“Madri a rendere” di Beatrice Tauro

“Madri a rendere” di Beatrice Tauro

recensione di Elisabetta Calabrese

 rendere

 

Leggere Madri a rendere è come ritrovarsi nude davanti ad uno specchio.

Dove ogni singola parte del corpo è ben delimitata da un bagliore crepuscolare, filtrato dalla scrittura incisiva di Beatrice Tauro.

L’immagine che rimbalza immediatamente all’occhio del lettore è una struttura formata da organi ben differenziati.

Ecco che Anna, Cecilia, Francesca ed Elena, come parti di un unico corpo, in un momento prestabilito si separano.

Si suddividono in singoli elementi autonomi.

Così la storia si frantuma dapprima attraverso l’analisi delle protagoniste e poi si ricompone trasversalmente nella vita di una di esse.

Il cervello della psicologa, la lingua dell’avvocato e il cuore della mamma cominceranno a funzionare fisiologicamente solo quando l’istinto primario di sopravvivenza e riproduzione ricomporrà il tutto.

“Un organismo vivente è un’entità soggetta alle legge naturali, le stesse che controllano il resto del mondo fisico, ma tutti gli organismi viventi, comprese le loro parti, vengono controllati anche da una seconda fonte di casualità: i programmi genetici.”

Ernst Mayr (1904-2005)

La scissione degli elementi è data da un’amicizia destinata a finire nelle anse della realizzazione di aspirazioni giovanili. Improvvisamente il feedback riprende.

Lo scambio tra le parti prende il via.

L’incontro che seguirà, tra le verdi colline marchigiane, determinerà la vita delle quattro donne.

I rimpianti e i brutti ricordi vengono lavati da lacrime di confessioni. Il dolore della frantumazione si dissolve tra caldi abbracci di perdono.

Il corpo si ricompone sospinto dall’accogliente istinto materno.

L’istinto materno diventa il cuore del racconto. Ciò che dà vita al corpo.

Ma esso è anche punto cruciale di scelte e dello stesso racconto.

Il nodo della storia stringe la gola. Soffoca quasi.

E il ventre pulsa. Pulsazioni aritmiche. Perché non è semplice assumere una posizione di fronte ad una questione che attanaglia le donne del secolo corrente.

La maternità. L’infertilità. E poi la sterilità

Cosa fare quando l’istinto di riproduzione prende il sopravvento davanti ad un dolore che attanaglia un ventre vuoto?

Cosa fare quando relazioni sbagliate impongono la creazione di ipocriti mondi?

E quando crolla l’impalcatura di un sé forte e deciso?

Beatrice Tauro ci mostra che

“da un’idea folle poteva scaturire solo un amore altrettanto folle, una dedizione capace di abbattere qualunque ostacolo”.

E l’idea folle è proprio nel titolo dell’opera Madri a Rendere: l’idea di una conquista.

La conquista di essere madre. La conquista di fare la madre.

Una madre a rendere che riconsegna il frutto del suo grembo ad una famiglia che lo ama e lo crescerà protetto e amato, precisa la scrittrice.

Un atto di generosità e altruismo, forse.

Ma non è necessario chiedersi dove sia la verità. O dove sia la vera madre.

Perché la madre è colei che desidera quel bambino. A tutti i costi.

Che ci piaccia o no, desiderare un figlio è

“la voglia di dare amore, e di riceverne, in maniera disinteressata e non utilitaristica come spesso accade nei rapporti di coppia. Con un figlio non è mai così. Con un figlio non ci sono prezzi, non c’è commercio di sentimenti. Con un figlio c’è amore puro.”

Chi ha figli lo sa.

L’istinto materno ama tutti i figli del mondo.

Qualsiasi sia la strada che li conduce ad una madre.

Qualsiasi sia l’Utero

Sinossi

Anna, Cecilia, Francesca ed Elena.

Quattro amiche ai tempi dell’università che si sono perse di vista e che si ritrovano dopo oltre dieci anni di lontananza per trascorrere insieme un fine settimana all’insegna dei ricordi, dei rimpianti e dei rancori.

Nel corso del fine settimana che le vede di nuovo tutte insieme, le quattro donne si raccontano, confrontando i reciproci vissuti, la diversa quotidianità che le contraddistingue.

In un crescendo di condivisione che supera l’iniziale diffidenza, le quattro donne si renderanno protagoniste di scelte di vita davvero rivoluzionarie per le loro esistenze,

su un percorso trasgressivo e profondamente umanitario insieme, lanciando una sfida a viso aperto alle convenzioni e agli stereotipi della società tradizionale, valorizzando un concetto di famiglia che può assumere anche delle accezioni insolite e talvolta bizzarre.

Titolo: Madri a rendere
Autore: Beatrive Tauro
Edizione: Cinquemarzo, 2016
Link d’acquisto:

https://www.amazon.it/Madri-rendere-Beatrice-Tauro/dp/8869700828/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1509187763&sr=8-1&keywords=madri+a+rendere

 

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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