“Dilucedombra. Poesie e fotografie” di Marina Marini Danzi

“Dilucedombra. Poesie e fotografie” di Marina Marini Danzi

Recensione di Ilaria Biondi

Marina Marini DanziScivolano, le parole di Marina Marini Danzi, nell’intrico affondato degli abissi.

Dove i ricordi si vestono di arsure ruvide e scheggiate, dove gli sterpi del dolore divorano i giorni, dove il gelo appassito dell’assenza arde sulla pelle e annoda cocci aguzzi, dove le notti appuntite adagiano l’anima su lenzuola di rovi.

Dove il tempo sfiorito impiglia le mani con brandelli di stoffa pungente, insecchendo le rughe del cuore e prosciugando i ventri dei sogni.

“ Non ha pietà il vento stasera

e lucida e muta s’innalza

la canzone che stride in un urlo silente.”

(Buio)

Le parole attraversano il buio silente dei boschi.

I versi strappano istanti di memoria al marmo levigato e aspro delle lapidi.

Le sillabe si aggrappano, scheletrite, al profumo perduto di chi non è più.

“Scaglie di pietra, schegge impazzite

di vetro amaro nel pugno

che la mia rabbia ha frantumato,

cocci pesanti piantati nel cuore

e lame dolorose a tagliare la gola.”

(Era novembre)

Sulla pagina si avvinghia l’inchiostro, che inchioda – nuda – la sofferenza, la penna custodisce l’urlo muto e fruga nelle pieghe delle vene, andando incontri ai precipizi barcollanti dell’ombra.

Ma la poesia di Marina Marini Danzi non si lascia inghiottire all’oscurità.

E, come perfettamente disvela l’ossimorico titolo della silloge, apre le braccia di carta alla luce tersa che sboccia sotto le palpebre notturne del mondo.

“Che tu viva davvero fino all’osso, fino al cielo…

che la tua vita non sia vana,

ma un continuo apprendere il bene.”

(A Vittoria)

Luce di luna, soffio di stelle, baci di vento, carezze di nuvole. Gocce profumate di elicriso, zagare, rose, gelsomino, fresie, giacinti ed erica, perle gonfie di erba, che intrecciano corone e ghirlande, in un cielo sospeso, nel blu dell’incanto.

Un ricamo di odori e colori, che raccolgono il cuore e lo fanno ricadere un po’ più in là, nell’abbraccio silenzioso del mare, nell’ardore scintillante delle onde, nel gioco salato della sabbia.

“Lasciami qui:

dove il vento accarezza l’erba e l’erica.

Del tuo respiro lieve dopo l’amore,

di te,

il vento mi porta il profumo.”

(Lasciami qui)

La grazia lirica di Marina Marini Danzi lascia vibrare, al di qua e oltre il grido sommesso della sofferenza, il risvegliarsi dell’anima nelle cose, il suo slancio di panica fusione e sacrale aderenza al palpitare vivo di una natura ebbra, bella e segreta.

“Sola canta l’allodola

nel suo lento volo autunnale:

rosso è il bosco, sanguigne le foglie sparse,

tappeto caldo, talamo di sogni proibiti

tra pietre e dolori, tra muschi e sospiri:

odore di funghi e di tana.”

(Boschi)

Marina Marini Danzi
L’io poetico scivola nella frescura trasparente del fiume e del mare, si aggrappa agli speroni saldi dei crinali, dondola insieme alle foglie nella melodia del vento, oscillando con limpida convinzione tra terra, cielo e universo acqueo.

Facendosi ora radice di memoria, ora saldezza di roccia, ora vergine che partorisce una nuova se stessa, in un movimento di ciclica e perpetua rinascita.

“Di acqua cristallina torrente impetuoso:

sempre la stessa, ogni giorno diversa.

Così son io.

Scorro pura qualunque terra attraversi.”

(Così son io)

I capelli si fanno danza di rugiada, i fianchi di giunco affondano nel sorriso fresco del torrente impetuoso, le dita sfogliano i baci della terra bagnata, mentre le cicale cantano i bagliori di un’estate che torna.

La vita fragile scuote le sue gonne d’organza, la corolla dell’anima beve l’amore a lunghe sorsate.

