“Mia” di Federica Flocco

Pubblicato da Emma Fenu il

“Mia” di Federica Flocco

Recensione di Emma Fenu

Mia

È con il prologo di Mia, romanzo incentrato sulla violenza di genere scritto da Federica Flocco e edito 2016 nel da Alessandro Polidoro Editore, che voglio iniziare la recensione che vi apprestate a leggere.

 “Per ogni passaggio una piaga, per ogni piaga un dolore, per ogni dolore una lacrima, per ogni lacrima un inferno, per ogni inferno un paradiso, per ogni paradiso un angelo, per ogni angelo un uomo, per ogni uomo una vita, per ogni vita un amore, per ogni amore un figlio, per ogni figlio una gioia, per ogni gioia un desiderio, per ogni desiderio una realtà, per ogni realtà una finzione, per ogni finzione una maschera, per ogni maschera una delusione, per ogni delusione una infelicità, per ogni infelicità un dolore, per ogni dolore un amico, per ogni amico un abbraccio, per ogni abbraccio un conforto, per ogni conforto un sorriso, per ogni sorriso una gioia, per ogni gioia una malinconia, per ogni malinconia una croce, per ogni croce una violenza, per ogni violenza uno schiaffo, per ogni schiaffo un sopruso, per ogni sopruso una furia, per ogni furia una depressione, per ogni depressione una tristezza, per ogni tristezza una amarezza, per ogni amarezza uno sconforto, per ogni sconforto una risalita, per ogni risalita una strada, per ogni strada un incrocio, per ogni incrocio una scelta, per ogni scelta una soluzione, per ogni soluzione una decisione, per ogni decisione un accadimento, per ogni accadimento una teoria, per ogni teoria una dottrina, per ogni dottrina uno studente, per ogni studente un insegnante, per ogni insegnante una scuola, per ogni scuola un bambino, per ogni bambino una madre, per ogni madre un padre, per ogni padre una famiglia, per ogni famiglia una casa, per ogni casa un paradiso, per ogni paradiso un inferno, per ogni inferno una lacrima, per ogni lacrima un dolore, per ogni dolore una piaga, per ogni piaga un passaggio. Un passaggio in questa vita che non è la vera vita, ma solo il viaggio…”

In questa catena di parole c’è il tutto e tutta la storia narrata.

C’è il flusso di coscienza che consuma gli argini del silenzio omertoso.

C’è la prospettiva multipla che crea spigoli e curve negli eventi che paiono dritti.

C’è dolore e perdizione, c’è violenza e perdono, c’è morte e rinascita.

C’è l’uso fisico delle donne e c’è l’abuso verbale di aggettivi possessivi.

C’è croce di martirio, c’è cilicio di supplizio, c’è strada battuta e viaggio promesso.

Ci sono le terzine di Dante, le litanie alla Madonna, i versi dei Salmi, le lamentazioni dei profeti, la genealogia del Figlio dell’Uomo, quest’ultima anch’essa prologo, nel Vangelo di Matteo.

Per ogni nome una vita, per ogni vita una storia, per ogni storia un destino.

Per ogni lettera una parola, per ogni parola un libro, per ogni libro mille lettori.

Mia è un romanzo nel senso canonico del termine, con una struttura narrativa ben orchestrata, precisi riferimenti intertestuali impliciti ed espliciti, dialoghi serrati e monologhi interiori angoscianti.

Non mancano nemmeno i colpi di scena, sul finale.

Eppure non è solo questo: è un chiaro e accorato messaggio di denuncia contro la violenza, madre matrigna di figli destinati a divorare il padre e a vomitare se stessi, immersi nella melma e nel sangue di un inferno che si srotola in gironi e generazioni.
Tuttavia, il Paradiso c’è.
Basta inseguire le stelle.

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Sinossi

Il destino lascia sempre una possibilità di riscatto, di ricostruzione.

Basta riuscire a intravederla e capire che, lungo il cammino della vita, c’è sempre un incrocio che ci aiuterà a cambiare la nostra strada, rendendola migliore.

Eppure non tutti lo sanno e molti non vogliono vederlo, decidendo di procedere in linea retta, rimanendo, spesso, dentro vite orrifiche.

Lo fa Antonio Giordano, uomo geloso e possessivo che violenta Amalia con metodo e ferocia, fino a farla fuggire.

Lo fa Renato De Felice, assassino della moglie e stupratore della figlia.

Lo fa il ragazzo delle pesche che, povero ignorante, crede che la virilità si manifesti malmenando sistematicamente la propria donna.

Uomini a confronto, a volte protagonisti, a volte semplici comparse, per raccontare stupri, assassini e violenze, usati su quattro donne perfettamente delineate nella loro sottomissione, o nella loro voglia di riscatto.

Un romanzo che assume le tinte di una saga familiare, viaggiando dal 2000 all’‘800 a ritroso, quasi che il destino, accanito e infame, avesse deciso di camminare di generazione in generazione, ripercorrendone i dolori e riproponendone gli orrori.

Ma Amalia, che a dodici anni si è innamorata del più bello e ricco del suo quartiere, riuscirà a spezzare questa catena, dopo essersi invischiata nelle sabbie mobili di un lusso troppo gratificante per poter essere abbandonato.

Conoscerà il bene e il male e le luci e le ombre dell’amore, fino a che grazie all’incontro con personaggi che si riveleranno determinanti, deciderà di cambiare il suo destino, perché ha capito che una strada c’è, c’è sempre.

Titolo: Mia
Edizione: Alessandro Polidoro, 2016

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Scienze dei Sistemi Culturali. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, di letteratura e  iconografia di genere; sono presidente e fondatrice del portale "Cultura al Femminile" e dell'omonima associazione culturale; amministro la pagina facebook "Letteratura al Femminile; scrivo recensioni e articoli per magazine e siti; insegno italiano agli stranieri; tengo corsi di scrittura creativa; organizzo eventi culturali in tutta Italia; sono attiva contro la violenza sulle donne. Ho collaborato come giurata o autrice per varie antologie. Ho pubblicato un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità; una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte; una fiaba contro i pregiudizi sessisti, "Il segreto delle principesse"; una silloge illustrata di filastrocche sul concepimento e sull'adozione, "E' da una fiaba che tutti arriviamo"; un saggio storico antropologico su Maria Maddalena, "Nero e rosso di Donna. L'ambiguità della femminilità".

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