“La più amata” di Teresa Ciabatti

“La più amata” di Teresa Ciabatti

recensione di Emma Fenu

amata

 

La più amata, candidato all’ultimo premio Strega, è l’ultimo romanzo di Teresa Ciabatti, edito nel 2017 da Mondadori.

“Un Anello per domarli, un Anello per trovarli,
Un Anello per ghermirli e nell’oscurità incatenarli”.

J.R.R. Tolkien

 
La più amata di papà si chiama Teresa.

Costruisce castelli con lingotti d’oro; ha un bagno personale; comanda uno stuolo di servitori disposti ad esaudirne ogni capriccio; riceve il plauso degli abitanti di Orbetello, devoti alla sua famiglia; vola sull’altalena davanti alla Ferrari gialla di Licio Gelli, parcheggiata in ville meravigliose.

Teresa è irascibile, viziata, destabilizzata, mitomane.

Teresa è piccola, sola, confusa, con un vuoto dentro che la fa ingrassare.

Lei è la più amata, che non si ama.

Il più amato è un papà di nome Lorenzo, medico, fascista e massone. Un papà eroe con uno zaffiro incastonato in un anello da cui non si separa mai.

La più amata è una mamma di nome Francesca, hippy, ribelle e in lotta con la depressione.

Chi è amato può essere, al contempo, odiato.

Chi è la più amata è, paradossalmente, la più odiata.

 

Il romanzo autobiografico di Teresa Ciabatti è di struggente verità.

C’è una verità storica, che coinvolge il nostro Paese, e una verità intima, familiare, viscerale.

Una verità uterina.

Sono, infatti, molte le immagini che, nel corso della lettura, riportano al ventre, alla gestazione, alla nascita e rinascita e al rito di iniziazione.

Si susseguono bunker oscuri, piscine in cui si entra bambine e si esce donne, vasche colme d’acqua e sangue, bambole di plastica che invocano “mamma”, intestini mai sazi di latte.

 

Ci vuole coraggio e consapevolezza per descriversi e narrarsi, facendo sovrapporre ricordi felici, immagini dai contorni dilatati, odori e tanfi.

Ci vuole forza per essere madre di una figlia, di una madre, di un padre, di un fratello.

Madre di una storia che è anche Storia.

Teresa Ciabatti, questa forza, la ha dimostrata.

 

Ci vuole determinazione e sprezzo del dolore per essere madre di se stessi.

Teresa Ciabatti ha dimostrato tutto, prendendo per mano la bambina e la donna che era e che è e spingendole, con urla, colpi di reni e tagli di bisturi, verso la vita.

Questa è una storia dura.

Questa è la storia di una donna incompiuta, di un’adulta mutilata da una bambina interiore troppo disperata per non essere crudele.

Questa è la storia di una donna imperfetta, come tutte e tutti, capace di cullare le parole e di svezzarle, fino a renderle figlie adulte vogliose di conquistare il mondo, solcando mari di carta, per arrivare fino a me, fino a te.

Link d’acquisto

Sinossi

“Mi chiamo Teresa Ciabatti, ho quattro anni, e sono la figlia, la gioia, l’orgoglio, l’amore del Professore.”

Il Professore – un inchino in segno di gratitudine e rispetto – è Lorenzo Ciabatti, primario dell’ospedale di Orbetello.

Lo è diventato presto, dopo un tirocinio in America, rinunciando a incarichi più prestigiosi, perché è pieno di talento ma modesto, un benefattore, qualcuno dice, un santo. Tutti lo amano, tutti lo temono, e Teresa è la sua figlia adorata.

È lei la bambina speciale che fa il bagno nella smisurata piscina della villa al Pozzarello, che costruisce un castello d’oro per le sue Barbie coi 23 lingotti trovati in uno dei cassetti del padre.

Teresa: l’unica a cui il Professore consente di indossare l’anello con lo zaffiro da cui non si separa mai.

L’anello dell’Università Americana, dice lui.

L’anello del potere, bisbigliano alcuni – medici, infermieri e gente del paese: il Professore è un uomo potente.

Teresa che dall’infanzia scivola nell’adolescenza, e si rende conto che la benevolenza che il mondo le riserva è un effetto collaterale del servilismo nei confronti del padre.

La bambina bella e coccolata è diventata una ragazzina fiera e arrogante, indisponente e disarmante. Ingrassa, piange, è irascibile, manipolatrice, è totalmente impreparata alla vita.

Chi è Lorenzo Ciabatti?

Il medico benefattore che ama i poveri o un uomo calcolatore, violento?

Un potente che forse ha avuto un ruolo in alcuni degli eventi più bui della storia recente? Ormai adulta, Teresa decide di scoprirlo, e si ritrova immersa nel liquido amniotico dolce e velenoso che la sua infanzia è stata: domande mai fatte, risposte evasive.

Tutto, nei racconti famigliari, è riadattato, trasformato.

E questa stessa contrarietà della verità a mostrare un solo volto Teresa la ritrova quando si mette a scrivere, ossessivamente prova a capire, ad aggrapparsi a un bandolo e risalire alle risposte.

Esagerazione, mitomania, oppure semplici constatazioni?

Con una scrittura densa, nervosa, lacerante, che affonda nella materia incandescente del vissuto e la restituisce con autenticità illuminandone gli aspetti più ambigui, Teresa Ciabatti ricostruisce la storia di una famiglia e, con essa, le vicende di un’intera epoca.

Un’autofiction sincera, feroce, perturbante, che nasce dall’urgenza di fare i conti con un’infanzia felice bruscamente interrotta.

Titolo: La più amata
Autore: Teresa Ciabatti
Edizione: Mondadori, 2017

 

 

 

 

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile". Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *