“L’uomo di neve” di Jo Nesbø

“L’uomo di neve” di Jo Nesbø

Recensione di Chiara Minutillo

L'uomo di neve

Presto nevicherà. E allora i pupazzi di neve torneranno. E quando la neve si scioglierà, avrà portato qualcuno con sé. Quello che dovrai chiederti è: “Chi ha fatto il pupazzo? Chi fa i pupazzi? Chi ha dato alla luce The Murri?”. Nemmeno l’Uomo di neve lo sa.

Oslo. Novembre. Freddo e gelo stringono già la città nella loro morsa. La neve è una cortina leggera che ricopre tetti e marciapiedi. Tutto è silenzio e pace. Non un grido, non uno sparo nella città che non sa nemmeno cosa sia un serial killer.

Alla prima neve, lui ucciderà.

Le statistiche parlano chiaro: quando una persona scompare, le prime 48 ore sono di vitale importanza. Il problema è uno soltanto: Birte Becker è sparita senza lasciare tracce. Non una prova, non un indizio che dica se la sua è stata una fuga volontaria o meno. Solo una sciarpa rosa avvolta al collo di un pupazzo di neve. Una sciarpa che il figlio Jonas riconosce come un suo regalo, da cui la mamma non si sarebbe mai separata.

Sta a Harry Hole e Katrine Bratt indagare su una sparizione misteriosa e su una serie di omicidi, del passato e del presente, che sembrano portare una sola firma: un pupazzo di neve.

La pazzia e il male sono due cose diverse? Oppure siamo stati noi a decidere che quando non capiamo più le ragioni della distruzione la chiamiamo pazzia?

L’uomo di neve” è un romanzo scritto dall’autore norvegese Jo Nesbø. La parola più adatta per definirlo, forse, è ipnotico. Sembra quasi un divertimento per l’autore seminare false prove.

Ci fa imboccare sentieri scorretti, che non lo sembrano fino a quando non ci troviamo davanti il cartello che indica la fine della strada.

E allora è necessario tornare indietro, in un intrico che soffoca, una spirale che si avvolge sempre più stretta. Fino a lasciarci soli con quell’unico indizio. Quell’unico dettaglio che il nostro cervello ha registrato e chiuso in un cassetto. Non sembrava importante è la giustificazione. Invece poteva portare dritti all’assassino.

Qualche volta riusciamo a capire quello che cerchiamo solo dopo averlo trovato.

O, forse, era semplicemente necessario vedere il disegno dietro ogni singolo avvenimento. Un disegno bianco, dai contorni neri, con occhi e sorriso di pietra e un naso a carota. Apparentemente innocuo. Un pupazzo di neve. L’amico di un bambino.

Non ci si preoccupa, finché il pupazzo di neve guarda senza agire. Fino a quando il pupazzo di neve decide di uccidere.

Sul prato davanti casa c’era davvero un pupazzo di neve. Era grande, come aveva detto la mamma. Gli occhi e la bocca erano formati da piccole pietre, e il naso era una carota. Ma niente cappello né sciarpa, e un solo braccio: un rametto sottile preso probabilmente dalla siepe. Eppure c’era qualcosa di strano in quel pupazzo. Come se fosse orientato nella direzione sbagliata.

Link per l’acquisto: https://www.amazon.it/Luomo-di-neve-Jo-Nesbø/dp/880623191X/ref=tmm_pap_title_0?_encoding=UTF8&qid=1509958678&sr=8-1

Sinossi

La città di Oslo è avvolta nel buio e i primi fiocchi di neve cadono leggeri imbiancando le strade. Birte Becker è appena tornata a casa dal lavoro quando, fuori dalla propria finestra, nota un pupazzo di neve che sembra scrutarla. Poche ore dopo, Birte scompare senza lasciare traccia. Unico indizio, un pupazzo di neve avvolto nella sciarpa della donna, all’interno del quale viene ritrovato anche il suo cellulare.

Il commissario Harry Hole, chiamato per indagare sulla misteriosa scomparsa, si getta a capofitto nel caso per sfuggire ai fantasmi che lo perseguitano giorno e notte e alla notizia che lo ha gettato nel baratro dopo mesi di astinenza dall’alcol e di buona condotta: Rakel, l’unica donna che abbia mai amato, sta per sposarsi. Appena inizia a indagare sulla scomparsa della Becker, Harry si rende conto che il caso ha moltissime somiglianze con altre sparizioni misteriose avvenute a Oslo negli ultimi vent’anni.

La procedura è sempre la stessa: una donna, sposata con figli, scompare nel nulla, nella notte in cui sulla città cade la prima neve. Hole è l’unico che può avvicinarsi alla verità, perché il male, subito e inferto, lo conosce molto da vicino e può calarsi pienamente nella testa del serial killer. La scoperta, però, sarà più amara e sconcertante del previsto, perché la mano in grado di perpetrare quegli orrendi crimini è molto più vicina di quanto Harry si sarebbe mai immaginato.

Autore: Jo Nesbø

Titolo: L’uomo di neve

Editore: Piemme

Anno: 2010

Pagine: 529

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *