La dea Bastet che divenne Lady Bast, la giornata del gatto tra misticismo e fumetti

La dea Bastet che divenne Lady Bast, la giornata del gatto tra misticismo e fumetti

di Paola Caramadre

la dea Bastet

Il flessuoso passo felpato di un gatto appare, agli umani più sensibili, come l’impronta di un’essenza remota che proviene da un tempo lontano. I felini domestici popolano l’immaginario collettivo fin dalla notte dei tempi, impossibile resistere alla forza d’attrazione che questi piccoli animali nascondono nei propri occhi. Magici, misterici, ambigui, scaltri e lunari per eccellenza.

Cosa racconta un gatto quando arriva con gli occhi socchiusi come mezze lune d’oriente? Racconta una lunga storia di amicizia e disamore, di fiducia e di diffidenza. Racconta di una notte nel deserto nella terra dove scorre il Nilo, quando Sogno si lasci convincere da sua sorella Delirio a cercare il fratello perduto, Distruzione. Per rintracciarlo, il signore delle terre del Sogno, chiese a una dea, Lady Bast un colloquio privato. Sotto una tenda, la creatura misteriosa con il corpo di donna e il volto di gatta, svela e non rivela niente.

Questa che sembra una farneticante scena onirica non è altro che una delle pagine del capitolo 6 dell’albo Brevi Vite della serie Sandman, creata da Neil Gaiman, sceneggiatore e romanziere, e raffigurata da grandi maestri del fumetto contemporaneo tra cui Sam Kieth mentre le copertine sono state realizzate dall’artista Dave McKean. 

La creatura di Gaiman è un concentrato di storie fantastiche che si ricollegano alla mitologia greca, all’esoterismo, alla magia attraverso i personaggi che rievocano atmosfere dark su cui domina il signore del sogno, Sandman, oscuramente tormentato. Tra le figure che incontra, tra cui le Eumenidi, Orfeo, Euridice, e divinità di ogni latitudine c’è l’emblematica e seducente Lady Bast. Nel parlare emette suoni dolcemente gutturali che evocano le fusa feline, è in tutto una flessuosa gatta seducente. Chi è Lady Bast? La versione pop di una divinità autentica e lontana nel tempo: Bastet. La dea egizia veniva raffigurata come una donna con il volto di gatta. Una creatura femminile deputata a proteggere le donne, i gatti, le partorienti, ma anche il faraone. In Bastet si fondono il maschile e il femminile, il culto solare e quello lunare. Attraverso Bastet o Bubasti o Bast tutti i gatti diventano divini, e presso gli antichi egizi, i nostri piccoli amici felini avevano un ruolo importantissimo al punto da essere sepolti come umani, ovvero mummificati. Templi e luoghi di culto dedicati alla divinità erano diffusi in tutto l’Egitto. Al 2010 risale la più recente scoperta archeologica legata al culto di Bast. Da questa storia antica sorta sulle sponde del Nilo, forse, nasce la similitudine tra i gatti e le donne dalla stregoneria a Catwoman. Sicuramente, nella giornata nazionale del gatto non possiamo restare indifferenti e non notare qualcosa di divino nei nostri piccoli e imprevedibili felini domestici, ma mai addomesticati. Una traccia o un’impronta declamata con voce sussurrante da tanti poeti, come Dario Bellezza che ai gatti ha dedicato un’intera raccolta di versi.

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