Il buio ha il suo odore – di Cinzia La Commare

“Il buio ha il suo odore” di Cinzia La Commare

Recensione di Piera Nascimbene

il buio ha il suo odore di Cinzia La Commare

La fine di “Il buio ha il suo odore” di Cinzia La Commare, mi ha lasciata con alcuni punti interrogativi.

Devo riconoscere che non è stata una lettura semplice per due motivi: l’argomento sviluppato e il dovermi calare nella mente e nel cuore di Alisa dopo la sua esperienza traumatizzante.

Alisa vive in Romania con la madre e ha un amichetto Costel, che per sfuggire alla povertà, decide di andarsene via in cerca di una vita migliore.

Dopo anni, quando Alisa e la madre sono allo stremo delle forze e la loro sopravvivenza è a rischio, ritorna, richiamato dalla giovane e si offre di aiutarle convincendo la ragazza a seguirlo a Roma dove dice le procurerà un lavoro e così potrà inviare alla mamma i soldi guadagnati.

Alisa accetta ma non sa che finirà in una situazione drammatica e senza via di fuga.

Costel l’ha venduta, per pagarsi i debiti, ad un’organizzazione che obbliga le ragazze a prostituirsi.

Per mesi, Alisa subisce violenze e abusi anche da parte del suo ex amico e questo le fa ancora più male per lo sprezzo che lui dimostra usandola come un oggetto di piacere qualsiasi.

Per riuscire a non farla finita, Alisa cerca di estraniarsi da tutto il marciume che la circonda aiutata,o forse ancor più segnata…questo lo si capisce in seguito, dal fatto che non vede i suoi stupratori in viso, avendo , per contratto, sempre una benda sugli occhi.

L’unica cosa che trova strana è che ogni tanto, non sa da chi, le venga regalata una rosa bianca

Per un caso, forse fortuito forse di rivalsa, viene liberata e gettata via sulla strada come un oggetto inutilizzabile.

La seconda parte della sua vita in Italia, inizia proprio da qui. Viene infatti soccorsa e segue l’uomo che l’ha aiutata in Val d’Aosta a La Thuile e accetta la sua offerta di lavoro come cameriera nel bar di fronte agli impianti sciistici.

Alisa è chiusa, tormentata dalla paura che riescano a ritrovarla i suoi aguzzini, ha incubi e si sente sempre osservata perciò non dà confidenza al bellissimo giovane che sta seduto per giorni e giorni al tavolino numero quattro: Andrea.

Poi però inizia a vederlo con occhi diversi e finisce con l’accettare i suoi primi approcci e si lascia convincere a frequentarlo e a rivelargli il suo passato…ma anche Andrea ha i suoi problemi e ogni tanto, sparisce.

Proprio queste assenze fanno capire ad Alisa che il suo cuore si sta aprendo e che quando è sola le manca e lo vorrebbe vicino.

… “Andrea mi era stato vicino in ogni modo, ce l’aveva messa tutta per rendermi felice…

…non capivo perché continuasse a passare intere giornate a quel tavolo numero quattro in attesa di un mio passaggio fugace, un bacio al volo o un sorriso da lontano.

…Andrea era diventato il mio punto di riferimento…

…il buio era soltanto il ricordo del sapore delle sue labbra sulle mie mescolato all’odore della sua pelle” …

La giovane decide di fidarsi di lui e quando finalmente sembra che tutto stia girando per il meglio, Andrea si allontana.

… “Io ti voglio Alisa, non sai quanto… ma non posso… non adesso, non così”

Qui la storia si interrompe ma c’è un altro colpo di scena che mi ha sorpresa e lasciata in attesa del seguito perché riappare la rosa bianca!

Il romanzo riprende avvenimenti di un passato recente, ma si svolge in pochi mesi e l’autrice, per farci conoscere ciò che è accaduto prima, usa dei flash-back piuttosto corposi che si integrano perfettamente, aiutati dalla narrazione in prima persona.

Ciò che mi ha stupita è stata la capacità di descrivere i sentimenti della donna, il passo in avanti e i dieci passi indietro che la sua insicurezza la spingono a fare, il continuo volere ma non potere, la sua ricerca continua di una sicurezza che non sa se verrà mai come se l’autrice stessa fosse, per un breve periodo di tempo, diventata la protagonista e avesse raccontato una sua sofferta esperienza.

Per me sta proprio qui la forza di questo romanzo: una storia che non si può lasciare andare quando se ne è terminata la lettura!

La mia valutazione è tra quattro e cinque stelle

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“Il buio ha il suo odore” – trama

Alisa è una ragazza disillusa dalla vita, impaurita dalle ombre del passato e poco disposta a fidarsi del prossimo. Approdata tra le montagne della Valle d’Aosta, ha deciso di dedicarsi unicamente al suo lavoro dietro al bancone di un bar, evitando categoricamente qualsiasi individuo di sesso maschile. Fatta eccezione per Daniele, l’unica persona capace di distrarla dall’angoscia che da anni l’attanaglia.

 

Le sue resistenze però sono destinate a subire un duro colpo, quando Andrea Corti, e i suoi indisponenti occhi blu, si materializzano dal nulla dall’altra parte del bancone. Un uomo assolutamente deciso a non voler demordere, e per nulla spaventato dall’apparente corazza impenetrabile che Alisa ha costruito a fatica nel tempo. Andrea farà di tutto per dimostrare ad Alisa che quella freddezza è solo apparenza, che il desiderio che lui sente per lei non è affatto a senso unico, e per farlo, si avvarrà delle più astute strategie di seduzione.

Alisa cederà al fascino indiscusso di Andrea, o il passato che nasconde finirà per mettersi di mezzo ancora una volta?

Una storia di intrecci, inganni e segreti. Un passato burrascoso da celare e quella bruciante passione difficile da tenere a freno.

Il buio ha il suo odore – scheda

Titolo: il buio ha il suo odore
Autore: Cinzia La Commare
Genere: Rosa
Pagine: 301

 

Cinzia La Commare su Cultura al Femminile

 

 

 

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