“L’Arabesco” di Pitty Duchamp

Pubblicato da Piera Nascimbene il

L’Arabesco – prima e seconda parte – di Pitty Duchamp

Recensione di Piera Nascimbene

L’arabesco è un romanzo diviso in due volumi, prima e seconda parte, e fa parte della serie D’amore e d’Italia di Pitti Duchamp.

"L'Arabesco" di Pitty Duchamp

L’arabesco – parte prima

Due uomini stanno piacevolmente chiacchierando nello studio di palazzo Alabardi, nei dintorni di Firenze, il 13 febbraio 1821, quando il leggero bussare alla porta li distrae.

“Padre, scusate se vi disturbo, ma vorrei rivedere la persona che consolò le mie lacrime di bambina”

“Alida entrò nella stanza come un angelo spuntato dal cielo. Raffaele ingoiò a vuoto e si zittì all’istante e

Alida rivolgendosi al marchese Raffaele Della Spada gli sussurrò:

“Custodisco ancora il carillon che mi avete donato quel giorno infausto di sette anni fa. Mi donaste un attimo di gioia.”

Alessandro Alabardi e Raffaele Della Spada si conoscevano da parecchi anni e l’avvenimento cui fa riferimento la giovane è la morte della madre quando il giovane marchese era andato al Mugello per il funerale della moglie dell’amico. Alla ragazzina in lacrime, aveva regalato un carillon che, aperto, suonava una musica allegra e metteva in mostra due statuine che danzavano. Questo dono aveva fatto sorridere la giovanetta in un momento particolarmente brutto della sua vita.

Adesso però, a distanza di sette anni, Alida è divenuta una bellissima donna e Raffaele non è insensibile al suo fascino.

Purtroppo la situazione del giovane è poco adatta ad un corteggiamento perché è politicamente impegnato nel suo Piemonte dove vorrebbe fossero adottati cambiamenti decisivi, ed è seguace delle tendenze liberali che infiammano il primo periodo risorgimentale.

Ma l’amore tra i due sboccia ugualmente anche perché Alida è appassionata di politica e si interessa di tutto ciò che avviene in un’Italia ancora in gran parte sotto dominazione straniera.

Ma mentre Raffaele sta per dichiararsi, qualcosa di grave lo costringe ad andarsene senza alcuna speranza di un ritorno a breve.

“Alida devo andare a Torino” disse secco lui entrando in sala da pranzo.

“Lo so “ rispose lei, fingendo di essere superiore mentre le si spaccava il cuore.

“In Piemonte stanno succedendo cose…che richiedono la mia attenzione”spiegò il marchese.

“L’ho letto sui giornali.” Il bel volto di Alida fintamente impassibile sembrava sull’orlo delle lacrime. Chiese “Sarà pericoloso?”

“Non ho fatto niente di male amor mio”.

”Tornerai?

“Te lo giuro!”

Altre situazioni drammatiche aspettano i due giovani che per coronare il loro sogno d’amore dovranno dimostrare forza e pazienza pur lontani l’una dall’altro.

Questa prima parte de L’Arabesco mi è piaciuta molto perché ad una vicenda amorosa, dolcissima e a tratti dolorosa, si mescola sapientemente la storia di un periodo che non viene molto trattato e poi da novarese, mi ha fatto ancor più piacere vedere citato il nome della mia città.

Le imprese risorgimentali sono molto ben documentate e si amalgamo perfettamente con ciò che la fantasia dell’autrice ha partorito.

Tutti i personaggi hanno un loro spessore e quelli meno definiti si ritrovano nella seconda parte del romanzo che ha un valore aggiunto nelle descrizioni ambientali e di costume.

Pur parlando di storia, la narrazione non è mai noiosa o forzata e il tutto è permeato da un senso di attesa sia per gli avvenimenti reali che per la relazione dei due innamorati.

"L'Arabesco" di Pitty Duchamp

L’arabesco – parte seconda

Alida e Raffaele si sono sposati e stanno iniziando la loro vita matrimoniale tra Torino e Firenze.

Siamo alla seconda parte de L’Arabesco, un bellissimo romanzo storico di Pitti Du Champ che parallelamente alla storia d’amore dei due protagonisti, narra le vicende dei primi moti risorgimentali tra gli anni venti e trenta dell’ottocento.

Raffaele Della Spada, che non può più prendere parte alla vita politica né scrivere, con il nome de l’Arabesco, sulle pagine dei giornali, perché re Carlo Felice l’ha diffidato dal farlo dopo che già una volta l’ha perdonato per le sue idee rivoluzionarie, non riesce a darsi pace e cerca in ogni modo di riavvicinarsi a casa Savoia anche con sprezzo del pericolo e unendosi a gruppi carbonari.

Alida capisce che il marito le sta nascondendo qualcosa ma l’amore che lui le dimostra è talmente palese che la giovane donna non ha paura nemmeno di una persona che ritorna dal passato con l’intenzione di creare scompiglio e cercare di riprendersi il Marchese.

