“La caduta” di Giovanni Cocco

Donne. Semplicemente.

“La caduta” di Giovanni Cocco

recensione di Sabrina Corti

Esiste un termine dialettale tipico della Brianza e del milanese la cui traduzione in lingua italiana non gli rende giustizia poiché, tradotto, non gli conferisce quelle sensazioni che il dialetto, invece, gli dà.

Questo termine è “scurlììda“.

In italiano, il termine che più gli si avvicina è “scuotimento, scossone” ma non rende sufficientemente l’idea.

Se lo immaginiamo figurato, questo termine, indica l’azione di chi, guardando una persona, la prende  per le spalle, e la scuote avanti e indietro, come per destarla violentemente.

Ecco, “La caduta” ti dà una bella scurlììda!

Abbandoniamo l’idea del romanzo tipico: la trama, la storia romanzata di uno o più personaggi principali, le comparse, lo svolgimento, i colpi di scena (quando ci sono), l’epilogo (quasi sempre lieto).

“La caduta” è l’abisso nel quale sprofondiamo.

Giovanni Cocco, con una conoscenza puntuale e per nulla superficiale, fa rivivere moltissimi avvenimenti traumatici che hanno segnato l’Occidente gli ultimi tre lustri: l’uragano Katrina, gli attentati terroristici di Londra del luglio 2005, lo scandalo Lehman Brothers, la crisi Greca, la criminalità italiana legata alla gestione dei rifiuti, solo per citarne alcuni.

 

Sebbene molti altri abbiano trattato di tali tematiche, “La caduta” di Giovanni Cocco dà un giro di vite nella loro trattazione.

Il romanzo è strutturato in modo tale che ciascun capitolo affronti “una caduta”. Il personaggio ad esso collegato è la voce narrante di ogni capitolo e ne è parte attiva: i sentimenti, le azioni, le omissioni, gli enunciati del personaggio sono talmente ben contestualizzate che non è possibile non esserne coinvolti.

I toni sono spesso duri, le rappresentazioni di alcuni fatti  assai forti.

Ed è bene così: i fatti narrati, realmente accaduti (i fatti, si badi bene, non i personaggi che li narrano) impongono il rigore e il cinismo che l’autore ha saputo dargli.

Eppure, pur trattandosi di fatti accaduti in zone spesso opposte tra loro, e in tempi diversi, i personaggi ballano una sorta di quadriglia. Cambiano posto e si trovano spesso collegati e a danzare insieme, dopo essere stati distanti.

Ci sono due tipologie di romanzi che è difficile recensire:

i romanzi che non hanno colpito il lettore e che nulla gli lasciano;

i romanzi che colpiscono talmente forte che la recensione potrebbe rischiare di non rendergli la giustizia che meritano.

“La caduta” appartiene a questo secondo caso.

Terminata la, veloce e ingorda lettura, sono rimasta dieci minuti con il romanzo tra le mani a riflettere. Era tempo che non mi accadeva, e per questo sono grata all’autore.

Le citazioni della Genesi e dell’Apocalisse che introducono ogni capitolo del libro gli conferiscono un ulteriore pathos.

Ottimo libro, indubbiamente innovativo.

È l’ultima frontiera del pessimismo? Assolutamente no.

È più una presa di coscienza, un invito alla redenzione… una scurlììda

Scheda Romanzo
Titolo: La caduta
Autore: Giovanni Cocco
Genere: narrativa
Editore: Nutrimenti 2013
Pagine: 223

puoi acquistare il libro qui: la caduta

 

Sinossi

L’ira, la cecità, la catastrofe. La violenza dell’uomo e la collera della natura. Dal primo rintocco del terzo millennio fino al dolente epilogo delle colonne di profughi in marcia nella polvere, una tumultuosa trama di eventi un disordine scientifico e incontrollabile – infrange l’illusione di pace dell’Occidente e ne annuncia la dissoluzione. Parigi è stretta nel cerchio di fiamme e rabbia delle banlieue. Londra esplode per quattro volte in un giorno di luglio. New Orleans è un fantasma d’acqua dopo il grande uragano.

I vulcani, in silenzio per decenni, resuscitano oscurando il cielo. Un presidente nero annuncia la morte dell’uomo che ha attentato alle torri. Il sangue scorre a Tunisi, al Cairo, a Bengasi. Il ragazzo dai capelli rossi uccide dentro un cinema. L’immensa nave si piega su un fianco per l’ultimo inchino.

L’uomo vestito da poliziotto, sull’isola, spara senza pietà. “La Caduta” racconta gli sconvolgimenti che hanno segnato il primo decennio del nuovo secolo attraverso un impianto narrativo poderoso, ispirato alla Torah e al libro dell’Apocalisse e modellato sui cicli pittorici rinascimentali. Un romanzo implacabile e trascinante, in cui il flusso della storia permea il destino degli individui, e ciascun personaggio condanna gli altri a pagare il prezzo delle proprie scelte, a espiare il castigo o a trovare la redenzione.

 

 

Nessun commento

Aggiungi il tuo commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.