“Cara maestra” di Maria Cristina Sferra

“Cara maestra”

di Maria Cristina Sferra

Contest Lettere al Femminile

Cara maestra

Cara Rita,

sei stata la mia maestra in quarta e quinta elementare tra il 1974 e il 1976 e, sebbene io fossi solo una bambina, ricordo gli anni passati a scuola con te tra i più ricchi e stimolanti di tutto il mio percorso formativo.

Sono stata travolta dal tuo temperamento volitivo, dalla passione infinita con la quale mi aprivi davanti agli occhi gli ampi orizzonti della cultura e dell’arte, dal tuo modo di stimolare la mia curiosità verso il mondo, dal rigore e insieme dall’amore con cui prendevi a cuore ogni alunno cercando di tirare fuori da ciascuno il suo personale talento.

Tu giovanissima, poco più che una ragazza, eri una vera forza della natura.

Eri e sei una donna appassionata, che ha sempre creduto profondamente nell’insegnamento, una persona seria, preparata, autorevole, che non si è mai risparmiata pur di passare degnamente il testimone del sapere alle nuove generazioni.

Ricordo una delle tue prime, folgoranti lezioni: ogni alunno doveva portare a scuola un frutto, quindi doveva osservarlo con cura, cogliendone tutte le sfumature di colore, poi annusarlo, toccarlo, aprirlo, gustarlo, percepirlo in tutte le sue sfaccettature e, infine, scriverne. Un’esperienza sensoriale completa. Era il tuo metodo per farci sperimentare e comprendere l’importanza di non fermarsi mai alla superficie delle cose.

Ricordo i pomeriggi passati a casa tua a dipingere su enormi fogli di carta da pacchi stesi sulle pareti del corridoio perché, a quei tempi, non si poteva stare tutto il giorno a scuola e le ore da dedicare all’arte erano troppo poche…

Non posso dimenticare l’emozione delle mani affondate nella creta morbida, per plasmare con il tuo aiuto gli angeli da regalare alle nostre mamme a Natale…

Conservo memoria delle gite nei musei e delle infinite, pazienti spiegazioni che ci davi…

Ricordo le tue urla – ma quale maestra non grida e non sgrida? – e le tue risate sonore, entrambe inconfondibili…

Tu eri la sirena che cantava la melodia del sapere e io, ammaliata, non potevo resistere.

Eri il pifferaio magico che suonava la musica della conoscenza e io, affascinata, ti seguivo ovunque.

Sono passati più di quarant’anni, ma so con certezza che il tuo insegnamento è stato una grande luce che ha illuminato la strada della mia vita.

Ti voglio tanto bene e ancora oggi ti ringrazio di cuore per essere stata

la mia Maestra.

E per essere, ora, un’amica.

Cristina

©Riproduzione riservata

Maria Cristina Sferra

Maria Cristina Sferra, nata a Novara nel 1965, vive a Milano. Giornalista professionista e graphic designer, scrive per lavoro e per passione. Diversi suoi racconti e poesie sono inclusi in antologie. Autrice indipendente, nel 2014 pubblica il romanzo "A mezzogiorno del mondo (una storia d'amore)", nel 2016 la silloge poetica "Il soffio delle stagioni" e la raccolta di racconti "L'amore è una sorpresa", nel 2017 la silloge poetica "Ombra di luna".

2 commenti:

  1. Ehhh… la mia “stella” sempre brava si si proprio brava. …quell’angelo una delle sue prime “OPERE” e’ ancora li in camera da letto sulla parete che mi veglia assieme a…..

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