“Sono venuta per incontrare il Marchese Della Spada.

La donna non si era presentata non aveva risposto al saluto e aveva lasciato Alida come una sciocca a tenderle la mano amichevolmente. Chi era dunque costei, si domandava Alida.

Sono lady Page Hamilton e sono venuta per incontrare il Marchese della Spada.

Vostro marito ha trascorso il suo esilio con me, ha abitato la mia casa, dormito nel mio letto e mangiato alla mai tavola. Ho tutti i diritti di vederlo e di stare con lui”.

Ma Raffaele non esita a informarla che Alida è il suo solo amore e come ha conquistato lui così è riuscita a conquistare la nobiltà piemontese. Con Carlo Felice a Novara, i coniugi riprendono a frequentare a Palazzo Carignano, Carlo Alberto e Maria Teresa, sorella del Granduca di toscana Leopoldo d’Asburgo Lorena, grande amico della famiglia Alabardi.

Purtroppo Raffaele che ha la politica e l’intrigo nel sangue, si espone ancora una volta e nonostante ormai abbia anche un bellissimo bambino Sebastiano, mette in serio pericolo la vita della moglie che si ritrova a fare i conti con l’ex spasimante austriaco Adrian von Lipsiski

Questo conclusivo romanzo dà meno spazio alla parte storica, che è comunque a tratti il fattore scatenante del dramma, e molto di più alla vita dei protagonisti.

Alida, da ragazza che guardava molto all’esteriorità, diventa una donna riflessiva, caparbia, sicura di sé e dolcissima.

Affronta il dolore con grande forza d’animo sempre fidando nell’amore del marito

Dice al figlioletto Sebastiano:

“Tuo padre ha smosso le montagne per salvarmi, mio piccolo Marchese. Ha sconfitto il tempo per trovarmi prima che raggiungessi tua nonna in cielo”

Un attimo di silenzio nella stanza mentre Raffaele in piedi guardava incantato la scena davanti a lui. Suo figlio abbracciato a sua moglie incinta. Niente era più perfetto di quell’ immagine. Sentì il cuore riempirsi di una nuova speranza, in quel momento gli sembrò che tutti i desideri e le aspettative che aveva per sua moglie, per i suoi figli, per il Piemonte e per l’Italia, potessero realizzarsi.”

L’autrice ha dato vita ad un bellissimo intrigo mixandolo con un pezzo della storia del nostro paese e scegliendo un periodo non molto raccontato, ma intenso per la volontà di indipendenza dallo straniero.

La parte storica è curata nei suoi particolari anche se con qualche libertà di cui noi lettori veniamo informati al termine della lettura e che non disturba la vicenda.

Tutti i personaggi che compaiono anche in questa seconda parte, sono ben caratterizzati e l’ambientazione fa da perfetta coreografia così come lo fanno i costumi e quell’atmosfera a tratti luminosa e a tratti cupa come se gli intrighi si lasciassero dietro un velo dolore e di oscurità.

Chi ama la storia come me, sarà senza dubbio soddisfatto da questo romanzo ma lo sarà anche chi ama solo le vicende drammaticamente romantiche: qui potrà averne a suo piacere!

Romanzo promosso a pieni voti: brava Pitti Du Champ.

 

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Sinossi

1821, Firenze – Torino
Tra l’incantevole Contessina Alida Alabardi, toscana di padre piemontese, e il fascinoso Marchese Raffaele della Spada, suddito sabaudo con tendenze liberali, scatta da subito una scintilla difficile da tenere sotto controllo. Lei è giovane, appassionata di politica e fedele alla casata austriaca degli Asburgo Lorena che guida il Granducato di Toscana. Lui è un nobile furfante, una testa calda, consigliere personale dei Savoia che preme perchè avvengano dei cambiamenti decisivi in Piemonte. In un’Italia risorgimentale scossa da mille tumulti, tra i magnifici scenari di una Firenze ottocentesca e le ambizioni politiche di Torino, si snoda la storia d’amore di due intelletti affini, due anime che si appartengono.
Un omaggio alla Grande Storia dell’Italia, troppo spesso dimenticata, ricca di episodi grandiosi e personaggi dalle vite rocambolesche.


La vita dei Marchesi della Spada non sarà una discesa adorna di rose e fiori profumati. Riappaiono i personaggi che hanno permesso il coronamento dell’amore tra Alida e Raffaele e anche coloro che lo hanno osteggiato. I due protagonisti attraversano i fastosi e magnifici scenari di un Piemonte sabaudo all’apice dello splendore e di una Toscana guidata con dignità dalla casata dei Lorena. Su tutto vince incontrastato l’amor di Patria che guida le azioni spericolate di Raffaele e costringe Alida a dividere il cuore tra la sua Firenze e Torino, la nuova Patria.
Potrà ancora una volta il loro amore vincere sugli eventi della vita e sulle turbolenze che agitano la penisola italiana?

Schede:

Titolo: L’arabesco parte prima; L’arabesco parte seconda
Autore: Pitti Duchamp
Genere: rosa storico

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