Mani e dita rinsaldano il proprio respiro di radici, come alberi tenaci e fieri che ad ogni nuova alba si vestono di terra e di cielo, in attesa della pioggia tiepida a pregare sulla loro fronde.

Un linguaggio turgido e fecondo quello di Marina Marini Danzi, che offre con mani generose la piuma invisibile che è diffusa negli istanti sospesi delle cose.

Se solo ci si ferma e si porge l’orecchio del cuore in ascolto.

Un percorso di intimo e spirituale raccoglimento, in cui palpitano echi letterari e risonanze antiche di miti, leggende e tradizioni, che sostanziano e nutrono l’umile, potente e luminosa mistica quotidiana di ricerca del sé e dell’altrove.

Una ricerca che sa innalzarsi, con volo lieve, sulla saggezza tragica e greve dell’esistere, intrecciando, condensando e sciogliendo nel chiaro-scuro della parola e dell’immagine fotografica il paziente enigma di ciò che siamo.

Quella bellezza dura dell’infinito nostro vivere su cui si posa, con voce di redenzione e consolazione, il sorriso delle Donne, grembo di petali che benedice, custodisce e accoglie la gioia e le pene del mondo ad ogni nuova stagione:

“Fragili

potenti donne,

profumate come rose

con esili gambe di giunco

trafitte da spine.

Piegate come salici di fiume,

belle come gigli,

erotiche come orchidee.

[…]

Offese a sangue

lottano e rinascono.

Amano senza riserve

e senza paura, hanno sempre un sorriso

che illumina il mondo.”

(Donne)

Sinossi

La poesia di Marina  ha il grande pregio di scaturire fresca, quasi dirompente, come una sorgente di acqua cristallina che sgorga copiosa ed invitante dalla roccia.

È poesia d’impeto, intensa, profonda; nasce e cresce in un incedere d’immagini e di situazioni-sensazioni che provocano in chi la legge notevoli capacità evocative. Spesso è attraversata da un vortice di immagini forti, quasi aggressive; a volte diventa tenera e delicata, dimostrando quell’empatia del sentire che è propria delle anime semplici e pure e che Marina riesce ad esprimere con capacità e talento non comuni. Lo stile è semplice ma incisivo, il linguaggio immediato. Le liriche si snodano fluide tra passato e presente, le immagini poetiche sono vere e proprie pennellate che fermano l’istante e lo raccontano, che toccano le corde del cuore e non ritornano indietro senza aver arricchito lo spirito, che “dissetano” come acqua pura, che nutrono l’anima di sensazioni bellissime, che trasformano le semplici parole in vera, autentica poesia.

Titolo: Dilucedombra
Autore: Marina Marini Danzi
Genere: Poesia
Editore: CTL (Livorno)
Data edizione: 2017
Pagine: 50

Link d’acquisto:

https://www.ibs.it/dilucedombra-poesie-fotografie-libro-generic-contributors/e/9788885575219

10 commenti:

  1. Vele spiegate alla bellezza e alla bravura. Complimenti anche a Ilaria Biondi che così bene ha saputo interpretare l’anima di Marina Marini Danzi

  2. Gianpiera Sironi

    Ho incontrato Marina solamente in un paio di occasioni, ma sono bastate per apprezzarla come poetessa e come donna. DILUCED’OMBRA mi sembra il titolo perfetto per dire tutta la sua poesia. Poesia illumunante e diretta come la luce, ma nel contempo velata di struggente malinconia.
    Che dire ancora se non che a me questa Marina Marini Danzi ( C’è poesia persino nel suo nome ), piace davvero tanto.

    • Un vero piacere anche per me cara Gianpiera Sironi conoscerti come donna sensibile e delicata poetessa Sono Commossa dalle tue parole Grazie di cuore <3

  3. Fanny pellizzon

    Stupende….complimentissimi Marina. …😘❤…

    • Grazie di cuore carissima Fanny Pellizzon …<3 Ilaria Biondi ha saputo esaltare i miei versi Come se mi conoscesse da sempre 🙂

  4. Bellissime liriche, i versi sono profondi ,a tratti malinconici ma freschi ed evocano immagini delicate che emozionano. Complimenti Marina. Auguri.

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