“La rilegatrice di storie perdute” di Cristina Caboni

“La rilegatrice di storie perdute”

di Cristina Caboni

Recensione di Emma Fenu

rilegatrice

 

La rilegatrice di storie perdute è l’ultimo libro di Cristina Caboni, edito da Garzanti nel 2017.

Chi è il protagonista della vicenda?

Forse Sofia, appassionata di libri, alle prese con una crisi matrimoniale e con il processo che, dopo i trenta anni, la porta ad interrogarsi sul proprio futuro di donna adulta?

No.

Forse Tomaso, grafologo forense e cacciatore di libri perduti, alle prese con l’imminente morte del patrigno e i guai in azienda da quest’ultimo combinati?

No.

Forse Andrea, vecchio proprietario di una libreria di tomi antichi, alle prese con il peso di un segreto?

No.

Forse Clarice, rilegatrice di libri vissuta nell’Ottocento, alle prese con la subalternità della condizione femminile e l’indole violenta del marito?

No.

Forse Chistian Fohr, celebre scrittore romantico, alle prese con le parole attraverso le quali esprimere la fiducia in un mondo migliore, costruito sull’amore e sull’uguaglianza fra i generi, che conduce alla pienezza della gioia?

No.

Tutti i citati sono solo personaggi.
Il protagonista è un libro.

Rilegato in marocchino rosso, spolverato d’oro, profumato di colla, a due secoli di distanza quasi si sgretola in mano, ma dentro contiene una serie di note a margine e, in una tasca della rilegatura, una lettera.

Qui inizia la storia de La rilegatrice: c’è un segreto da scoprire, urge mettersi a caccia degli altri due componenti della trilogia che regaleranno a lettore la storia dietro le storie.

Il protagonista è il libro.

Il libro, nell’accezione universale, oggetto paradossalmente vivo, con una storia propria, che si intreccia con quella degli altri libri e dei lettori, siano essi uno o migliaia, perché in ogni tomo si parcellizza l’Uomo e la sua essenza.

Ogni libro, infatti, contiene un indizio, una citazione, un rimando ad Altro.

Ad un altro libro, ad un’altra storia, ad un’altra epoca, ad un altro sé, sconosciuto e futuro, al quale chiedere “trovami”, per lasciare un messaggio.

Il romanzo La rilegatrice di storie perdute si snoda fra Vienna, Monaco e Roma, fra Ottocento e epoca odierna, fra parole dette e altre scritte; eppure c’è un filo che tutto lega.

Ogni capitolo esordisce con una citazione tratta da un libro molto famoso, uno di quelli che abbiamo letto a scuola, che abbiamo chiesto in prestito in biblioteca o accarezzato in libreria.

Uno di quelli che, anche se non letto, ci appartiene, perché di questa storia umana, e del suo patrimonio culturale, siamo comunque parte.

Cristina Caboni, seduta accanto a me a Silanus, un paese in provincia di Nuoro, nel caldo di questo passato agosto, disse: “Preparatevi a qualcosa di nuovo, per il prossimo romanzo…”.

È vero cambiano luoghi e temi.

Ma una cosa resta, Cristina.

Resta la donna, la Donna, come fiore che sboccia, custode di segreti, ventre di passato e futuro, ponte fra generazioni.
Resta l’amore, quello intenso, viscerale, profondo.
Solo dall’unione fra sessi, dalla consapevolezza di essere parti della stessa mela e della stessa storia, diversi eppur uguali, può nascere un mondo figlio della libertà e dell’armonia.
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Sinossi

La copertina finemente lavorata avvolge le pagine ingiallite dal tempo.

Con gesti delicati ed esperti Sofia sfiora la pelle e la carta per restaurare il libro e riportarlo al suo antico splendore.

La legatoria è la sua passione.

Solo così riesce a non pensare alla sua vita che le sta scivolando di mano giorno dopo giorno.

Quando arriva il momento di lavorare sulle controguardie, il respiro di Sofia si ferma: al loro interno nascondono una sorpresa.

Nascondono una pagina scritta a mano: è la storia di una donna, Clarice, appassionata di arte e di libri.

Un’abile rilegatrice vissuta nel primo Ottocento, quando alle donne era proibito esercitare quella professione.

Una donna che ha lottato per la sua indipendenza.

Alla luce fioca di una candela ha affidato a quel libro un messaggio lanciato nel mare del tempo, e una sfida che può condurre a uno straordinario ritrovamento chi la raccoglierà.

Sofia non può credere al tesoro che ha tra le mani.

Quella donna sembra parlare al suo cuore, ai suoi desideri traditi.

È decisa a scoprire chi sia, e quale sia il suo segreto.

Ad aiutarla a far luce su questo mistero sarà Tomaso Leoni, un famoso cacciatore di libri antichi ed esperto di grafologia.

Insieme seguono gli indizi che trovano pagina dopo pagina, riga dopo riga, città dopo città. Sono i libri a sceglierci, e quel libro ha scelto Sofia.

Dopo più di duecento anni, solo lei può ridare voce a Clarice.

E solo la storia di Clarice può ridare a Sofia la speranza che aveva perduto.

Perché la strada per la libertà di una donna è piena di ostacoli, ma non bisogna mai smettere di mirare all’orizzonte.

Titolo: La rilegatrice di storie perdute
Autore: Cristina Caboni
Edizione: Garzanti, 2017

 

 

 

 

 

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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