E poi venne il perdono

“E poi venne il perdono” di Maria Rocco

recensione di Ferlisi Maria LuciaE poi venne il perdonoE poi venne il perdono

Enrico ama la sua terra ed anche se ha abbandonato, ormai da anni, il Salento, sente sempre la mancanza del profumo del mare, dei sapori e profumi della sua terra, per questo ha acquistato la villa in cui aveva vissuto da bambino con la madre.

la villetta, circondata da un ampio giardino, dominava la spiaggia di San Menaio che, da quell’angolazione privilegiata, si poteva ammirare tutta, dal confine con la baia di Calenella fino a Rodi:

una lunga spiaggia, con acqua bassa e chiara come cristallo, costeg­giata da un antico bosco di pini d’Aleppo.

Un angolo di paradiso necessario per ritemprarsi dall’inverno e dalle fatiche lavorative, una rigenerazione anche dello spirito.

Il ritorno nella casa materna non era stato molto gradito dalla moglie, per questo quell’estate avevano diviso le vacanze, la moglie con una figlia in viaggio per l’Europa, lui con Sandra, la figlia minore, nella villa dai sapori antichi.

solo tra quei pini e quella finissima sabbia dorata la sua tormentata gioventù aveva conosciuto giorni di felicità e di spensieratezza

Sandra la figlia minore cercando notizie di San Menaio, luogo dove si trovava la villa, s’imbatte in un blog, la blogger scrive notizie che sembrano corrispondere alla storia di sua nonna, donna Letizia.

Da questa casuale scoperta e dall’incontro con la blogger, partono i ricordi di Enrico dei suoi avi, attraverso una sconosciuta, che dialogando con la madre ha ricostruito la loro storia.

La sua storia.

E poi venne il perdono

E poi venne il perdono

Ed ecco che i ricordi cominciano a visualizzarsi, dai bisnonni: Nicola e Anita, per proseguire con sua madre ed il padre: Letizia ed Luigi.

Scopre verità nascoste, segreti, amori, passioni, compromessi, errori e tradimenti.

Una storia per alcuni aspetti diversa da quella che conosceva lui, perché raccontata senza timori e senza filtri dalla madre ad una sconosciuta.

Foto rimaste nei cassetti, storie celate per il buon nome della famiglia.

Il sud entra con prepotenza nel racconto con le tradizioni, con le superstizioni e con i pregiudizi.

Faticò a convincersene, ma alla fine dovette ammettere che era finita in un mondo dominato dall’ipocrisia e dalle convenzioni, un mondo dove tutto veniva fatto in funzione di

quel che pensava la gente, dove i giudizi degli altri gra­vavano sulle proprie teste come nuvole gonfie di pioggia pronte al temporale

Una storia sconosciuta che intreccia la sua anima e della figlia ancora di più a quei luoghi, dove ha vissuto fino all’adolescenza.

I sentimenti sono ricamati lievi, leggeri anche quando sono forti, come le delusioni di Anita e Letizia, due donne fragili, ma solo nell’apparenza.

E poi venne il perdono

E poi venne il perdono

Due donne che sanno quello che desiderano, due donne diverse, eppure uguali. due donne che in quella casa a FETTE vi vivono.

Letizia e  Anita cercano di trovare uno spiraglio di luce in quella vita, perché per vivere ci vuole la luce, i sorrisi, la tenerezza che in quella casa sembrano mancare.

Una residenza che ha in sè il DNA degli avi Leopoldo e Medea, che hanno deciso il proseguimento della vita dei discendenti nella chiusura e nei principi prestabiliti, da osservare per mantenere sempre alto il buon nome della famiglia.

Giudizi e pregiudizi, sempre.

Gravano sui personaggi come delle scuri, come una spada di Damocle, ed i personaggi non possono che soccombere in questa realtà, dove la vita non è vita. La linfa vitale scorre solo sui binari del giudizio e se non ci si attiene, non hai molte scelte…

Nel palazzo a fette anche il tempo sembrava immobile

E poi venne il perdonoE poi venne il perdono

Una vita difficile, ma L’amore non muore mai. ed è in questo sentimento che si rifugiano le due donne seppure in modo diverso, ma sempre idealizzato, pensato, celato.

Anita:

leggera e trasparente come in fondo era sempre stata…

Letizia:

Passavo ore e ore al pianoforte, mentre accanto a me, come su binari paralleli, la vita degli altri andava avanti, si chiudeva un’epoca e il mondo cambiava.

E poi venne il perdono

L’autrice Maria Rocco con questo romanzo “E poi venne il perdono” ha vinto il premio letterario : Donne tra ricordi e futuro.

Un romanzo incentrato sui ricordi del passato, richiusi nella memoria, dove il tempo sembra non aver lasciato cicatrici, ma la forza di superare il dolore attraverso il perdono.

Il perdono, l’unico modo per continuare a sopravvivere, per alleviare il dolore a chi resta, perché chi non vuole perdonare, si lascia divorare e travolgere dagli effetti devastanti del rancore.

L’autrice Maria Rocco, nel romanzo E poi venne il perdono, affronta la storia con uno stile fluido, elegante e leggero, come le parole che scivolano lievi per tutto il racconto, senza mai giudicare i personaggi del romanzo, ma quasi giornalisticamente ne racconta i fatti con precisione e senza superflui commenti.

La trama di svolge in un intreccio tra presente e passato, emozionando il lettore non solo attraverso i suoi personaggi ben delineati, ma attraverso gli usi e costumi del Sud che si respirano per tutto il libro.

Nel romanzo “E poi venne il perdono”, l’autrice regala al lettore una visione intimistica dei ricordi, li coinvolge in questo silenzio tipico delle donne del sud, in questa saga familiare dal sapore familiare.

Nel leggere la trama sentiamo i sospiri di Anita  Letizia, osserviamo gli sguardi assenti e lontani delle due donne, estranee, eppure presenti,  a quella vita che sentono non loro.

Attraverso l’eleganza dello stile, Maria Rocco ha impresso un dolce sapore autobiografico al testo, grazie all’uso del corsivo e nel far parlare i personaggi mettendoli in primo piano nel corso della narrazione.

Allora non ci resta che leggere il romanzo “E poi venne il perdono” di Maria Rocco.

Scheda libro

Titolo: E poi venne il perdono
Autore: Maria Rocco
Casa editrice: Falco editore
Pagine: 194

Sinossi

Anita, già madre di cinque figli, muore di parto dando alla luce una bambina che le sopravvive solo pochi minuti. Per tutti Anita è stata l’impeccabile moglie di don Nicola, ricco proprietario terriero, sempre un passo dietro, dedita solo alla casa e alla cura della famiglia.

Ma allora cosa ci fa la foto di uno sconosciuto ben custodita e nascosta tra le sue cose più intime? Chi è quel giovanotto elegantissimo che si firma con “L’amore non muore mai” e, soprattutto, cosa c’entra con la vita di Anita? È ciò che si chiede Letizia, moglie di Luigi, figlio primogenito di Anita e Nicola, quando, molti anni dopo, ritrova la foto.

Anita e Letizia non si sono mai conosciute, eppure le loro storie intrecciate parlano di due donne simili che lottano per la famiglia ma rivendicano il diritto di custodire il proprio sogno d’amore.


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