Istantanee di te – Contest Amarcord

Istantanee di te – Contest Amarcord

di Paola Caramadre

 

 

Con avidità scrutavo le istantanee scattate nella città in cui vivevi con la malcelata speranza di vederti. Osservarti, come ignaro passante, nelle immagini di altri.

In ogni sagoma mi sembrava di scoprire un dettaglio familiare che mi avrebbe ricondotto a te. Un passo tra la folla, un profilo tra gli avventori di un locale, un indizio che mi ricollegasse a te.

Ti immaginavo vivo, in quegli istanti di febbrile ricerca, ti immaginavo ancora vicino, ancora amico. Ti aspettavo, nei sogni – certo – sapendo di averti dovuto salutare una notte di febbraio. Una notte luminosa, malgrado il freddo ostile, una notte splendente di troppe stelle.

Astri lacrimosi, astri ribelli.

Tutti gli angeli sarebbero caduti accanto a te. Tutti gli dei sarebbero precipitati sulla terra ad un tuo richiamo. Questo eri, il mio spirito guida che mi sussurrava seducente “Vedi? tutto è possibile, anche l’impossibile” e mi facevo condurre per mano, mi lasciavo guidare tra strade, vicoli, piazze.

Ti lasciavo precedermi di un mezzo passo e ti lasciavo parlare di tutto quello che per noi non ci sarebbe stato. Sorniona, schivavo le tue profferte amorose. Di tutte le parole che pronunciavi ne avrei fatto un cesto di arance, erano tutte succose, ma con un retrogusto acre. Perché lo sapevo, lo sapevo, lo sapevo, che non sarebbe durata, che non ce l’avremmo fatta a disegnare l’impossibile, che in fondo non l’avremmo voluto, che in realtà non avremmo saputo che farcene.

Quella notte di febbraio mi sfiorasti la mano, nel cielo brillavano troppe stelle. Erano lì affacciate su di noi, consapevoli che il nostro era un piccolo spettacolo di varietà. Le nostre strade si separarono nell’istante in cui si incontrarono.

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