Fernando Pessoa alla scoperta di una sola moltitudine

Donne. Semplicemente.

Fernando Pessoa alla scoperta di una sola moltitudine

di Giulia La Face

 

Fernando Pessoa alla scoperta di una sola moltitudine. La prima volta che lessi Fernando Pessoa, tanti anni fa, durante gli studi universitari, ne rimasi folgorata.

 

Fernando Pessoa alla scoperta di una sola moltitudine

Fernando Pessoa immagine da web

Come in uno specchio avevo trovato illuminazioni improvvise al senso talvolta angoscioso della incomprensibilità del vivere. In adolescenza Pirandello aprì uno squarcio nella mia coscienza tanto da cambiare tutto il mio modo di interpretare il mondo e ogni cosa.

Mi ero appassionata a Platone con la filosofia. Identificata nel dramma dell’Assurdo, durante gli studi teatrali. Rovesciata come un guanto con Sartre, demolita nell’angoscia kafkiana.

Poi ecco l’incontro per me definitivo. Che mi riportava all’origine della mia ricerca, al riconoscimento di tutte queste sfilacciature letterarie ed esistenziali da cui mi ero fatta attraversare alla ricerca di senso esistenziale. Fernando Pessoa.

L’ho incontrato dentro me in ogni frase, nella sua amara e ironica frammentazione in cui ho riconosciuto l’Essenza del vivere. In realtà fu una autentica liberazione. Potevo sentire tutto liberamente.

Sentire tutto in tutte le maniere, / vivere tutto da tutti i lati, / essere la stessa cosa in tutti i modi possibili allo stesso tempo / realizzare in sé tutta l’umanità di tutti i momenti / in un solo momento diffuso, profuso, completo e distante”

Potevo permettermi pensieri azzardati, sapere che qualcuno li aveva portati all’estremo limite creando Bellezza e Poesia .

Essere Uno e Nessuno, oppure centomila. Pirandello risuonava dentro me, ma scompariva il senso devastante di inconoscibilità e incomunicabilità , l’angoscia esistenziale. La solitudine una sfaccettatura del sentire quotidiano che rendeva possibile anche vivere nel mondo.

Tutto questo Pessoa per me in gioventù e ora come allora.

Per questo propongo la lettura di questa opera in due volumi “Una sola Moltitudine”. Raccolta degli scritti più importanti di Pessoa ortonimo (lui stesso) e dei suoi eteronimi maggiori, Alvaro de Campos e del semieteronimo Bernardo Soares. Pensieri, lettere, poesie, brani di prosa.

Nel secondo volume sono contenute altre poesie di Pessoa. Le Odi di Ricardo Reis, le Poesie di Alberto Caeiro e uno scritto di Coelho Pacheco.

La raccolta in questi volumi preziosi è curata dal suo esegeta massimo, Antonio Tabucchi.

 

Fernando Pessoa alla scoperta di una sola moltitudine

Copertine Una sola Moltitudine immagine da web

Basta esistere per essere completo (Alberto Caeiro)

Da un giorno all’altro ci disancoriamo (Ricardo Reis)

In fondo la miglior maniera di viaggiare è sentire. Sentire tutto in tutti i  modi. (Alvaro de Campos)

Il pensiero deve partire dall’irriducibile (Antònio Mora)

La mia patria è la lingua portoghese ( Bernardo Soares)

Ho per la vita l’interesse di un decifratore di sciarade (Fernando Pessoa)

La raccolta si apre con queste citazioni, quasi emblema della deframmentazione della personalità di Pessoa.

Una raccolta emblematica di Fernando Pessoa alla scoperta di una sola moltitudine. La sua.

Troviamo nella miscela di scritti il suo tentare di essere tutto e di conoscere tutto. La sua ricerca della conoscenza in tutte le sue declinazioni possibili, giungendo alla propria frammentazione, al proprio dissolvimento, pur di afferrare, anche solo per un momento, il mistero del fondo.

