Baby youtubers – la nuova frontiera della pubblicità.

Baby youtubers – la nuova frontiera della pubblicità.

Youtube è diventato negli ultimi anni il fulcro dell’attività di molti utenti del web. Come tutti i social è in costante evoluzione ed è ormai diventato un contenitore immenso e redditizio. Ma non solo grazie alla pubblicità che precede i video più cliccati; oggi si sta sviluppando una forma subdola, pericolosa (e forse anche illegale nel nostro Paese) che prevede l’utilizzo di bimbi di ogni età filmati mentre giocano o testano giochi: i baby youtubers, la gallina dalle uova d’oro del web.

baby youtubers

Chi sono i baby youtubers

Se avete bimbi piccoli e siete cascati, come me, nella trappola di “ti metto su un video così so cosa guardi” li avete di certo visti. Sono considerati dai piccoli e piccolissimi utenti come delle star, tanto che a volte ricevono persino lettere e disegni, come una volta capitava nelle trasmissioni contenitore per bambini.

I baby youtubers non si filmano certo da soli: i loro video sono impeccabili, spesso accompagnati da effetti speciali, cambi di inquadratura, anche “ospitate” in cui potete conoscere papà, mamme, nonni. Dietro ogni baby youtuber c’è un lavoro di squadra e niente viene lasciato al caso.

L’evoluzione del babyyoutuber

Gli eroi moderni

Le mamme degli adolescenti devono fare i conti da un pezzo col fenomeno youtybers. Chi non conosce oggi i simpaticissimi I Pantellas, che di recente sono approdati anche in libreria con il loro umorismo vivace? Ma non solo: Frank Matano con gli scherzi telefonici, Yotobi con le recensioni cinematografiche più divertenti di sempre, Scottecs coi suoi fumetti minimalisti, e Daniele Doesn’t Matter, con graffianti e buffi video che mostrano il non senso di tanti comportamenti diffusi.

Ma la parola magica capace di far accapponare la pelle alle mamme dei quasi uomini del futuro, però, è una sola: Gamer. Tanto, famosi, quasi divinizzati, questi personaggi si guadagnano il pane giocando ai videogames. Ebbene sì, hanno realizzato il sogno di ogni ragazzo: giocano, commentano, dicono parolacce, ruttano in differita o addirittura live e fanno impazzire il loro pubblico. I loro video fanno numeri da paura e fanno la gioia degli sponsor.

Parliamo di adolescenti e giovani che guadagnano bei gruzzoletti, persone che si possono ben definire influencer, perché determinano le mode: la parolaccia più fica, la maglietta più trendy, la pettinatura e la locuzione che farà ridere di più una determinata fascia d’età.

pantellas youtube

I Pantellas, da Youtube

Le ragazze non sono meno agguerrite.

I numeri sono, ahimè, meno eclatanti, ma non temete, se avete bisogno di consigli per trucco, capelli, o se volete vedere il test di un prodotto (che viene ovviamente fornito gratuitamente agli youtuber) non avete che l’imbarazzo della scelta.

Ma fin qui, si tratta di giovani adulti, anche di adolescenti, sì, ma di gente che sa bene quello che sta facendo, o quasi.

L’obiettivo, che forse una volta era il divertimento, adesso è la monetizzazione. Uniscono l’utile al dilettevole e sono felicemente competitivi.

Ma la rete è una macchina da soldi e non poteva lasciarsi sfuggire una fascia di acquirenti importante come quella dell’infanzia.

Youtube per bambini

CI sono molti canali dedicati alle fasce di età più basse.

Cartoni animati coloratissimi, con pochi testi e di breve durata. Tutitu, un cartone per i piccolissimi, ha per protagonista una buffa astronave che lancia in un prato piccoli oggetti che si uniscono formando un giocattolo o un nuovo oggetto più complesso. Qui si va sul sicuro, sono studiati per facilitare l’apprendimento.

Filastrocche, canzoni, video su lettere e numeri… ce n’è per tutti i gusti, ma a un tratto, quando i piccoli cominciano a manifestare le loro preferenze, ecco che fra i video consigliati finiscono per intrufolarsi i baby youtubers e si spalanca un nuovo mondo.

baby youtuber

Top 10 RICHEST Youtuber Kids (Jacob Sartorius, MattyBRaps, EvanTubeHD, EthanGamerTV) – da Youtube

Baby youtubers

Se come mamme avete arricciato il naso davanti alla pubblicità delle Lellykelly o delle bambole in mano a bimbe trasformate in smorfiosette truccate, questi bimbi del Tubo vi geleranno il sangue.

Loro sono simpatici, anche se col tempo sempre meno spontanei e più impostati come i loro modelli più grandi. Nei primi video, sembrava di incappare in quei filmatini di famiglia che le mamme fanno per tenere memoria dell’infanzia dei figli.

Si vede che il passo era breve, dal filmare il bimbo che gioca per i cavoli suoi a sollecitare sponsor per procurare giochi e denaro in base alle visualizzazioni.

Non ho nulla contro i bambini che giocano, ma mi fa paura vedere questa progressiva trasformazione dei piccoli in macchine da pubblicità. Loro, forse ignari, o anche no, è comunque un gioco, diventano dei piccoli divi.

Li trovate alle prese con lo slime di varie marche: lo aprono, lo annusano, danno giudizi sulla consistenza. Provano gli ultimi giochi usciti sul mercato: hanno una specie di studio, con sfondo, scrivania, luci… insomma il tempo del tavolino Ikea nella cameretta è passato: loro giocano per lavoro.

A volte le cose vanno oltre e qui, non posso evitarlo, vi espongo tutta la mia perplessità.

Ho visto una bimba giocare a bambole per mostrare prodotti di un noto marchio di prodotti prima infanzia: la bimba puliva il bambolotto con salviettine, lo profumava con un’acqua di colonia… e il marchio campeggiava ovunque.

Ho visto un bimbo pubblicizzare un alberghetto, mostrando i menù, le camere, il giardino… dando i suoi giudizi su tutto.

Ma il caso peggiore è quello di una serie di filmati messi in rete da una famigliola in vari canali nei quali i due pargoletti stufi della solita sana colazione trovano quintali di dolcetti (tutti col marchio a vista) e non contenti di averne tanti con la magia li fanno diventare giganti.

E non solo: abbiamo pure panini del Mc Donald (proprio loro, con tanto di marchio e confezione), coca cola che scorre a fiumi e che i pargoli bevono in continuazione.

Insomma, l’educazione alimentare va a farsi benedire, insieme a tutte le fatiche fatte per spiegare ai bimbi quanto è buona la frutta a merenda.

Grave? A me pare di sì.

Altro che scritta “il video può contenere messaggi promozionali”: non esageriamo.

Qui abbiamo video promozionali e diseducativi che entrano nelle case in modo allarmante.

La soluzione? Non far vedere youtube ai bambini senza controllo, questo è il primo passo, ma credo sia utile anche cercare di avere una visione più ampia di questo fenomeno che si sta allargando a macchia d’olio. Molti di questi filmati arrivano dall’estero, mostrandoci che stiamo seguendo una moda già ampiamente collaudata, ma dove porterà ancora non ci è dato saperlo.

L’idea che ci siano genitori che studino sistemi per trasformare i figli in influencers, a mio avviso, ricorda da vicino certa fantascienza che non avrei voluto vedere realizzata: genitori (forse) inconsapevoli burattini di un mercato sempre meno etico che guidano bimbi ancora più inconsapevoli verso il consumo di prodotti.

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