“La Crisalide e la Croce” di Rosalba Vangelista

“La Crisalide e la Croce” di Rosalba Vangelista

Recensione di Emma Fenu

croce

 

La Crisalide e la Croce è un racconto dalle sfumature del giallo e del noir di Rosalba Evangelista, autopubblicato nel 2017.

 

Donne sordomute inchiodate ad una croce con, nelle mani traforate, farfalle.
Questa è la scena che si ripete davanti agli occhi di Jess Niven, poliziotta della Omicidi con un passato drammatico nascosto nella grotta dei ricordi.

Per risolvere il caso, non ci si può esimere dall’interpretare i messaggi volutamente lasciati dall’assassino seriale e arrivare a comprendere le ragioni che lo spingono a tali efferati crimini, per poterlo, poi, individuale e fermare.

Il termine greco farfalla, psyché, significa anche anima e respiro e di esse è il simbolo.
In conseguenza di tale origine etimologica, il lepidottero indica la bellezza e la fragilità dell’esistenza e, al contempo, la morte e la successiva rinascita.

La metamorfosi da bruco, essere incompleto e imperfetto, a crisalide e, infine, a farfalla contempla una morte, palesata dalle spoglie del bozzolo infranto, e una resurrezione.

Questa concezione spiega la presenza di tali insetti nelle decorazioni delle tombe dei faraoni, destinati, secondo la religione, a un passaggio transitorio nel regno dei morti, e nelle catacombe cristiane, quali immagine di Cristo.

Proprio quest’ultimo, infatti, divelta la pietra del sepolcro e lasciato il sudario vuoto come un bozzolo, è salito al Cielo, alla destra del Padre, spiegando le ali della divina essenza e sconfiggendo la contingenza e la finitudine nella pasqua (passaggio) verso una vita senza imperfezione.

Non a caso, molti dipinti ritraggono il Bambino nell’abbraccio della Vergine Madre con in mano una farfalla, alludente al futuro che spetterà al Figlio dell’Uomo.

Tuttavia, il mito che maggiormente ne influenza la simbologia, anche nel racconto della Vangelista, è però quello di Amore e Psiche, conosciuto nell’antica Grecia e stigmatizzato da Apuleio, nelle Metamorfosi, nel II secolo d.C.

Si racconta che una bellissima fanciulla fece invaghire di sé, ricambiandolo, addirittura il dio dell’Amore. La loro storia, come tutte le relazioni romantiche di impronta letteraria, fu molto contrastata e sofferta, ma si risolse con l’acquisizione dell’immortalità da parte di Psiche.
Questa Giulietta non muore; questo Orfeo non viene dilaniato; questa sirenetta non si dissolve in schiuma di mare.

Psyche, infatti, rappresenta l’anima-farfalla che, dopo essere stata iniziata attraverso riti di trasformazione, raggiunge lo stadio più evoluto.

Così, l’assassino descritto da Rosalba Vangelista è mosso da una missione folle, quella di salvare donne che ritiene vittime, prima che il suo gesto pietoso le liberi e le curi, dando loro possibilità di volare verso un cielo azzurro di giustizia, dove essere anime libere.

Cristi crocefissi sul Golgota di infiniti mondi disumani, le fanciulle, esalando l’ultimo respiro diventano fate alate, capaci di essere finalmente padrone del proprio destino, il fato appunto.

Non aspettatevi un romanzo che sviscera gli eventi in una pila di pagine e inchiostro.

L’autrice è onesta nel presentarvi un racconto che, del resto, non è certo un genere minore.

Non aspettatevi il canonico colpo di scena: chi è l’assassino si comprende abbastanza presto e siete chiamati a conoscerne i segreti e a evocarne i fantasmi.

Del resto non sono i pochi i gialli, anche di firme autorevoli, in cui il colpevole è subito noto ma ciò che coinvolge il lettore o lo spettatore, se si tratta di una pellicola cinematografica, è l’andamento delle indagini e il labirinto che si dipana in una mente deviata.

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Sinossi

“Metterò le ali nelle loro mani, così che possano volare via da tutto questo dolore. Solo la morte è la cura. Io sono la cura”.

 Un killer uccide e crocifigge giovani donne, inchiodando nelle loro mani alcune farfalle.

Quale messaggio racchiudono i lepidotteri? Perché questo spietato assassino allestisce un vero e proprio “teatro dell’orrore”?

A seguire il caso, la detective Jess Niven, poliziotta della Omicidi con un passato tumultuoso e una particolare nonché pericolosissima dote: la capacità di pensare e comprendere la mente dell’assassino.

Un breve racconto che unisce i canoni del giallo classico al thriller psicologico moderno, mettendo il lettore di fronte alla parte più oscura dell’essere umano: il sottile e facilmente attraversabile confine tra l’essere vittima e divenire carnefice.

Titolo: La Crisalide e la Croce
Autore: Rosalba Vangelista
Edizione: Youcanprint, 2017

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile". Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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