“Lo Specchio del bar” di Altea Alaryssa Gardini

“Lo Specchio del bar”

di Altea Alaryssa Gardini

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C’era una volta uno specchio.

C’era, c’è e ci sarà sempre.

No, non è vero, vi ho mentito. In alcuni casi non c’è proprio e, nonostante sia scomodo per noi che lavoriamo, alcune volte, è davvero meglio così.

Di cosa sto parlando? Scusate, è vero, sono arrivata di corsa e non vi ho enunciato l’argomento della giornata: lo specchio.

Non vi sto raccontando di uno specchio normale o quello delle brame della matrigna di Biancaneve che, tra l’altro, lasciate che ve lo dica, si beava proprio di essere l’oggetto dello scandalo. Anzi, ho avuto, spesso, il dubbio che fosse lui il cattivo. Un super specchio che si approfitta della debolezza mentale di una vecchia decrepita ma regina…sei lei non fosse stata un po’ cattivella di base, gli avrei detto che non si trattano così gli anziani.

Dopo questa divagazione e invettiva contro quella sciocca di Biancaneve e della sua, ancora più sciocca, matrigna, ritorno sui miei passi e vi svelo il vero protagonista di tutto questo: lo specchio del bar!

No, signora non sto parlando di quello in cui lei si specchia mentre sorseggia il caffè. Lei è la stessa degli spiedini dell’altra volta vero? Capisco molte cose, dica a suo marito di lasciarle la tesserina gialla che così siamo tutti felici.

No, non la postepay!

Lo specchio di cui io vi parlerò quest’oggi è quello che, di norma, sosta sopra la macchina del caffè. Lo vedono tutti i clienti e pensano, quasi ognuno di loro, che serva per sapere se il barista è in ordine prima di girarsi.

Vi dico anche per quale motivo lo pensate, perché è inclinato in maniera che non permette a voi di specchiarvi. Vi dico che siete fuori strada.

Ha una funzione molto semplice, serve al barista per vedere chi c’è al bancone e il posto in cui appoggiare il caffè, soprattutto se non è stato lui ad apparecchiarlo. Stupiti?

Questa è solo la funzione primaria, l’altra è che, se c’è qualche cliente nuovo, il barista può farsi una qualche idea su chi si troverà davanti e sul suo probabile umore.

Gli specchi nei bar non servono a voi. Nessuno di essi, anche se so che può sembrare. Sono necessari per tenervi d’occhio e per facilitarci il lavoro.

Ne parlavo con una mia amica: siete sempre stupiti di quando arrivate e, oltre al buongiorno, vi accorgete che vi è stata preparata la brioches e il piattino su cui si poserà il resto: magia! No, gli specchi.

In alcuni casi, gli specchi non ci sono e vi riconosciamo dalle voci o dagli ordini lanciati a voce mentre siamo girati. Questo non è un numero di magia facile da fare senza lo specchio sopra la macchina del caffè, ma è fattibile con una buona memoria.

Voi vi chiederete, chi ce lo fa fare di ricordare tutti i vostri ordini? Perchè usare tutti quelle superfici riflettenti, quando ci sono? Ma è ovvio, per fare prima.

Un servizio cortese per voi, ma agile e sbrigativo per noi. Se ricordiamo le vostre abitudini, il nostro lavoro si svolge in maniera molto più veloce.

Lo farebbero anche nei supermercati se non fossero così dispersivi ed enormi. Sapete quanta fila alla cassa si risparmierebbero? O ad uno qualsiasi dei banchi?

Vi accennavo prima al fatto che, a volte, è meglio che gli specchi non siano presenti. A volte, infatti, io per prima, preferisco riconoscervi dalla voce che vedere cosa state combinando.

La cosa più frequente che fortunatamente mi evito di vedere? I giochi funambolici con cui riuscite a mancare la tazzina e gettate lo zucchero sul bancone. Davvero, non lo voglio vedere come vi succede.

Ho poi una domanda: visto che a casa vostra i vetri li pulite voi, vi darebbe fastidio se qualcuno ci spalmasse le mani sopra? Non mi riferisco ai bambini ma ai grandi. È un bene non sapere chi sia stato o quanti lo abbiano fatto.

Ammetto che spesso facciamo finta di non vedere.

I baristi potrebbero facilmente avere l’abilitazione alla professione di dottori in psicologia, i vostri segreti sono al sicuro con noi, tanto nella maggior parte dei casi, potrebbe succedere che noi non sappiamo né il vostro nome né la vostra abitazione. Forse, se ci spiegaste perché trovate utile smanazzare in giro, troveremo la soluzione ad un vostro problema psicologico.

Se cercate qualcuno, ricordate che, se conoscete il bar che frequenta e vi ricordate la sua ordinazione tipo, potremo anche sapere dove trovarlo ad una determinata ora. Non è un dato certo ma abbastanza attendibile, specie per i clienti fissi.

Infine ricordate: tutto si concentra in una regola di reciprocità. È vero che voi pagate e noi offriamo un servizio, questo è ovvio, ma se voi siete gentili noi lo saremo di più.

In fondo, pensateci, lo specchio non mente e vediamo anche le vostre facce mentre siamo voltati a fare altro, vi conviene davvero essere sgarbati con chi vi prepara il caffè?

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