Lord Byron – l’anima nell’inquieto corpo

Lord Byron – l’anima nell’inquieto corpo

di Antonia Romagnoli

Vi fu una vita più straordinaria e tormentata di quella di Lord Byron?

Non dell’uomo, così discutibile e incapace di vero amore, perso fra relazioni sordide ed eccessi, ma della sua anima, quella che contemplava la natura, i sentimenti, che si innalzava a vette inimmaginabili e annegava nei flutti delle passioni.

Lord Byron fu un uomo discusso e discutibile, fu ed è tuttora amatissimo e odiatissimo: certo non nacque per passare inosservato, ma per lasciare una traccia incandescente del suo cammino su questa terra.

Si direbbe, di lui, che fosse un’anima troppo elevata imprigionata in un corpo altrettanto esigente, uno straordinario connubio di spirito e carnalità costantemente in lotta come due furiosi amanti.

Chi fu dunque Lord Byron? Eccone un breve ritratto.

lord Byron

Lord Byron – la vita in breve

George Gordon Noel Byron, sesto barone di Byron nasce a Londra il 22 gennaio 1788.

Il padre,  John Cornholio Byron, detto “Mad Jack” (“Jack il Matto”), mette la famiglia in ristrettezze economiche a causa della propria vita dissoluta e sparisce ben presto per fuggire ai debiti. Trasferiti ad Aberdeen quasi in povertà, il giovane Gordon e la madre vi restano fino al 1798, quando Gordon eredita titolo e possedimenti dallo zio e finalmente può ricevere l’istruzione tanto desiderata, infatti fin dalla prima giovinezza egli ha manifestato una notevole propensione per le lettere.

Nel 1801 entrò nella scuola di Harrow, nel 1805 al Trinity College di Cambridge, luogo dove poté intessere importanti amicizie culturali.

lord Byron

Diventare Lord Byron

Occupato nel 1809 il seggio a lui spettante presso la Camera dei lord, nell’estate del 1809 Byron intraprese il Grand Tour, da cui tornò nel 1811, dopo anni di intense esperienze di ogni genere: culturali, ma anche sentimentali. La sua penna continua a produrre opere senza sosta, riscuotendo grande successo.

È in questi anni che egli diventa l’uomo che tutti oggi conoscono per la sua eleganza, per la vita dissoluta da vero Dandy, fra avventure al limite della morale comune, intrecciando relazioni con varie dame, fra cui la famosa Caroline Lamb, e addirittura con la propria sorella Augusta.

Con il diffondersi delle voci sul rapporto incestuoso, Byron decide di sposarsi con l’eccentrica ereditiera Annabella Milbanke, dalla quale ebbe la figlia Ada, ma dopo meno di due anni il matrimonio naufragò a causa della relazione con Augusta.

lord byron

Byron in Europa

Gli scandali intorno al poeta si moltiplicarono e la sua reputazione in Inghilterra fu compromessa anche dal sospetto che intrattenesse relazioni con altri uomini. Byron, il 25 aprile 1816, qualche giorno dopo la stipula del documento di separazione dalla moglie, si imbarcò per il Continente, fermandosi prima in Belgio, poi a Ginevra.

Qui prese residenza nella famosa villa dove videro la luce le opere di Polidori, Il Vampiro, e Il prometeo moderno di Mary Shelley: la prolifica compagnia di letterati comprendeva gli Shelley, Byron, Polidori e la sorella di Mary, Claire, dalla quale Byron ebbe una figlia, Allegra, nel 1817.

lord Byron Mary Shelley

Illustrazione del Frankenstein di M. Shelley

Byron in Italia

Nel 1816 l’irrequieto poeta si recò in Italia, dove la sua condotta non fu certo migliore, almeno fino all’incontro con  la diciottenne Teresa, moglie del ricco sessantenne conte Guiccioli che divenne ben presto la sua amante: i due si stabilirono verso la fine del 1819 a Ravenna, ma la “stabilità”fu breve, poiché la natura avventurosa di Byron gli fecero abbracciare le cause dei moti indipendentisti.

byron

I due Foscari, poema di Byron, fu di grande ispirazione per l’arte successiva. Scritto nel 1821, fu musicato da Verdi nel 1844 e dipinto da Hayez nel 1840

Gli ultimi anni

Gli ultimi anni di Byron furono funestati da gravi lutti: la perdita della figlia Allegra  e poco dopo quella dell’amico Shelley, nel 1822, lasciò Teresa a Ravenna e si imbarcò per la Grecia per sostenere la guerra d’indipendenza greca contro l’Impero ottomano.

L’ultimo grande amore fu per il giovanissimo Lukas Chalandritsanos, ma l’ombra della morte ormai si gettava sui suoi passi: nel 1824, poco dopo il trasferimento a Missolungi, il poeta spirò a causa di febbri reumatiche.

Edouard Fournier, i funerali di Shelley

Byron le opere

Lord Byron fu un autore prolifico; fra le opere maggiori citiamo Don GiovanniChilde Harold’s PilgrimageIl CorsaroManfredSardanapaloMarino Faliero, Doge of Venice

Forse la fortuna della sua opera sta nel perfetto equilibrio fra il rispetto della tradizione letteraria inglese, che fortemente la influenza, la contaminazione che i suoi viaggi hanno naturalmente portato nella sua cultura e nel modo di affrontare la scrittura, e la personalità così complessa del Poeta.

Byron in Grecia

L’Eroe Byroniano incarna gli ideali dell’eroe romantico, fatto di passioni e tormenti, avvolto dal mistero e lontano dai codici morali contemporanei.

A questo Eroe si sovrappone costantemente l’uomo-Poeta e l’uomo-ideale del Poeta. Una figura cardine che influenzerà la successiva letteratura,  aprendo le strade ai grandi personaggi tragici dell’epoca romantica.

 

Byron – due poesie

Asher Durand

Vi è un piacere nei boschi inesplorati

Vi è un piacere nei boschi inesplorati
e un’estasi nelle spiagge deserte,
vi è una compagnia che nessuno può turbare
presso il mare profondo,
e una musica nel suo ruggito;
non amo meno l’uomo ma di più la natura
dopo questi colloqui dove fuggo
da quel che sono o prima sono stato
per confondermi con l’universo e lì sentire
ciò che mai posso esprimere
né del tutto celare.

Notte, E. R. Hughes

Ella passa radiosa, come la notte

Ella passa radiosa, come la notte
Di climi tersi e di cieli stellati;
Tutto il meglio del buio e del fulgore
S’incontra nel suo sguardo e nei suoi occhi
Così addolciti a quella luce tenera
Che allo sfarzo del giorno nega il cielo.
Un’ombra in più, un raggio in meno, avrebbero
Guastato in parte la grazia senza nome
Che ondeggia sulla sua treccia corvina
O dolcemente la illumina in volto,
Dove pensieri limpidi e soavi
Pura svelano e preziosa la dimora.
Su quella guancia, sopra quella fronte,
Così dolci, serene ma eloquenti,
I sorrisi avvincenti, i colori accesi
Parlano di giorni volti al bene,
Di un animo che qui con tutto è in pace,
Di un cuore che ama innocente!

 

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