“Sud. Viaggio nella poesia delle donne” di Bonifacio Vincenzi (a cura di)

“Sud. Viaggio nella poesia delle donne”

di Bonifacio Vincenzi (a cura di)

Recensione di Ilaria Biondi e Caterina Stile

Sud

Parte prima (Ilaria Biondi)

Sei regioni del Sud Italia, Calabria, Basilicata, Abruzzo, Molise, Campania e Puglia.

Dodici voci femminili, nei cui versi risuonano le “soffici bellezze” del nostro Meridione, ventre luminoso che culla la propria memoria nel respiro della Classicità.

Sollecitate dal curatore dell’antologia, il poeta, scrittore ed operatore culturale Bonifacio Vincenzi, le poetesse Elena Bartone, Angela Caccia, Daniela Pericone, Anna Petrungaro, Emilia Sirangelo, Maria Pina Ciancio, Federica D’Amato, Rosalba de Filippis, Anna Ruotolo, Carla Saracino, Ornella Spagnulo e Mara Venuto raccontano e si raccontano.

Le autrici selezionate vantano diverse pubblicazioni e premi prestigiosi, oltre ad essere attive culturalmente nel territorio in cui risiedono.

Quattro di loro vivono da tempo lontano dalla regione d’origine, otto hanno invece scelto di rimanere al Sud.

Due universi – scrittura poetica al femminile e Sud Italia – a lungo ingiustamente trascurati dalla critica letteraria (non sfugga la scarsissima presenza delle donne nelle antologie del Novecento).

Due isole circondate da un colpevole silenzio, seppur con lodevoli eccezioni come le recenti antologie Vertenza Sud, Al Sud del Sud dei Santi, Il rumore delle parole – 28 poeti del Sud e Quadernario Calabria – Quasi  a filo di luna.

Due mondi palpitanti che il progetto prezioso promosso dal Vincenzi (volo d’inizio di un importante lavoro in sei volumi) fa convergere, onde lasciarne fluire il canto vibrante.

Le poetesse invitate a lasciare traccia della propria Parola in questa antologia edita da Macabor  sono state chiamate ad autopresentarsi.

Modalità questa che accorcia le distanze tra poeta e lettore, consentendo a quest’ultimo di affacciarsi nell’officina segreta del “fare poesia”.

Per coglierne sommovimenti, urgenze e ancoramenti.

Ogni autrice apre le porte della propria esperienza di scrittura, svelando e condividendo il proprio alfabeto interiore.

Convocando frammenti e bagliori di una geografia dell’essere e dell’esistere.

Consegnando alla carta la propria devozione assoluta all’effimera ed enigmatica eternità del Dire.

Esperienza di scrittura e creazione che è, prima di tutto, un’esperienza di lettura.

“[…] I libri letti e amati, diventano affetti rari da custodire non solo tra gli scaffali, ma anche nella propria memoria, dove albergano privilegiati, come il sogno di un amore o un amore.”

(Maria Pina Ciancio)

Un attraversamento inesausto e nutriente dell’altrui verso, un bagnarsi nelle acque splendenti di luci e ombra dei grandi maestri.

“… I poeti amati, o anche solo attraversati, si ascoltano tutti, in modo esplicito o latente, dentro i versi.”

(Daniela Pericone)

Un ascolto paziente della bellezza e della ferita che si incarnano nella grafia d’inchiostro, l’attesa estatica dell’avverarsi, svelarsi, rivelarsi di una segreta suggestione.

“Credo che  la poesia si nutra maggiormente di influenze sotterranee e spesso inconsapevoli.”

(Rosalba de Filippis)

Un conforto quotidiano, che salva dal precipizio e dal buio del nulla.

“La poesia è la sorella che non ho […].”

(Ornella Spagnulo)

Un affidarsi grato alla polvere che si accende – improvvisa e inattesa – nel mare silente della notte del mondo.

Ogni poetessa custodisce e culla dentro di sé la propria “biblioteca affettiva”.

Si aggrappa a quella presenza sommessa eppur incandescente, e al contempo se ne allontana, per far sgorgare la propria misura, per far sanguinare la propria cicatrice.

“Gli autori con cui mi sono confrontata sulla strada del lavoro poetico e dell’ascolto sono stati soprattutto quelli dai cui versi ho potuto ricrearmi e ricreare […].”

(Carla Saracino)

 

“Ho molti punti di riferimento tra i grandi della poesia – dovevo allontanarmi dai loro versi che mi restavano addosso, alitavano su un respiro troppo flebile fino a spazzarlo.”