 

“Ma il padrone della Tabaccheria si è fatto sulla porta e vi è rimasto.
Lo guardo col disagio che dà la testa girata a metà
e col disagio che dà l’animo quando ha per metà intuito.
Lui morirà e io morirò.
Lui lascerà l’insegna, io lascerò dei versi.
A un certo momento morirà anche l’insegna, e anche i versi.
Poi morirà la strada dove fu l’insegna
e la lingua in cui furono scritti i versi.
Infine morirà il pianeta ruotante in cui tutto ciò avvenne.
In altri satelliti di altri sistemi, qualcosa simile a gente
continuerà a fare cose come versi e a vivere sotto cose come insegne,
sempre una cosa di fronte all’altra,
una cosa inutile quanto l’altra,
l’impossibile stupido quanto il reale,
sempre il mistero del fondo, certo come il sonno del mistero della superficie,
sempre questo o sempre un’altra cosa, oppure né l’una cosa né l’altra” (Tabacaria, Alvaro da Campos)

Fernando Pessoa alla scoperta di una sola moltitudine

Tabacaria immagine da web

 

Incontriamo appunti sparsi di Pessoa ortonimo, pensieri e digressioni che compongono quadri intimi e esistenziali dove tutto appare diluirsi in forme indefinite.

E perdersi in esse è stato ed è tutt’ora un inabissarsi nella propria dimensione di solitudine, bellissima. Eppure con un limite che appare sempre spostarsi un metro più avanti…

Vi sono le lettere a svariati destinatari. Tra queste, alcune che Pessoa scrisse alla sua fidanzata Ophelia. Anche qui irrompe, addirittura nella vita reale, l’eteronimia. A testimone che una vita sola non bastava a Pessoa, che vi è sempre un “altro da sé” a cui affidare aspetti del proprio carattere, sogni e speranze.

Vite altre per conoscere.

Il caso della sua tormentata e surreale relazione con Ophélia Queiroz, unica “fidanzata” del poeta, vede presentarsi l’ostacolo della gelosia dell’eteronimo Alvaro de Campos, omosessuale e geloso della giovane. Alvaro diventa un interlocutore, per entrambe.

Ho creato in me varie personalità. Creo costantemente personalità. Ogni mio sogno, appena lo comincio a sognare, è incarnato in un’altra persona che inizia a sognarlo, e non sono io. Per creare mi sono distrutto; mi sono così esteriorizzato dentro di me che dentro di me non esisto se non esteriormente. Sono la scena viva sulla quale passano svariati attori che recitano svariati drammi. (Bernardo Soares)

Un sentimento che si espande e si rinnova costantemente

Mi sento multiplo. Sono come una stanza dagli innumerevoli specchi fantastici che distorcono in riflessi falsi un’unica anteriore realtà che non è in nessuno ed è in tutti…Io mi sento vari esseri. Mi sento vivere vite altrui, in me, incompletamente, come se il mio essere partecipasse di tutti gli uomini…in una somma di non -io sintetizzati in un io posticcio (Pessoa)

“Una sola moltitudine” racchiude la galassia eteronimica e pagine e parole di inquietante bellezza, di drammatica poesia.

Di riflessione esistenziale e intima che si fanno chiave della intera letteratura e poesia contemporanee. Apre le danze del grande problema novecentesco, cioè la scoperta dell’Altro, dell’abisso plurale dell’Io, della psicoanalisi come strumento comunque inadeguato e incompleto di indagine della coscienza.

Fernando Pessoa alla scoperta di una sola moltitudine

Fernando Pessoa immagine da web

Leggere queste pagine è trascorrere il tempo con se stessi e con tutti gli Io a nostra parziale disposizione, per quello che siamo disposti a concederci, scardinando luminose certezze e aprendo abissi di poesia.

Trasformandomi così, come minimo in un folle che sogna ad alta voce, comemassimo non solo in uno scrittore, ma in tutta una letteratura, anche se ciò non servisse che a divertirmi, il che sarebbe per me già tanto, contribuisco forse a ingrandire l’universo, perchè colui che mornedo, ha lasciato scritto un solo verso bello ha reso i cieli e la terra più ricchi e più emotivamente misterioso il fatto che esistano stelle e gente”

( Fernando Pessoa)

Non resta che avviarsi e augurarvi un viaggio che non ha mai fine. Per ritrovarsi ad essere, ognuno per sé ma anche per il mondo , “una sola moltitudine”.

 

https://www.lafeltrinelli.it/libri/fernando-pessoa/una-sola-moltitudine-i/9788845903762

 

https://www.adelphi.it/libro/9788845903762

http://www.archiviostorico.info/libri-e-riviste/4235-studi-su-fernando-pessoa

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