“La Dama in bianco” – di Antonia Romagnoli

“La Dama in bianco” – di Antonia Romagnoli

Recensione di Lisa Molaro

La Dama in bianco

Una delle ultime letture che ho fatto nel 2018 è stato un romanzo fresco di pubblicazione: “La Dama in bianco” di Antonia Romagnoli.

Si tratta di un romanzo regency, sequel indipendente de “La Dama in Grigio”, di cui ho già scritto qui:

La dama in grigio – di Antonia Romagnoli

Il libro di cui voglio parlare oggi, però, ha una diversa Dama per protagonista: Lady Amelia.

La vita ha provato a cucirle addosso abiti da adulta, rigore e disciplina.

La durezza dei giorni andati le ha ricamato le vesti con convenzione e regole da seguire, le ha dipinto in faccia il sorriso delle buone maniere e le ha infilato guanti morbidi con cui sfiorare i mobili dei salotti del ton inglese d’inizio Ottocento.

Lady Amelia, però, oltre ad essere molto bella è anche una giovane donna.

La giovanezza le appartiene, checchè lei, per prima, creda!

Una passione per i fantasmi che abitano dimore di famiglia, una sensibilità malcelata, eleganza di gesti e delicatezza di linguaggio… queste le caratteristiche che Antonia Romagnoli le ha cucito addosso, mentre la descriveva come se la stesse guardando nella realtà!

Tutto è descritto con una cura per i dettagli raffinata e puntigliosa.

Siamo lì! Non solo i protagonisti del romanzo, non solo la scrittrice ma anche noi siamo in quel quartiere, poverissimo, dove regna la sporcizia e la delinquenza o nella residenza di campagna dei Burnett ad Hawthorn House, o nella dimora di Londra oppure sopra la collina, durante quella maledetta notte di gelo, oppure…

Siamo lì e respiriamo la sfida di una amore che vuol ostinarsi a splendere sotto un sole nemmeno mai sorto.

Siamo lì e, noi lettori, lo sappiamo ciò che Lady Amelia dovrebbe fare o non fare… ma lei no, lei la sua storia se la deve vivere per poter capire.

Come tutti, anche lei deve aver diritto anche a sbagliare.

Antonia Romagnoli non ci parla, semplicemente, di una storia d’amore con nastri di raso infilati tra foglie di pungitopo.

Lady Amelia rappresenta, secondo me, il diritto delle Dame ad essere persone, prima che figurine eleganti da far sedere su poltroncine dalla fantasia floreale.

Non fraintendetemi, la Dama in bianco NON è Lady Amelia e Lady Amelia NON è una donna repressa e sottomessa, anzi, fino a poco tempo fa teneva le redine della famiglia, eppure…

 

“La vetrata che dava sul giardino, a quell’ora, mostrava solo un’informe oscurità, ma ancora i fiocchi di neve cadevano, scorrendo lungo i vetri e trasformandosi in lacrime alla fioca luce delle candele.”

Dama in bianco

L’amore s’intrufola dove vuole, si fa padrone di lineamenti inaspettati e si burla della quiete di una fiamma che ha ardito troppo.

Una storia ironica, poetica, palpitante e realistica.

Un romanzo d’amore, storico, dove i duelli non sono fatti a filo di spada, dove non ci sono petti sudati e donne in ginocchio, dove la banalità e la viscosità del miele non si infilano tra le pagine.

Antonia Romagnoli sfuma anche scene d’amore intenso, ma lo fa in modo in modo talmente elegante da far assumere al lettore l’aria trasognata dei palpiti d’attesa.

 

Ho parlato solo di Lady Amelia?

L’ho fatto di proposito!

I personaggi in marsina non mancano di certo e tutti sono talmente ben caratterizzati da farci patteggiare per l’uno o per l’altro, però non voglio parlarne troppo perché ognuno deve poter vivere da sé ciò che la scrittrice ha narrato, concedendosi la libertà dei colpi di scena, dei tormenti, dei patemi, dei sorrisi e delle attese.

“Erano come il mare e gli scogli, solo nella burrasca riuscivano ad avvicinarsi veramente l’uno all’altra, solo che era lei lo scoglio, apparentemente dura e imperturbabile, ma ferita, mutata, graffiata dalle inconsapevoli percosse di quel mare mutevole, inafferrabile che era Richard (…).”

Una cosa la voglio dire però: incontrerete, durante questo viaggio mai statico, una coppia di innamorati attempati e bislacchi, i coniugi Allen… ecco, io me ne sono innamorata e avrei letto volentieri qualche capitolo in più con loro presenti! Anche io vorrei aver potuto portar via, da casa loro, un ventaglio in pizzo! Anche io!

Concludendo, il passato fa parte di noi, è l’unico tatuaggio, invisibile, che permea ogni nostro mossa o battito di cuore. Esiste. Il passato non si può cancellare, ma nemmeno riportare in vita.

Il passato è passato e bisogna esserne consapevoli affinché il ricordo, quello sì, abbia libertà di esprimersi al di là delle prigioni in cui rischia di essere imprigionato.

Il ricordo è nel cuore, libero.

Il ricordo è nell’aria e nei sorrisi.

Scarpette di seta scivolano su pavimenti di pietra, una folata di vento sposta l’arazzo alla parete.

Un brivido di freddo.

La porta, quella nascosta dall’arazzo, cigola.

Una mano si appoggia sulla gelida lapide in cima alla collina.

Una cantilena par scendere al ritmo dei fiocchi di neve, nella scura notte.

Una rosa color avorio, in mano.

Un amore improvviso e giovane.

Un sentimento impossibile e idealizzato.

Contrastato dalla paura di abbandonarsi ad un semplice tocco capace di scatenare la tempesta d’animo.

Un amore in trappola per l’eternità, forse.

Una culla dondola.

Titolo: La dama in bianco
Autore: Antonia Romagnoli
Editore: Self Publishing
Genere: Regency/ghost story
Formato: ebook / Cartaceo
Pagine: 257
Data pubblicazione: 13 Dicembre 2017

Sinossi:

Lady Amelia, reginetta dell’alta società, sogna più di ogni altra cosa di liberarsi del proprio fratello, l’indolente lord Burnett, di potersi dedicare a se stessa e finalmente coronare il proprio sogno d’amore. Ma nulla va secondo i suoi piani e ben presto si troverà a fare i conti con una serie di avvenimenti sempre più oscuri che la condurranno verso un imprevisto matrimonio e soprattutto ad affrontare gli spettri che infestano la sua nuova dimora. Per lei è arrivato il momento di fare i conti con il passato drammatico dell’uomo che ama, ma anche con i propri fantasmi, non solo interiori.
Il romanzo si colloca temporalmente dopo “La Dama in Grigio” ma costituisce un romanzo indipendente.

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