy, a cui si dedicò fino alla morte di quest’ultimo nel 1922, durante una traversata nel golfo di La Spezia.

Da questo momento in poi, Mary si dedica esclusivamente alla scrittura, così da poter mantenere anche l’unico figlio rimasto in vita avuto con la sua relazione con Percy Shelley.

È sicuramente una donna di spessore Mary. Oltre alla sua opera più famosa, si dedica alla scrittura di romanzi storici (“Valperga” (1823) e “The fortunes of Perkin Warbeck” (1830)). Un romanzo apocalittico (“L’ultimo uomo”) (1826)), oltre a scritti autobiografici e di viaggio.

È rimasta una politica radicale fino alla fine dei suoi giorni, e le sue opere si ispirano agli ideali di cooperazione e comprensione come soluzione per la riforma della società civile.

Muore nel 1851 a Chester Square, probabilmente per un tumore al cervello.

La sua vita non è sicuramente stata semplice. Dalla morte della madre, nonostante il padre si prenda cura di lei e la sorella, deve confrontarsi con la matrigna, che pone i suoi figli davanti a loro.

La relazione extraconiugale con Shelley e la perdita di molti dei figli poco dopo la nascita, mettono a dura prova la stabilità mentale di Mary. Lo stesso Shelley poi, non si mostra particolarmente fedele, e spinge Mary ad una relazione con un amico, in nome dell’amore libero.

La sua vita è spesso attanagliata dai debiti, prima contratti dal padre, poi dal marito (che addirittura deve fuggire dai creditori in più di una occasione), che la seguono anche dopo la morte di quest’ultimo.

I suoi ultimi anni sono segnati dalla malattia, con emicranie e colpi apoplettici che le impediscono purtroppo di leggere e scrivere.

A suo conforto, un rapporto amichevole e profondo con la nuora, Jane Gibson St. John.

Le sue opere, in particolare Frankenstein, cominciano ad essere apprezzate negli anni ’20. Il suo romanzo di spicco viene considerato come uno dei primi romanzi di fantascienza.

 La sua fama, oscurata (soprattutto in Ighilterra) dal marito, è comunque lenta.

Mentre Frankenstein viene tradotto in diverse lingue e con diverse edizioni, molte delle sue opere non vengono tradotte fino agli anni ’80, ed altre esistono ancora solo nella lingua originale.

 

Puoi leggere una biografia di Mary Shelley qui. 

 

 

 

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