“A mezzogiorno del mondo” di Maria Cristina Sferra

Donne. Semplicemente.

cuba

“A mezzogiorno del mondo (una storia d’amore)” di Maria Cristina Sferra

Recensione di Chiara Minutillo

Cuba

Pensai a quanto un viaggio sia inseguimento del caso, eppure, in fondo, essenza stessa di una ricerca precisa che non conduce ad altro che a se stessi. Quanto meno di noi portiamo via partendo e allontanandoci da noi stessi, tanto più di noi incontreremo lungo le strade che percorreremo.

Viaggiare. Viaggiare lontano. Non con la fantasia, ma con il corpo. Con tutto se stessi. Viaggiare per scoprire, per scoprirsi. Viaggiare verso mete distanti, non solo geograficamente.

Un viaggio a Cuba, un sogno da vivere su una delle isole più affascinanti dei Caraibi.

Colori, suoni, luci riflesse in un mare trasparente si impossessano del viaggiatore, rendendo l’itinerario ancora più affascinante. Un lungo percorso dentro se stessi, con l’obiettivo inconscio di trovare ciò che pare perduto da tutti, tranne che dagli abitanti di quell’isola.

Linda è a Cuba, pronta a scoprire le sue bellezze, a vedere la sua povertà, a incontrare la sua gioia. Quello per cui Linda non è pronta è trovare l’amore, proprio lì a Cuba. Proprio tra i suoi compagni di viaggio. Un amore genuino, che sembra destinato a spegnersi nel momento esatto in cui quella vacanza finirà e ognuno tornerà a casa sua. Un amore nato tra baracche e spiagge assolate, feste in piscina e hotel illuminati solo dai raggi della luna. Una storia d’amore che porta con sé il fascino e il mistero di quell’isola che l’ha fatta nascere.

“A mezzogiorno del mondo (Una storia d’amore)” è un romanzo scritto da Maria Cristina Sferra.

Un romanzo dolce e sinfonico che racchiude i ritmi sfrenati delle danze cubane e le sfumature di colore che assume il cielo di Cuba al tramonto. Nulla a Cuba è perfetto, eppure tutto appare estremamente privo di difetti. Bambini con pantaloni macchiati e a brandelli, che distendono le loro conchiglie colorate sulla spiaggia, per venderle in cambio di pochi soldi o di un semplice sorriso. Donne infaticabili, che lavorano per mantenere ciò che di più prezioso possiedono, la famiglia. Uomini dal sorriso puro, bianchissimo che fa brillare anche i denti mancanti.

La povertà materiale è annullata dalla ricchezza interiore. Ricchezza che fa sentire a casa, anche dall’altra parte del mondo, anche in una casetta che cade a pezzi.

Il romanzo di Maria Cristina Sferra si muove tra questi e infiniti altri dettagli di vite che non ci appartengono, ma sentiamo immensamente nostre quando le incrociamo. La storia di Linda è molto più di una storia d’amore. Rapisce, entra dentro, con la positività di una leggera pioggia nutriente e la forza di un uragano. Trascina in profondità, alla ricerca delle cose, piccole o grandi che siano, che rendono felici, quelle per cui vale la pena di lottare. Lascia in bilico su un mare da sorvolare, per annullare ogni distanza. Su una strada da percorrere, per rincorrere l’amore.

La città ci mostrava via via prospettive nuove e angoli segreti, e folla multicolore e gioiosa. Lo stesso sorriso che il sole elargiva a questo popolo si rifletteva sui volti e sui denti bianchissimi della gente e da essi emanava nuova luce. Un gioco di specchi che aumentava il buonumore. Quasi a voler confermare questa idea, su un grande muro ci apparve all’improvviso un enorme murale su cui campeggiavano a lettere cubitali le parole che sintetizzavano più di tutte lo spirito cubano.

‘Defendemos la alegria’ si snodava attorno alla grande sagoma di una mano aperta sul cui pollice era disegnata la bandiera di Cuba. Una miriade di stelline di vari colori era sparsa attorno alle dita a sorreggere il grido. I murales erano un lungo discorso che si svolgeva sulle strade di tutta l’isola, nelle città come nelle campagne più remote.

Non era semplice propaganda, ma una salda corda di immagini e parole che legava ogni uomo a un altro in un’infinita catena tesa a fare di ogni singolo la parte di un unico corpo. Così si dovevano sentire i cubani. In fondo, di fronte ai grandi murales, finimmo per sentirci così anche noi. Con il naso perennemente sollevato verso le grandi campiture colorate e verso i motti patriottici, finimmo per essere a nostra volta parte di quel singolare tutto che è Cuba.

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Sinossi

Durante un viaggio itinerante a Cuba, una giovane donna e un giovane uomo si trovano casualmente a condividere la camera di albergo. Mentre i giorni trascorrono, tra i due protagonisti cresce un’attrazione irresistibile che li conduce a un lento e inesorabile avvicinamento. Il racconto si snoda sulle strade dell’isola percorrendo luoghi, incontri e atmosfere. Solo il tempo di un viaggio per indagare le sfaccettature segrete di un sentimento che nasce con uno sguardo tutto femminile sulle mille emozioni di un amore.

Autore: Maria Cristina Sferra

Titolo: A mezzogiorno del mondo (una storia d’amore)

Anno: 2014

Pagine: 100

 

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