“L’ultimo uomo” di Mary Shelley

Ultimo

“L’ultimo uomo”, di Mary Shelley

Recensione di Elisabetta Corti

 

 

Anno 2070 circa. Il re d’Inghilterra  abdica, lasciando spazio alla Repubblica.

Lionel Verney e la sorella Perdita, sono due orfani che crescono senza legge e lontani dalla società. Il padre, amico del re, si suicida in seguito a debiti di gioco che non può più sostenere. Prima di morire, prepara una lettera per l’amico monarca, che non viene però mai spedita.

Lionel sviluppa un particolare odio per la famiglia reale, che accusa di aver lasciato lui e la sorella nelle condizioni di provvedere a loro stessi senza alcun aiuto.

Il destino, però, lo posta a conoscere Adrian, il figlio dell’ultimo re. Dopo un iniziale sentimento negativo nei confronti di Adrian, Lionel cede al buon carattere del ragazzo.

I due diventano amici, ed è proprio grazie all’influenza di Adrian che Lionel si appassiona alla filosofia e quindi alla politica. Passione che lo porta ad un trasferimento a Vienna.

Il ragazzo ritorna in Inghilterra dopo due anni, ed è qui che prende forma il gruppo di personaggi ed amici che sarà poi il fulcro della storia.

Lord Raymond, un nobile le cui gesta militari in Grecia sono molto famose, che diventerà il marito di Perdita.

Idris, la sorella di Adrian, che diventerà poi la moglie di Lionel.

Evadne, una principessa greca che si innamora di Raymond.

La loro storia va di pari passo con il diffondersi di una epidemia, che oltre a decimare la popolazione, mostra un pericoloso “sole nero”, dal quale, inizialmente, solo Irlanda ed Inghilterra sembrano salvarsi.

“L’ultimo uomo” è un romanzo post-apocalittico di Mary Shelley. È forse il primo esempio di romanzo distopico nella letteratura.

Ambientato in un futuro molto lontano dall’autrice, la storia si basa proprio sulla decimazione della popolazione vista come la perdita dei personaggi principali, fino a lasciarne solo uno.

La trama, tormentata e molto cupa, riflette comunque dei passaggi cruciali nella vita dell’autrice. I personaggi sono rappresentativi di alcuni reali persone importanti nella vita di Mary.

Adrian, che rappresenta il marito, Percy Bysshe Shelley, perito durante una battuta di pesca.

Lord Raymond, che riflette Lord Byron, con le sue imprese militari.

E Lionel, in cui l’autrice rappresenta se stessa. Lionel, che come Mary, rimane l’ultima persona di un gruppo di “eletti”.

Le dinamiche dei personaggi riflettono le stesse dell’autrice: triangoli amorosi, tradimenti, dubbi. Ma anche profonda amicizia, amore, unità.

Il romanzo rispecchia anche il dolore per la perdita dei molti figli di Mary e Percy Shelley.

Impossibile anche non trovare dei paralleli con il viaggio che i personaggi compiono verso la Svizzera ed il nord Italia. Viaggio che Mary compie proprio con il marito e la sorella in giovane età, e che sembra (sia nella vita che nel romanzo), l’unica possibilità di salvezza.

Secondo alcuni, il romanzo è anche un dono dell’autrice per il marito. Essendole stato imposto dal suocero di non scrivere una biografia di Percy, Mary affida a questo romanzo il ricordo dell’uomo che ha amato.

E la scelta di scrivere un romanzo post-apocalittico rispecchia perfettamente lo stato d’animo di Mary in seguito alla perdita di Percy.

Un romanzo che mi ha stupito, ancora una volta Mary Shelley mostra una modernità ed una fantasia che, in alcuni punti, somiglia molto alla realtà.

Un romanzo che meriterebbe di avere la luce dei riflettori tanto quanto sono accese per il suo Frankenstein.

Chiudiamo il ciclo di Mary Shelley scoprendo una donna dalle capacità narrative incredibili, che lascia nella storia della letteratura un segno indelebile.

 

Puoi acquistare il libro qui.

Titolo: L’ultimo uomo
Autore: Mary Shelley
Autore: Wordsworth classics

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *