“Anemone al buio” di Maria Silvia Avanzato

“Anemone al buio” di Maria Silvia Avanzato

Recensione di Emma Fenu

Anemone

 

Un’auto si schianta e una vita rimane appesa ad un filo.
Gloria è la vittima. Gloria la bella, la biondissima, la speaker radiofonica che ammalia con la voce, colei che tutte vorrebbero essere.
Il filo che la lega al mondo, deturpata da mille cicatrici , è sottile, trasparente, vischioso.

Attenta, Gloria, sei finita nella tela di un ragno, povera farfalla senza occhi e memoria, con sulle spalle le ali ricucite di una mosca, ali non tue.
E non lo sai.
Gloria, ricorda.
Presto.

La protagonista di Anemone al buio, edito da Fazi Editore nel 2017, è una giovane donna che, a seguito di un incidente, perde provvisoriamente la vista e gran parte della memoria, conservando immagini ed eventi, definiti a macchia di leopardo, e confondendo reale e fantastico.

L’amica di sempre, Licia, si prende cura di lei per mesi, con l’aiuto di una zia paterna. Sono loro ad aiutare Gloria a distinguere la verità da ciò che è sogno, incubo, allucinazione.

Gloria, ricorda.
Presto.
Non ti fidare.
Troppi hanno troppo da nasconderti.
Strappati a morsi le ali di mosca e ritorna farfalla.

Una presenza insegue la mente di Gloria: Anemone, la bruna e taciturna sorella di cui nessuno conferma l’esistenza.
Chi è Anemone?

Secondo il mito, era una ninfa, amata da Zeffiro e Borea, che Flora, per invidia, trasformò in un fiore troppo delicato, dai petali quasi inconsistenti, destinati a soccombere alla forza del vento prima di godere del tepore della primavera.
Anemone sboccia, ma per morire.
Farfalla senza ali, ha poche ore per esistere.

Lo stile di Maria Silvia Avanzato avvince, seduce, intrappola.
Un susseguirsi di emozioni, flashback, figure retoriche mai banali. Un finale inaspettato, eppure preannunciato da indizi, che si ricompongono come tessere sul tavolo di un bambino.

Anche il lettore non ha occhi, non ha certezze, ha fiato corto e dita lunghe a graffiare l’ignoto.
Anche il lettore è nella tela del ragno.
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Sinossi

Gloria si risveglia dopo un incidente stradale e non vede nulla.
I suoi occhi non funzionano più, e anche la testa funziona male. Ha problemi di memoria e non riesce più a distinguere i sogni dalla realtà.
Confusa e in preda a quelle che sembrano allucinazioni, vive una lenta convalescenza nella casa di sempre, assistita dall’amica d’infanzia Licia.
Ma qualcosa non torna.
Troppe cose strane attorno a lei, troppe persone che non ricorda ma di cui ora sente meglio la voce.

Quando, in questa nuova dimensione, iniziano a consumarsi drammi e persino omicidi, Gloria decide che è arrivato il momento di fare un viaggio e ripercorrere i luoghi del passato alla ricerca di sè.

Man mano che la memoria comincia a tornare, restituendole frammenti perduti, gli occhi riacquistano la vista, anche se lei preferisce non farne parola con nessuno, nemmeno col fidanzato, in cerca solo della verità.

All’insaputa di tutti, vedrà finalmente la realtà che la circonda e scoprirà qualcosa di sconvolgente e insieme inaspettato: un complotto minuziosamente costruito attorno alla sua infermità con risvolti a dir poco raccapriccianti.

Titolo: Anemone al buio
Autore: Maria Silvia Avanzato
Edizione: Fazi, 2017

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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