“What will people say” di Iram Haq

“What will people say” di Iram Haq

recensione di Tatiana Mazzotta Malme

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What will people say, il secondo lungometraggio della regista Iram Haq, come il primo, I am yours, è stato presentato al festival di Toronto e da poche settimane è uscito nelle sale norvegesi.

La storia è drammaticamente attuale.

Vengono descritte in modo accurato le importanti differenze culturali tra immigrati pakistani di seconda generazione e i norvegesi con i quali interagiscono ogni giorno.

La protagonista, Nisha, una fantastica Maria Mozhdah, primo film all’attivo, è un’adolescente diciassettenne che cresce in una famiglia ultra conservatrice a Oslo.

La famiglia è legata a dettami imposti dal paese d’origine nonostante abbiano lasciato Islamabad da molti anni.

Questo comporta che la ragazza debba vestirsi e comportarsi in un modo che non la fa sentire a suo agio con i suoi coetanei.

Nella prima parte del film Nisha viene sorpresa con il suo ragazzo norvegese in atteggiamenti intimi e la reazione del padre Mirz, Adil Hussain ( già in La vita di Pi) è talmente violenta ed esagerata da portarli davanti ai servizi sociali.
Per evitare che la comunità parli di quello che è successo, la ragazza viene rapita dal padre e dal fratello e portata di nascosto in Pakistan.

La vita cambia radicalmente, non ci saranno contatti sociali con nessuno che non sia appartenente alla famiglia del padre;

nessuna possibilità di parlare con i compagni di scuola, se non di nascosto tramite un messaggio drammatico in cui Nisha rivela quello che le sta succedendo.

Il disegno pensato per lei è che dovrà crescere imparando a portare avanti la casa, tutto in prospettiva di un futuro matrimonio, il suo animo giovane e spensierato si spegne piano piano.

Neanche un avvenimento che inizialmente può sembrare risolutorio e finalmente rilassante riesce a migliorare la situazione, anzi, le rovina ancora di più la “già brutta reputazione” che si è portata dietro.

Nella terza e ultima parte del film, si entra in un thriller, si fa fatica a pensare che i retaggi culturali siano così forti e prepotenti anche dopo tanti anni lontani dai luoghi in cui nascono.
Per fortuna la regista si impone con la sua visione forte e innovativa di donna moderna emancipata che porterà la giovane Nisha a salvarsi da una situazione insostenibile e probabilmente pericolosa.

Questo film è un testimone molto importante in un momento in cui si discute sempre più animatamente dei diritti delle donne.

Nella parte occidentale del mondo non viene quasi concepita la possibilità che la donna sia così calpestata e lesa nei suoi diritti, almeno non in un modo così plateale.

Titolo: What will people say

Regia: Iram Haq, 2017

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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