“Cecità” di José Saramago

Pubblicato da annamariabrattoli7 il

“Cecità” di José Saramago

Recensione di Anna Maria Brattoli

Cecità

Cecità. La grande allegoria.

Avete mai pensato a cosa accadrebbe qualora un giorno diventassimo tutti ciechi?

Ma voi siete sicuri di vedere?

In un tempo e in un luogo imprecisati, un’intera popolazione è investita da una cecità inspiegabile e virulenta. A dire il vero non si tratta di una vera e propria cecità, chi ne è colpito vede tutto bianco. Già, bianco. Un intero alone lattiginoso che non consente di distinguere nulla.

I ciechi sono rinchiusi in un ex manicomio, si teme il contagio. Chiunque si avvicini all’uscita, anche solo involontariamente, viene ucciso. Paranoia collettiva.

Sono solo due gli occhi che guidano.

In una situazione di penuria di cibo e di grave difficoltà, dovuta al completo isolamento e alla situazione di abbandono in cui vengono lasciati i non vedenti, emergono tutto l’opportunismo e la grande ferocia dell’animo umano.

Probabilmente solo in un mondo di ciechi le cose saranno ciò che veramente sono.”

Sono solo due gli occhi che accudiscono.

Un gruppo di non vedenti usurpatori si appropria di gran parte dei limitati spazi e del cibo. Gli altri per nutrirsi dovranno pagare, con tutto, anche con la propria dignità.

Si invitano le donne a concedere il proprio corpo, in cambio ci sarà cibo per tutti.

E cosa avreste fatto voi, se invece di donne avessero chiesto uomini?”

Le donne sono consapevoli di quanto la vittoria nella contesa verbale sia un tutt’uno con la sconfitta che sarebbe seguita, nei fatti.

Donne violate, annientate.

I due occhi che guidano e accudiscono si armano della cieca disperazione.

Sono gli occhi di una donna, occhi che vedono.

Gli occhi le si annebbiarono, Ora divento cieca, pensò, ma poi comprese che non sarebbe avvenuto neanche questa volta, a offuscarle la vista erano solo lacrime, lacrime come non aveva mai pianto in tutta la sua vita, Ho ammazzato, disse a voce bassa, ho voluto ammazzare e l’ho fatto.”

Vecchia e assassina, pensò, ma sapeva che se fosse stato necessario avrebbe ammazzato di muovo, E quand’è che è necessario ammazzare, si domandò avviandosi verso l’atrio, Quando ormai è morto ciò che ancora è vivo. Scosse il capo, pensò, E cosa vuol dire, parole, parole, nient’altro.”

Gli occhi che vedono sono quelli della moglie del medico. Ha finto di essere cieca per poter seguire il marito.

Occhi che non hanno mai smesso di vedere.

Un libro scritto in libertà, con una punteggiatura fuori dagli schemi, in cui i personaggi non hanno nomi propri, solo caratteristiche.

Un libro che invita a riflettere sulla violenza dell’uomo nei confronti dell’uomo.

Perché viviamo in un mondo come il nostro?

Ci siamo mai messi in punta di piedi, sforzandoci di guardare oltre le nostre gabbie?

La Cecità di Saramago è una Cecità morale, data dall’incapacità di vedere gli altri ma anche di guardare dentro se stessi.

Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono.”

Gli occhi che non hanno mai messo di vedere sono quelli che non hanno mai smesso di amare.

Un libro per riflettere di etica e legami umani.

Ti conosco sei quello con cui vivo, in definitiva ci sono parole che valgono più del loro apparente significato, e questo abbraccio vale quanto le parole.”

Spinta dall’entusiasmo ho guardato anche il film tratto dal libro: Blindness – Cecità, diretto da Fernando Meirelles. Lo consiglio. Julienne Moore interpreta la moglie del medico in modo magistrale.

TITOLO: Cecità
AUTORE: José Saramago
EDITORE: Feltrinelli

 SINOSSI

In un tempo e un luogo non precisati, all’improvviso l’intera popolazione diventa cieca per un’inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un’esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l’insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l’orrore di cui l’uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un’umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull’indifferenza e l’egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza.


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