“Siamo cresciuti con Bim Bum Bam”

“Siamo cresciuti con Bim Bum Bam!”

Di Altea Alaryssa Gardini

Premetto che io sono nata femmina e non posso parlare per i miei colleghi dell’altro sesso, premetto anche che sono nata nell’84 quindi io gli anni ’70 me li sono goduti solo in replica e, anche gli 80, visto che fino al ’90 non ero proprio in grado di ricordarmeli.

Posso dire che io guardavo molti cartoni animati destinati ai maschietti o si presupponeva che lo fossero.

I miei colleghi uomini mi dicono che, comunque, non conto come una di loro, perché noi siamo diverse e abbiano dato importanza a cose che loro non hanno nemmeno visto.

Faccio un esempio.

L’uomo tigre per me è un uomo con un grande cuore che, per mantenere e salvare i ragazzini dell’orfanotrofio, si fa randellare di mazzate.

I maschi hanno pensato che i suoi colpi di wrestlig andassero studiati e applicati, meglio se tra di loro. Ma cosa ci volete fare, loro sono nati così non sono stupidi.

Io vedevo un uomo protettivo che però non capivo perché dovesse fare una cosa così pericolosa, al giorno d’oggi credo sia ancora una cosa molto pericolosa e faccio fatico a mettere a fuoco il lato sportivo della questione: io il wrestling non lo comprendo, lo ammetto.

Quali messaggi mi sono arrivati?

Che fare a botte non mi piace e non ne capisco il senso ma che esistono persone  che lo fanno, nel caso del cartone animato, per qualcosa di giusto. Quello che hanno capito i miei colleghi non lo so.

L’unica cosa e che non so davvero se esistano uomini del genere…di sicuro Batman non esiste.

https://www.youtube.com/watch?v=R6OC0ClptW4

I cartoni animati degli anni 70 mi hanno insegnato che ho delle strane aspettative sugli uomini, soprattutto su quelli cresciuti con me e con l’uomo tigre.

Se arrivassero i robottoni? Dipende.

Se si parla di transformer potrei cambiare idea, ma quelli sono alieni e andiamo bene se dopo il loro passaggio abbiamo ancora una città integra. Tutti gli altri sono pilotati da umani ma il problema è lo stesso di prima e, poi, le vittime di cui nessuno parla?

Ecco, una cosa l’abbiamo imparata, se sei un robot buono, va bene se le città vengono distrutte e che ci siano vittime silenti, tanto sono un rischio e un danno accettabile.

Non ci sono mancate le eroine femminili.

Bene! Era ora.

Ne abbiamo avute diverse: alcune sportive, altre cresciute come uomini e alcune che ci hanno proprio indottrinate ad una delle nostri miti preferiti, ovvero essere attratte dai tipi più irraggiungibili.

cartoni animati

Chi di noi ha visto Candy Candy? Tutte innamorate di Terence. Ora, non mi stupisce se ci sia una generazione ai piedi di un vampiro traslucido di nome Edward: il bello e dannato acchiappa sempre, chi se ne importa se poi ci lascia in braghe di tela. Anche Mirko di Licia ci ha messo un po’ a mettere la testa a posto, quindi no, non lo possiamo salvare.

Io mi chiedo, hanno un qualche torto, gli uomini, a pensare che siamo un tantino masochiste? Stavolta hanno ragione loro, non lo possiamo negare.

Poi c’è stata Oscar, la mia preferita. Una delle storie più struggenti che ci hanno proposto.

Se cresci come un uomo, perché tuo padre altrimenti non ti accetta, ti vengono dei problemi di personalità e, alla fine, ti viene uno strano complesso per la donna che per te incarna la perfezione: diciamocelo, non era innamorata di Maria Antonietta, ma le sarebbe piaciuto essere fisicamente lei per aver Fersen.

Per fortuna che André si è svegliato e lei si è riavuta…peccato la Rivoluzione Francese.

Ma per quale astruso motivo per essere considerate bisognava agire nell’ombra o fingersi uomini?

Lo chiediamo alle tre sorelle di occhi di gatto? Ti direbbero che per riavere i dipinti del padre sono state costrette a rubarli.

Aspettate, la risposta alla domanda di prima la so!  Si è costrette a mentire perché essere femmina significava dover essere come Georgie: bionda, bellissima, cantare bene, essere un’ottima sarta, imparare a cucinare ed essere totalmente incapace di uscire dal tuo nucleo familiare.

Tant’è che ha avuto una relazione con entrambi i suoi fratelli. Sì, non erano suoi consanguinei, ma il sangue, in una famiglia non è tutto.

La mia lezione è stata: i mantelli fanno tanto moda, perché non me ne posso mettere uno? Mi starebbe benissimo anche la divisa!

E, come ultimo monito, se vuoi qualcosa, volente o nolente, sei obbligato a prendertela in modi non proprio lineari, a chi importa se hai ragione tu?

Ce lo ha detto anche Lady Marion: via la gonna lunga e ingombrante, benvenute le armi e i vestiti strappati!

Giunti alle soglie del 2000, arrivano le guerriere Sailor e Rossana.

Per favore, tralasciamo Bunny che son più le volte in cui è stata salvata che quelle in cui ha fatto qualcosa di utile da sola.

Per le altre guerriere, tiro in ballo i cavalieri dello zodiaco. Lady Isabell, a furia di aspettare che arrivassero i cavalieri, si è stancata e ha fatto da sola, tanto lei è l’incarnazione di una divinità e fa prima così.

Ecco, da qui arrivano le guerriere Sailor! Inutile coinvolgere guerrieri uomini nella salvezza del mondo, fanno solo danni, ce lo hanno insegnato i robottoni! Loro, se non distruggono tutto, non sono capaci. Sull’onda del potere della luna, le paladine della giustizia hanno, invece, salvato milioni di vittime.

Peccato che ci abbiano anche ribadito che se non parte la musica e non hai la taglia 40 non ti puoi nè vestire nè salvare nessuno.

Per quello che riguarda Rossana, scopriamo che, in classe, gli uomini sono dei bulli e gli insegnanti non sarebbero in grado di difendersi da una mosca figuriamoci tenere insieme una classe. Unica soluzione? Rossana! La Superstar, attrice e cantante adolescente, che per mettere un freno alla situazione è più pestifera della scuola nella sua interezza.

Era divertente e a tratti romantico? Certissimo, io per prima mi sono fatta un mucchio di risate e non sono diventata il diavolo della Tazmania.

Ma, in fondo, cosa ne posso sapere io? Non so voi, ma a casa mia Bim Bum Bam le serie le interrompeva a metà e le faceva iniziare da capo: ho scoperto come finisce Candy Candy giusto ieri l’altro!

Siano stati, quindi, cresciuti in attesa di una fine che non mai arrivata.

 

 

 

 

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