“Ma tu, quando te li fai i c…i tuoi?” di Altea Alaryssa Gardini

Ma tu, quando te li fai i c…i tuoi?

di Altea Alaryssa Gardini

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Verrà una notte buia e tempestosa, verrà ma non è ancora questo il giorno.

Torneranno le dieci piaghe d’Egitto ma, ahimè, la pazienza ancora mi regge.

Dico ahimè perché mi dispiace davvero molto dover star zitta. Voi direte: perché devi farlo se ti fa stare male?

C’è una ragione semplice, sono sicura che ci arrivereste, se vi impegnaste.

Però è giusto che, visto che sono io ad essere arrabbiata, sia io a dirvi le mie ragioni.

Iniziamo dalla prima. Sto zitta perché, da furiosa, potrei dire delle cose che penso ed è meglio di no. Il mondo non è pronto al mio pensiero nei confronti di alcuni, lo faccio per lui non per voi.

La seconda è che, spesso e volentieri, la gente parla perché non ha altro da dire. Lo so che è una condizione meschina, ma non posso indottrinare chiunque, devo farmene una ragione. Anche se potrei anche convincermi che alcuni non meritino il mio fastidio.

La terza è che, nella maggior parte dei casi, le persone sono prive di gonadi e mi tocca di dover raccogliere i cocci delle suddette e rimetterli nelle mani di quei poveri cristi che non stanno bene se non spalano un po’ di merda addosso agli altri.

Sto andando troppo veloce? Sto offendendo qualche perbenismo?

Mi spiace.

Anzi no, proprio per niente.

Comincio dal presupposto che, a pensarla come me, ci siano davvero tante altre menti e voci. Continuo dicendo che tutta questa finta educazione mi sta veramente facendo ridere. Dov’è l’educazione quando non riuscite a fare altro che dire cattiverie e farvi i cazzi degli altri?

Io sono stufa, lo è anche il vostro vicino e, soprattutto, lo è quello che ha scritto il galateo. Che vi vada di traverso la vostra finta facciata da immacolate statue di porcellana.

Scusate, mi tocca chiedervelo, mi state seguendo? I “criceti” sono svegli? Volete delle ruote nuove?

Piccolo consiglio: se non gli pulite le gabbiette, vi lasceranno anche loro, seppur malati e quasi morti asfissiati.

Lo prometto, ora rallento.

Cari Altri, mi avete davvero fatto raggiungere un apice che non pensavo fosse raggiungile da un uomo.

Oh che scema, ma io non sono un uomo. Ho una certa corazza che non sta diventando più forte o più debole, sta solo iniziando a riempirsi di spunzoni.

Esatto! Come dice la signora in fondo alla sala? Ah sì, come quelli per gli spiedini su cui i miei zebedei stanno per infilzarsi.

Chiedo di nuovo perdono, ho dimenticato di dirvi il motivo di tanta frustrazione.

Fermi tutti i criceti, colpa mia, ho dimenticato un’informazione importantissima!

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Tema:

MA VOI QUANDO VE LI FATE I CAZZI VOSTRI?

Alzi la mano chi di voi ha già terminato di pensare ai propri. Nessuno? Bene, iniziamo.

Vi sottoporrò delle situazioni, alcune davvero molto comuni, altre forse meno, ma tutte vere e capitate ad ognuno di noi. Per ognuna delle suddette, vi racconterò quello che ho detto e, subito dopo, quello che ho pensato.

Chi è debole di cuore si vada a sedere nella sala di Peppa Pig, perché qui di buono ed educato c’è solo il pavimento che ci tollera tutti senza lamentarsi.

Numero uno.

Sono in viaggio, è proprio il giorno che ho deciso di dare un’opportunità al genere umano, non ho messo le cuffie e ho pensato di intavolare una conversazione con gli altri personaggi di fianco a me.

Non mi piace essere scortese con chi non conosco, se uno è cretino sono fatti suoi ed è meglio che mi infetti il meno possibile. Ma, ammettetelo, è difficile controllare i muscoli facciali. È altresì difficoltoso ammettere che, a volte, l’ignoranza umana non ha fondo.

Ora, a preambolo fatto, la persona con cui sto parlando e che NON ho mai visto prima, mi guarda con fare compiaciuto e afferma: Considerando la tua altezza, dovresti proprio dimagrire!

La risposta è stata: “prima o poi riuscirò a buttare giù qualche chilo”.

Quello che mi è passato per la mente era ben diverso. Avrei voluto dire: “vista la tua età, avresti già dovuto aver imparato a truccarti, nessuno ti ha detto che assomigli alla nonna di un panda e Halloween è già terminato?”

Numero due.

Il viaggio non è ancora terminato, ho solo cambiato il mezzo di locomozione. Arrivo a casa, presso persone che non mi vedono da qualche tempo e, prima ancora di salutarmi, affermano con disappunto che la mia linea gli dà fastidio agli occhi. “È così brutta da vedere una donna sovrappeso…”

Hanno anche la faccia tosta di dirmi che lo fanno per me.

Ma, cazzo, iniziare con “ciao” è così desueto?

Comunque, visto che si tratta di una persona di una certa età e di un parente, la risposta educata è: “da morta avrò tanto tempo per essere magra”.

Quella molto meno politicamente corretta è del tutto diversa. Qualcosa di simile a: “mi dispiace davvero tanto che il tuo specchio si sia rotto stamattina. Potresti provare a fare come quel certo Dorian; anche se, alla base, dovresti imparare a farti i cazzi tuoi!”

Numero tre.

Quando si giunge all’età fatidica, inizia il quiz preferito degli impiccioni. Parte su tutti gli schermi il: “Tu, quando lo fai un figlio?”

Di solito, si risponde che il piccolo arriverà quando lo vorrà la provvidenza o quando sarà il momento appropriato.

Quello che passa nella camera oscura, il gobbo che, grazie a Dio, non potete leggere è inimmaginabile. Fa circa così: di chi è il forno in cui dovrebbe stare sto bambino? Ecco, fatti i cazzi tuoi. Ovvio, se vuoi sfamarlo, vestirlo ed educarlo tu, sei il/la benvenuta. In caso contrario, fatti gli strafottutissimi cazzi tuoi!

Che dire, poi, di tutte quelle fantastiche occasioni in cui, per fortuna, alla gente non gliene frega nulla di chiedertelo per il tuo bene?

Quelle sono le mie preferite.

Numero quattro.

Vai ad un colloquio di lavoro e ti chiedono se hai figli. Perchè? Perchè bisogna essere flessibili e con un figlio non lo sei.

Io non ho prole ma, anche se fosse, saranno cazzi miei come mi organizzo? Di sicuro non cerco lavoro se non so come risolvere. Per guadagnare in maniera onesta, le persone come devono fare? Farsi chiudere le tube o essere pronte al suicidio onorevole se si scopre di volere un figlio? Ma in nome di chi o cosa?

E ci pregate Dio con quella bocca?

Numero cinque.

Altro colloquio, un posto di lavoro qualunque che sarebbe intercambiabile con qualsiasi altro, la prima domanda è: “tu ce l’hai il fidanzato? Perchè qui si lavora la domenica e non posso avere delle dipendenti che preferiscono stare con l’omino a casa”.

La risposta data è che non ci sarebbe stato nessun problema. Quello che avrei dovuto realmente dirgli è che ho diritto alla mia vita privata. Se lavoro sono attenta, precisa e puntuale, ma fuori sono cazzi tuoi quello che faccio?

Ci sarebbero tanti altri momenti indimenticabili da condividere, ma vedo che i criceti sono stanchini, ci riproviamo un’altra volta, va bene?

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