“Orgoglio e Pregiudizio” di Joe Wright

 

“Orgoglio e Pregiudizio” di Joe Wright

recensione di Catia Camillini

orgoglio

Orgoglio e Pregiudizio (Pride & Prejudice) di Joe Wright, del 2005, è l’ultima delle bellissime trasposizioni cinematografiche tratte dall’omonimo romanzo di Jane Austen, del 1813.

Il film ha ottenuto innumerevoli riconoscimenti, fra cui, nel 2006, le Nomination al Premio Oscar per: miglior attrice protagonista a Keira Knightley; migliore scenografia a Sarah Greenwood e Katie Spencer; migliori costumi a Jacquelin Durran e miglior colonna sonora a Dario Marianelli.

Ci troviamo nell’Inghilterra di fine Settecento.

La famiglia Bennet abita una tenuta di campagna, con uno stile di vita signorile ma non altolocato.

Il calmo Signor Bennet (Donald Sutherland) è abituato al continuo schiamazzo; sua moglie, infatti, la Signora Bennet (Brenda Blethyn), egregiamente interpretata, è una donna petulante, invadente, imbarazzante e pettegola, continuamente focalizzata su come
maritare le cinque figlie:
la bellissima e amabile Jane (Rosamund Pike), l’intelligente e perspicace Elizabeth (Keira Knightley), la diligentissima Mary (Talulah Riley), l’infantile Kitty (Carey Mulligan) e, l’incontrollabile Lydia (Jena Malone).

Tutte, all’improvviso, sono in fermento per l’arrivo in paese del giovane e ricco Charles Bingley (Simon Woods), accompagnato dall’affascinante sorella Caroline Bingley (Kelly Reilly) e dall’amico, l’enigmatico signor Darcy (Matthew Macfadyen).

Il signor Bingley s’innamora perdutamente della bella Jane, che lo contraccambia; tuttavia, la timidezza della ragazza nel manifestare i suoi sentimenti creerà delle incomprensioni a riguardo.

Mentre, il tenebroso signor Darcy, vivrà una serie di sentimenti conflittuali nei confronti di Elizabeth: egli esprimerà nei suoi confronti offensive affermazioni che, inavvertitamente, saranno da lei ascoltate; queste, daranno origine a vicendevoli ostilità e risentimenti.

Solo in seguito, gli avversi sentimenti si trasformeranno, invece, in un inaspettato e forte interesse reciproco.

Questo sorprendente e sconosciuto impulso avrà, nel corso della vicenda, tutta la necessità di essere accettato e spiegato prima a se stessi e poi, l’uno all’altra, visto il pungente orgoglio che caratterizza entrambi.

La coinvolgente storia  non rapirà solo il signor Darcy ed Elisabeth, ma trasporterà anche lo spettatore, che si ritroverà come a vivere in prima persona il film stesso:
negli ambienti e negli umori di un’Inghilterra decadente, ancora coinvolta nella guerra e con le proprie milizie in azione, in una commedia di grande ironia, sviluppata su pronte battute e vivo divertimento durante i balli, durante le strategie della signora Bennet per maritare le figlie e la presenza di personaggi non protagonisti del tutto buffi e singolari, come il signor Collins (Tom Hollander), per esempio, egregiamente interpretato.

Joe Wright non si risparmia, curando ogni minimo dettaglio pur di sensibilizzare in queste emozioni gli spettatori.

Racconta la donna, con vera maestria: il contrasto di quelle che conducono la vita di casa, con quelle che vivono la nobiltà; ne esprime le preoccupazioni, le dispute, i sentimenti che non sono facilmente confidabili, secondo il pudore dell’epoca; ne scopre i desideri travolgenti, che si mescolano alle incomprensioni, agli sguardi che parlano più di qualsiasi parola, ma che sono frenati dall’educazione e dalle norme di etiquette di quella società.

Un turbinio di emozioni che il regista provoca e che, possibilmente accentua con gli audaci primi piani o i suoi noti piano sequenza, con le magnifiche scenografie, con i sontuosi e ricercati costumi e con l’affascinante fotografia.
Il tutto trasportato dalle musiche di Dario Marianelli che permettono sinuosi cambi di scena.

Lo spettatore si ritroverà a pendere dalle labbra dei protagonisti, desiderando anch’egli, col fiato sospeso, che i sentimenti siano finalmente condivisi e che sboccino nell’amore che dovrebbe essere, invece di ostinarsi a soccombere.

Questi sentimenti saranno continuamente trucidati dalle incomprensioni e dal testardo, irrazionale orgoglio, fino a quando soccomberà anch’esso:

“Se i vostri sentimenti sono gli stessi di aprile, ditelo ora. Il mio affetto e i miei
desideri sono immutati, ma una vostra parola mi farà tacere per sempre. Se invece
i vostri sentimenti fossero cambiati, devo dirvelo: mi avete stregato anima e corpo e
vi amo… Vi amo… Vi amo. E d’ora in poi non voglio più separarmi da voi.”

Semaforo verde per chiunque desideri una serata che alterni divertimenti, passioni e conflitti, attraverso un bellissimo romanzo d’epoca e la magia di un magnifico regista.


E, per chiunque s’innamorerà di Jane Austen, il cui romanzo, in questo film, è stato pressoché fedelmente ripresentato, non potrà che proseguire con la lettura del libro e la visione delle precedenti trasposizioni cinematografiche e televisive:
Pride and Prejudice (1940) di Robert Z. Leonard (Premio Oscar nel 1941 alla
migliore scenografia in bianco e nero);
Pride and Prejudice (1949) NBC, di Fred Coe;
Pride and Prejudice (1952) BBC, miniserie 6 puntate, di Campbell Logan;
Orgoglio e Pregiudizio (1957) RAI, miniserie in 5 puntate, di Daniele D’Anza;
Pride and Prejudice ( 1958) BBC, miniserie in 6 puntate, di Barbara Burnham;
Pride and Prejudice (1967) BBC, miniserie in 6 puntate, di Joan Craft;
Pride and Prejudice (1980) BBC-2, miniserie in 5 puntate, di Cyril Coke
Pride and Prejudice (1995) BBC/A&E, miniserie in 6 puntate, di Simon Langton.

Titolo: Orgoglio e Pregiudizio
Titolo Originale: Pride & Prejudice
Regia: Joe Wright
Cast: Keira Knightley, Matthew Macfadyen, Donald Sutherland, Brenda Blethyn,
Rosamund Pike, Simon Woods, Judi Dench, Tom Hollander, Jena Malone, Talulah
Riley, Carey Mulligan, Rupert Friend, Claudie Blakley
Anno: 2005

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile". Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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