“Cagliostro” – di Frans Sammut

Pubblicato da Lisa Molaro il

“Cagliostro. La doppia vita e l’intrigo maltese” di Frans Sammut

Recensione di Lisa Molaro.

Cagliostro

Giuseppe Giovanni Battista Vincenzo Pietro Antonio Matteo Franco Balsamo, oppure, in un sol nome: Cagliostro.

Chi era costui? E sopratutto: era o non era?

Molte sono le sue biografie e molti i romanzi che lo riguardano. Di lui hanno scritto, tra gli altri, Dumas e Gervaso.

Anche la cinematografia lo vede più volte citato, per nominarne solo una curiosa, Hayao Miyazaki, in un episodio di Lupin III, gli fa interpretare la parte dell’antagonista.

Ildebrando Pizzetti (Cagliostro,dramma in quattro parti, 1952) e Johann Strauss (Cagliostro a Vienna,operetta in tre atti, 1875) addirittura lo orchestrano.

Insomma, per aver suscitato così tanto eco… ERA! Giusto? Forse…

Frans Sammut è stato uno scrittore, saggista e drammaturgo maltese, di alta caratura intellettuale e morale. La Bonfirraro Editore ha pubblicato, a metà ottobre di quest’anno, questa monografia da lui scritta, con la prefazione di Maddalena Capiferro e l’introduzione di Giuseppe Quatriglio.

Bene, volete sapere come mi sono sentita mentre leggevo questo libro?

Immaginatevi una stanza grande, come quelle usate per i brainstorming.

Io ero seduta, assolutamente tacita, in un angolino buio.

Nella stanza un tavolo moderno, di vetro, la cui superficie era, quasi interamente, ricoperta da volumi antichi aperti o da lettere sparse, scritte con diverse calligrafie e riportanti date non sempre vicine.

Davanti a me, non dieci uomini bensì uno solo: Frans Sammut.

Ora stava seduto, con lo sguardo attento, rapito da antichi documenti e ora si alzava e parlava a voce alta, camminando con le mani congiunte dietro la schiena.

Questo libro su Cagliostro è una monografia.

Davanti ai miei occhi, ancora fanciulleschi, è un monologo in cui il dotto maltese non dialoga ma espone.

Sto assistendo ad un inusuale Brainstorming di alta caratura!

Mi lascio avviluppare dalla prima parte -quella in cui narra i documenti- e dalla seconda, in cui analizza ogni singolo respiro, per modo di dire, di questo conte dalle dubbie origini.

Il bandolo della matassa ora pare comparire tra i polpastrelli ma, poi, si ritrae annodandosi dietro qualche filatura ingannevole.

Sammut, con una dovizia di dati documentati, ci fa entrare nella vita di Cagliostro offrendoci una panoramica ad ali di gabbiano.
Cagliostro

Un saggio espone e per esporre deve contestualizzare.

Per questo motivo, l’autore non si limita a parlarci del soggetto ma ci sottolinea il contesto storico in cui si colloca. Gli elementi socio-culturali vengono analizzati in ogni loro aspetto.

Nel settecento, lo sappiamo, inventarsi le origini non era raro e millantare poteri taumaturghi non era insolito.

La Chiesa batte il pugno sul tavolo, l’alchimia fa tremare sedie, la massoneria imperversa.

Voltaire scrive:

“I medici danno medicine di cui sanno poco

per guarire malattie di cui sanno ancora meno,

a uomini di cui non sanno nulla.”

E cosa si sa di Cagliostro? Tutto.

Tutto, spesso, si confonde con Niente.

Sarà leggenda? Sarà realtà? La principessa di Trebisonda era sua madre? Si è innamorata del maestro Plinio o lui ha solamente dato libero sfogo alla sua libido accertata. Chi era la moglie di Cagliostro? Cosa c’entravano i due con Maria Antonietta e l’affaire du collier? Quanto credeva, il Conte, di essere davvero un uomo capace di donare l’immortalità e di poter tramutare tutto in “oro puro”? Cosa ne pensavano i massoni tradizionali, di lui? Quanto era, realmente, scomodo? E perchè?

Un genio o un farabutto? Un traditore o un estremo bonaccione? Un uomo che alla fine si consegna alla giustizia per pulirsi la coscienza o per l’ennesimo sgambetto?

Così lui scrive di sè:

Io non sono di nessuna epoca e di nessun luogo: al di fuori del tempo e dello spazio, il mio essere spirituale vive la sua eterna esistenza.

Sammut con eleganza e intelligenza, ci offre tutti gli ingredienti per ragionare, senza esporci, con prepotenza, alcuna sentenza.

Talvolta si lascia pure sfuggir di bocca qualche battuta ilare e leggera! Sorride, ingarbugliato in pensieri che si annodano tra loro, avvincendolo e tradendo tutta la passione che questo studioso nutriva per la Storia.

Quando chi scrive è mosso dalla passione, la passione arriva al lettore. Sempre.

Queste pagine traboccano di arte, di alchimia, di storia, di citazioni, di complotti e di constatazioni.

Tutto viene messo su un tavolo e tutto, poi, da quel tavolo vien fatto cadere.

Scombinare gli elementi, mescolare i punti di vista, comparare le notizie documentate con quelle non documentate, mescolare e poi separare… è così che si può giungere al bandolo della matassa.

Coniunctioseparatio e la voglia di conoscenza, a far da fuoco segreto, in mezzo.

 

Sotto ogni italiano si nasconde un Cagliostro e un San Francesco. (Leo Longanesi)

Un miscuglio d’ingenuità e impostura, genio e ciarlataneria, misticismo e sregolatezza. (Roberto Gervaso)

 

Titolo: Cagliostro. La doppia vita e l’intrigo maltese.
Autore: Frans Sammut
Editore: Bonfirraro (16 ottobre 2017)

https://www.ibs.it/cagliostro-doppia-vita-intrigo-maltese-libro-frans-sammut/e/9788862721721?inventoryId=85551757

Sinossi:

Chi era davvero l’eretico Cagliostro e come operò nel corso delle sue peregrinazioni tra le corti europee?

Si recò davvero a Malta? Cosa scoprì di così tanto segreto da averne paura egli stesso?

Nessuno ha ancora mai dimostrato, benché si dia per assodato, se il palermitano Giuseppe Balsamo e Alessandro Conte di Cagliostro fossero la stessa persona, ma di certo si sa che l’ultimo finì la propria vita nelle caliginose carceri della fortezza di San Leo, dopo aver truffato le corti di mezza Europa, in quell’occidente di metà Settecento che stava mutando radicalmente, raggiunto dal razionalismo illuminista.

Frans Sammut, si sofferma proprio sulle origini storiche di questo personaggio, da quando a Malta, nel 1766, venne introdotto al noto Ordine dei Cavalieri.

Tra riti egiziani, mirabolanti peregrinazioni, l’incontro con il misterioso Gran Maestro, re della Massoneria, e con la consorteria partenopea, si snoda nel libro un percorso umano, intrecciato e definito anche da un intelligente scandaglio psicologico, che fa dell’analisi di Sammut, indagine raffinata e condotta con rigoroso metodo storiografico.

 


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