(Angela Caccia)

L’incontro con la Parola altrui si annida in profondità, deposita strati geologici gravidi di senso e di verità poi, con imprevedibile discrezione, germoglia fuori dal labirinto sommerso petali nuovi di stupore sconosciuto.

Un “vizio assurdo” (come lo definisce Federica D’Amato citando Pavese) che urge e preme sulle pareti dell’anima e sulla scorza dei pensieri per uscire e dare forma all’ombra.

Cammino di ricerca, volo di esplorazione.

Ininterrotta indagine del mondo e dell’esserci, in un moto di muta e partecipata accoglienza del Mistero che si cela pudico negli spigoli delle cose.

Questo, è la Poesia.

“La scrittura, mi rilevava il suo arcano potere conoscitivo, mi dotava di sé, schiarendo le zone di luce e d’ombra che mi avevano attraversato, che avevo attraversato.”

(Anna Petrungaro)

Vertigine del cambiamento, esperienza di trasformazione, che varca la soglia tagliente della nostra precarietà.

“[…] Come diceva Baudelaire, “L’arte è lunga e la vita è breve”, per cui non si finisce mai di crescere, di rincorrere il nuovo, il mai detto.”

(Elena Bartone)

Felicità del vedere, nel lampo di un istante ineffabile e quasi imprendibile, lo spalancarsi di uno squarcio nell’ovvietà del reale, sospensione, visione, svelamento.

Sguardo accogliente e “spostato” che, inerpicandosi nei luoghi impervi della verità, sospinge l’anima sul ciglio del quotidiano abisso, lascia sgorgare l’incanto e ingenera inquietante stupore.

“[…] Un bisogno di captare significati, sensazioni lucide, visioni, che esulano dalla consuetudine, dalla vita ordinaria, in uno di quei momenti fortunati […] in cui li sentiamo aleggiare sulle nostre teste pensanti, in cui abbiamo il privilegio di allungare una mano per tentare di afferrarli e metterli al sicuro sulla carta.”

(Emilia Sirangelo)

Linguaggio proficuo e salvifico che raccoglie detriti, frammenti, schegge della nostra avventura del mondo e li sottrae all’inesorabile consumarsi e disfarsi del tempo.

Al precipitare delle distanze e delle assenze, all’empiricità dell’hic et nunc.

Per conquistarli poi al guscio dell’infinita geometria dell’Eterno.

“ […] Fermare la ricchezza di un istante, la bellezza del presente che non ritorna.”

(Mara Venuto)

 

“È un ricomporre le fratture, correggere i contrattempi e riavvicinare le geografie.”

(Anna Ruotolo)

Abbraccio gioioso, che stringe il mondo nel proprio grembo parolifero, per proteggerlo, accudirlo, perdonarlo prima e dopo il suo eclissarsi nel mare ignoto del nulla.

“E’ un gesto di cura, molto simile a quello che vede due mani ammassare un pane, potare un pesco, cambiare pannolini, togliere la polvere dalle soffitte, guidare una bicicletta senza mèta verso l’aperto dei mattini; scrivere è simile a tutte queste cose ed è anche ciò che le anticipa e le segue, nel suo tentativo di conservarne la memoria […].”

(Federica D’Amato)

Sud. Viaggio nella poesia delle donne ci consegna una polifonia di voci, immagini e tonalità che disegna la mappa composita dell’esistere  e dell’umana condizione.
Esperienza vista e vissuta attraverso il filtro – fecondo di energia e di propizie trasformazioni e rinascite – dello sguardo femminile.

Oscillando tra gli echi appartenenti allo spazio interiore e gli orizzonti ruvidi e increspati del reale, le dodici poetesse ci affidano il loro sentire e il loro saper ascoltare.

Ognuna portatrice di una propria cifra stilistica e tematica, cui corrispondono ritmi e sonorità differenti e personalissime partiture del verso.

Il loro movimento poetico carpisce e restituisce il paziente “groviglio” di materia umana, istanti di ciò che sta fuori e dentro di noi, fra proiezioni del ricordo, suggestioni e testimonianze d’anima.

La finitudine dell’esistente e la lucida comprensione del nulla, la necessità gioiosa di dire la bellezza della natura e del mondo, il canto d’amore e l’eros.

E poi ancora la ricerca implacabile del divino, il dolore della mancanza, il sortilegio della luce, l’inquieto e inarrestabile scorrere della stagione del tempo.

Una proliferazione cangiante di sentimenti e riflessioni, un tumulto vivo di suoni e significati.

