“A dodici anni, te lo spiego io come va il mondo!”

“A dodici anni, te lo spiego io come va il mondo!”

di Altea Alaryssa Gardini

Delle volte è solo questione di prospettive.

Guardi il tuo dodicenne di casa e scopri che, dalla sua di finestra, il mondo sembra davvero un’altra cosa.

Per Sandro la vita va così…

Oh madre, cantami quale somma ira mi ha privato del teletrasporto dei calzettoni nel mio sommo borsone dei trucchi calcistici!

Sono arrivato agli allenamenti e non c’erano i calzettoni nella borsa, e dire che li avevo lasciati di fianco alla doccia come al solito!

Vorrei fosse messo agli atti che non ho avuto la possibilità di eguagliare tutti i miei altri compagni nel vestirmi in maniera…beh insomma, come tutti gli altri alla scuola calcio.

spiego

Tra tutte le cose che fa mia madre per privarmi della dignità di fronte ad ogni mio compagno, quella di mettere in lavatrice le mie ghette preferite è quella che mi fa più imbufalire. Insomma, io non metto a lavare quelle cose che lei tiene nel cassetto, mi fanno anche un po’ senso se mi è concesso dire la mia. Se è vero che io provo questo “senso” nei confronti delle sue cose, perché lei non fa quello che afferma?

Non fa altro che ripetere: “Sandro, i tuoi calzettoni mi fanno vomitare!”

Mai pensato che non sia casuale?

Se potessi mi piacerebbe mettere fine anche alla questione che riguarda il mio abbigliamento. Io lo indosso e poi me lo tolgo, nel bagno, e lo appoggio nell’angolo di fianco alla doccia.

Ora, sei grande mamma, quindi non puoi dire che inciampi. Passaci sopra, scavalcali o, se proprio a te non piace il luogo in cui li ho messi, mettili nel cesto della roba sporca. Cerca di capire, non è un mio problema il tuo fastidio, a me, i vestiti, piace metterli lì. Quando i folletti degli abiti avranno un minuto libero, faranno in modo che si materializzino nell’armadio puliti e piegati.

Mamma, non è una gara tra te e loro, ti voglio bene lo stesso, quindi, rilassati.

Lo ripetono sempre anche al telegiornale che i genitori devono stare vicino ai loro figli, ascoltarli e aiutarli. Quindi, io penso che, visto che il frigo non ha reale bisogno che tu esca di casa, è necessario che tu mi spieghi perché hai sistemato i miei videogiochi in quella maniera assurda: in fila sulla mensola. Secondo te, io, dal divano, come faccio a sapere quale gioco mi serve, senza dovermi alzare? Poi, tu, che sei una matusalemme non ne capisci niente di tecnologia, mi intrecci i fili e perdo tempo prezioso a districarli: lo sai che Matteo ha già finito il gioco al 96 per cento?

Secondo te, come ci arrivo a quel punto se perdo tempo a sistemare quello che tu incasini?
spiego

JOYSTICKS & CONTROLLERS

Dato che ci siamo e ti sto democraticamente facendo notare quello che potresti migliorare per rendere il nostro rapporto più comunicativo, ti faccio notare un dettaglio per niente divertente. Se io chiedo una cosa a te, non mi puoi dire: chiedilo a papà. Lui mi rimanda da te, tu da lui e così all’infinito. Sono io il calciatore a casa e vi dico che state facendo catenaccio e lo fate anche male. Ho solo chiesto l’ultimo I-phone: posso sapere cosa c’è di così complicato nel decidere quando andare a prenderlo? Sabato, quando uscite a pagare i folletti dei vestiti e del frigo, passate dal negozio e prendete anche quello.

Vedi come fila?

Se me ne rendo conto io che ho dodici anni, non comprendo perché voi due, che siete adulti, non ci arriviate.

Viviamo in un’epoca in cui, lo so che voi non comprendete, ma la comunicazione è tutto. Alla vostra epoca si faceva con la carta, noi abbiamo scoperto che la carta taglia, lo so che essere giovani vi manca ma svegliatevi.

A furia di ripetere quello che si faceva e come lo facevate, ai vostri tempi, vi state perdendo la possibilità di imparare da noi. Dovete imparare ad essere più elastici mentalmente. Questo mondo giovane vi mangerà se non fate come noi.

Se tu mi facessi i compiti, lo capiresti che il mio è un duro lavoro.
spiego

Sulla Costituzione c’è scritto che il mio compito è la scuola, infatti ci vado ma poi basta. Lo sai che i calciatori più bravi al mondo hanno imparato per strada? Quella è vita, mica la mia che dovrei stare tutto il pomeriggio a studiare di gente morta.

Hai capito quello che ti voglio dire? Bene, ora preparami la merenda.

Tuo, Sandro.

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