“L’Universo si tinge di rosa” di Fabiola Falcone

Pubblicato da Emma Fenu il

“L’Universo si tinge di rosa” di Fabiola Falcone

Ai tempi di dame e cavalieri, una fanciulla dai lunghi boccoli rossi, chiamata Ginevra, trascorreva le sue giornate tra la lettura dei grandi classici e la composizione di poesie.
Faceva parte delle trobairitz, un’elite di donne a cui era concesso dedicarsi alla scrittura e alla musica.

A differenza dei testi delle sue compagne che raccontavano le gesta di cavalieri ed esaltavano l’amor cortese, quelli di Ginevra avevano come protagoniste donne su cavalli bianchi, donne guerriere che salvavano le città, donne forti e valorose.

Quando la giovane fanciulla terminò il suo primo manoscritto, nutrí un desiderio talmente grande di condividerlo con il resto della gente che, nelle vesti di cantastorie, si recò alla corte regale.

Cominciò a cantare, accompagnata dal suono di un’arpa, le vicende di una dama coraggiosa che liberò il mondo dall’ingiustizia.

Quando terminò, non ricevette gli applausi che si aspettava, ma solo gli sguardi di sdegno di tutto il reame.
Venne dato ordine di cattura: Ginevra fu esiliata su una stella e, come una cometa che riprende il suo posto, volò in cielo.

Da quel giorno, le trobaritz vennero sciolte e nessuna altra donna si azzardò mai più a scrivere.

La punizione di Ginevra prevedeva che, per il resto dell’eternità, avrebbe vagato tra i pensieri di tutte quelle donne che durante la notte osservavano la sua stella, ma senza poter comunicare con loro.
Passavano sotto i suoi occhi grandi talenti soffocati, brillanti idee mai esposte, sogni intrappolati nei cuori fino all’ultimo battito.
Trascorsero vari secoli finché, una notte di agosto, la sua attenzione venne catturata da un gruppo di ragazze che, nascondendosi in una capanna in mezzo ai boschi, si dilettavano nel raccontarsi storie e nel fantasticare.
Per Ginevra fu un come rivedere se stessa quando si dedicava a comporre canzoni con le altre trobaitz e, per questo motivo, ogni giorno al calar del sole, faceva visita alla capanna; vedeva in quelle ragazze la sua stessa grinta e passione.

Rimaneva in silenzio, dietro la finestra, fino a quando, una volta, si accorsero della sua presenza. Ginevra impaurita cercó di darsi alla fuga, ma venne riconosciuta, pregata di restare e d’insegnar loro i segreti della scrittura.
L’universo aveva proibito a Ginevra d’interagire con qualsiasi essere umano, altrimenti la sua stella si sarebbe sgretolata per sempre, ma rapita dall’entusiasmo non riuscì a rifiutare e concesse loro dodici lezioni.

La capanna divenne il punto di incontro di tante donne, che ascoltavano attorno un focolare le lezioni di Ginevra: lei raccontava tutto quello che aveva appreso nel corso dei secoli e le sue allieve condividevano con lei  idee e storie.

Da ogni lezione le giovani donne apprendevano e si trasformavano, crescevano, si motivavano ma, tuttavia, nessuna trovava il coraggio di prendere in mano una penna.
La stella d Ginevra, di notte in notte, si consumava e, il giorno dell’ultima lezione, era ormai ridotta ad una singola punta.
Inoltre l’Universo si accorse che la fanciulla dai capelli rossi aveva infranto le sue regole, la luce meno intensa di quella costellazione rendeva il cielo più oscuro e la terra cominció a tremare.
Ginevra si fece forza per la sua dodicesima lezione: sarebbe stata l’ultima notte della sua vita e, con un po’ di rammarico, entrò nella capanna.

A sua sorpresa, trovò sulla scrivania pagine e pagine di testi e poemi scritti dalla sue allieve.

Lo spirito della fanciulla ricominciò a brillare sprigionando un nuovo potere.

Era il potere della scrittura, il quale placó il Cosmo, cancellò l’oscurità e lo colorò di una nuova tinta.
Finalemente l’Universo si dipinse di rosa.
Categorie: Racconti

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Scienze dei Sistemi Culturali. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, di letteratura e  iconografia di genere; sono presidente e fondatrice del portale "Cultura al Femminile" e dell'omonima associazione culturale; amministro la pagina facebook "Letteratura al Femminile; scrivo recensioni e articoli per magazine e siti; insegno italiano agli stranieri; tengo corsi di scrittura creativa; organizzo eventi culturali in tutta Italia; sono attiva contro la violenza sulle donne. Ho collaborato come giurata o autrice per varie antologie. Ho pubblicato un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità; una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte; una fiaba contro i pregiudizi sessisti, "Il segreto delle principesse"; una silloge illustrata di filastrocche sul concepimento e sull'adozione, "E' da una fiaba che tutti arriviamo"; un saggio storico antropologico su Maria Maddalena, "Nero e rosso di Donna. L'ambiguità della femminilità".

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