Una costellazione in cui emerge la comune adesione a uno Spazio, in bilico tra luogo fisico e traslazione metaforica, che addensa e risignifica la loro parola poetica.

Le poetesse, pur nella disparità di vissuto e di modalità tematiche ed espressive, rinvengono nella terra d’origine la scaturigine della splendenza del loro verso.

Dolente sradicamento o irradicamento tenace.

Parola che colma vuoti e distanze e che incide sulla pelle della carta la bellezza radiosa e le asperità sanguinose del territorio.

Comunque sia, la loro poesia non può prescindere dal cordone che le lega al Sud natio, alle sue dimensioni mitiche e leggendarie, affettive e identitarie.

Sud vissuto, toccato, respirato, Sud ricordato, sognato, vagheggiato, Sud amato, Sud cantato, ma anche, e ancora, Sud marginalizzato.

Tuttavia, ci piace pensare che la poesia, nella sua fiera indocilità, continui a sfidare difficoltà e ostacoli, senza mai arrendersi al silenzio. Perché, come scrive Daniela Pericone,

“il poeta, assorto nella cura della parola, in cerca della sua propria perfezione, da qualunque punto dello spazio e del tempo levi la sua voce, troverà qualcuno in ascolto.”

Sud

Parte Seconda (Caterina Stile)

Essere nate al sud, dal punto di vista letterario è penalizzante.

La scarsa diffusione di circoli letterari e premi rende più difficile l’incontro e il confronto tra i poeti.

La poesia al nord trova terreno fertile tra le tante iniziative di condivisione che si sviluppano in ambienti tematici più o meno vasti e sicuramente più fruttuosi.

Al sud, invece, si fa ancora fatica ad attribuire alla poesia una vera e propria identità culturale e a irrigarne quindi le radici.

“Il sud non ha penalizzato la mia capacità di scrivere ma la coscienza di me stessa”

(Ornella Spagnulo)

Nessun limite, quindi, sotto l’aspetto compositivo anzi, una ricchezza.

“Chi nasce nel meridione d’Italia esordisce in uno spazio a sé, diverso.”

(Carla Saracino)

L’ambiente, le atmosfere tipiche del sud, le tante sfumature di una terra che è stata culla dell’Ellenismo e di culture diverse e contrastanti si fondono tra loro plasmando anche le personalità dei meridionali.

“Non si può vivere qui senza aver fatto i conti con un sentire collettivo che ci circonda”

(Maria Pina Ciancio)

 Il rapporto con la propria terra può diventare un peso e anche un ostacolo, ma arriva sempre il momento in cui bisogna fare i conti con esso.

“Credo di aver sempre scritto nel nome delle mie radici, le prime poesie sono nate nel bisogno di un continuo confronto con esse.”

“Si cammina più incerti senza sapere o, quanto meno, senza ricordare, da dove si viene, forse ancor più di quanto sia incerto muoversi, senza sapere dove si voglia andare

(Rosalba de Filippis).

Il sud è una terra fertile di talenti che, nel corso dei secoli, ha sfornato personalità rilevanti in campo artistico e letterario, ma far sentire la propria voce lì dove la letteratura non viene incentivata resta un compito arduo.

Le poetesse di questa delicata raccolta e tutte le altre personalità che danno voce alla poesia del meridione contribuiscono a sensibilizzare l’umanità senza distinzione di origine e sede.

La poesia nasce nel cuore dell’uomo e torna al cuore dell’uomo: un processo inarrestabile che riconduce l’animo alla terra e alle sue origini.

Sud

https://www.ibs.it/sud-viaggio-nella-poesia-delle-libro-bonifacio-vincenzi/e/9788885582095

Sinossi

Questo libro è da intendersi come una sorta di ouverture di un lavoro molto più ampio che si svilupperà in sei volumi.

Ogni volume sarà dedicato alla scrittura poetica femminile del Sud Italia.

Più precisamente, delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia.

Il progetto intende colmare il colpevole silenzio della critica nei confronti della poesia scritta dalle donne del Sud.

Poetesse presenti nel libro: Elena Bartone, Angela Caccia, Maria Pina Ciancio, Federica D’Amato, Rosalba De Filippis, Daniela Pericone, Anna Ruotolo, Anna Petrungaro, Carla Saracino, Emilia Sirangelo, Ornella Spagnulo, Mara Venuto.

Titolo: Sud. Viaggio nella poesia delle donne
Autore: AA.VV. (a cura di Bonifacio Vincenzi)
Genere: antologia poetica
Editore: Macabor
Anno edizione: 2017
Pagine: 120

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