Quando l’arte racconta Shakespeare

Quando l’arte racconta Shakespeare

E. Fortescue Brickdale Romeo and Juliet. Preraffaellita, la Brickdale era una maestra del simbolismo pittorico.

Amore, morte, follia. Amicizia, tradimenti, menzogne. Destini avversi, lotte interiori, coincidenze fatidiche. Ironia, scambi, pasticci.

Quanti sono gli elementi che rendono le opere teatrali di Shakespeare uniche, magnifiche? Forse ognuno di noi trova una risposta diversa, ma credo che nessuno, dopo essere venuto in contatto con questo Grande Poeta e Drammaturgo, possa dire di esserne rimasto indifferente.

D. Maclise (1806-1870) – Otello e Desdemona. Amore e morte: il binomio più amato dalla letteratura e dalla pittura.

A partire dal Settecento, possiamo dire in epoca Georgiana, ma soprattutto nell’800, in pieno periodo vittoriano, la grande varietà di tematiche e di spunti forniti dalle opere teatrali shakespeariane hanno fornito a innumerevoli artisti l’ispirazione per grandi dipinti, molti dei quali hanno segnato quasi quanto i testi raffigurati l’immaginario collettivo.

romeo e giulietta klimt

Gustave Klimt – Romeo e Giulietta. Rappresenta la scena della morte a teatro.

Shakespeare nell’arte – perché?

Perché Shakespeare nell’arte ha trovato così tanti estimatori? Certo, per la forza espressiva delle sue creazioni, per il fortissimo impatto emotivo di tragedie e commedie.

L’800 inglese, nell’arte, è un periodo estremamente fertile, di grande ricerca stilistica, ma soprattutto di ricerca estetica.

Scene from Shakespeare’s The Tempest by Hogarth; Circa 1735

In bilico fra illuminismo e romanticismo, fra purezza classica e ancoramento alle origini, la pittura segue la stessa traccia dei letterati e dei pensatori del periodo: fra epoca georgiana, Regency e vittoriana l’Inghilterra consolida e rafforza la propria identità nazionale, passando anche e soprattutto attraverso le arti per questa operazione.

Shakespeare rappresenta per gli artisti del periodo una peretta sintesi di tutto ciò che la pittura deve esprimere.

(c) Brighton and Hove Museums and Art Galleries; Supplied by The Public Catalogue Foundation

Shakespeare nell’arte neoclassica

L’arte neoclassica, che trova collocazione fra la metà e la fine del 1700, non solo trova in Shakespeare soggetti estremamente adatti grazie alle ambientazioni storiche (Giulio Cesare, Antonio e Cleopatra, Tito Andronico…), ma anche la possibilità di sperimentare un nuovo tipo di espressione pittorica: il teatro diventa arte nell’arte.

Illustration of the death of Chiron and Demetrius from Act 5, Scene 2; from The Works of Mr. William Shakespeare (1709), edited by Nicholas Rowe

Le immagini, infatti, non vengono rappresentate in ambientazioni realistiche, ma rappresentate in scena, in modo che a essere presentato non sia il dramma in sé, ma lo spettacolo. Un richiamo forte alla valenza del teatro nel mondo classico, mediato dal gusto e dal pensiero moderno.

dipinto di Hogarth che rappresenta il famoso attore David Garrick, nei panni di Riccardo III.

Shakespeare nell’arte vittoriana

Il vero cambiamento di prospettiva nell’arte che dipinge Shakespeare arriva con la grande rivoluzione culturale vittoriana.

L’epoca romantica accentua ed esaspera i moti dell’animo, in poesia e prosa. La letteratura si fa ardita e ricerca nuove tematiche e nuove espressioni, nasce una nuova letteratura sociale, ma anche un nuovo modo di guardare all’Uomo.

Ofelia, di Waterhouse. Seconda generazione di preraffaelliti.

Anche l’arte pittorica si schiera su diversi fronti. Accademismo e innovazione si scontrano in un muto duello fatto di colori ed espressioni.

Il fulcro dell’arte inglese è la Royal Accademy, luogo di studio e di esposizione dei maggiori artisti dell’epoca. L’accademismo predilige ancora i temi classici, un’espressione pittorica ricca e statica, quasi cristallizzata nel gusto e nell’estetismo.

L’obiettivo di questa arte è, come già precedentemente accennato, creare e consolidare una cultura nazionale che nobiliti e rafforzi l’immagine del Regno, anzi dell’Impero.

Re Lear e il Matto nella tempesta di William Dyce (1806-1864) – la raffigurazione della brughiera è un errore popolare dell’interpretazione.

Shakespeare è un soggetto sicuro, adattissimo, apprezzato e sotto ogni punto di vista perfetto per l’arte accademica. Shakespeare può diventare il vessillo della cultura inglese, della sua tradizione, anche perché attraverso le sue opere non solo ha raccontato la Storia e i sentimenti, ma ha permetto una nobilitazione dell’immaginario e del folklore britannico.

Scenscena di A Midsummer Night’s Dream, Edwin Landseer, 1848-1851

Shakespeare nell’arte preraffaellita.

Non solo la pittura accademica ha ripreso Shakespeare, ma questo Grande Autore ha fornito il raccordo fra accademismo e innovazione, in quanto riletto e interpretato anche dai preraffaelliti.

La confraternita dei preraffaelliti è stata un movimento pittorico di breve durata ma di grande impatto sull’arte inglese. Essi si sono distaccati dagli stili accademici attraverso un manifesto che determinava la rottura con l’arte contemporanea e una ricerca nel passato, nella pittura precedente a Raffaello, considerato l’iniziatore degli stili consolidati e cristallizzati, attraverso un nuovo simbolismo, una nuova ricerca del vero e della visione della natura.

a celeberrima Ofelia di Millais.

È ai preraffaelliti che dobbiamo forse i più bei dipinti ispirati alle opere di Shakespeare, che ne hanno abbracciato con entusiasmo lo spirito e l’indagine interiore.

In particolare, sono alcune opere e personaggi ad attrarre la loro attenzione, proprio per il forte impatto emotivo che essi suscitano nello spettatore.

Arthur Hugues, Ofelia

Shakespeare nell’arte – Amleto

Fra le opere che maggiormente hanno ispirato i pittori, in particolare i preraffaelliti, è certo Amleto.

Fra i personaggi è Ofelia quella che più troviamo nell’arte, dato che a questa giovane e sfortunata fanciulla si possono affidare numerosi significati simbolici.

È, per prima cosa, la rappresentazione di eros e thanatos, in lei amore e morte si uniscono indissolubilemente. Ofelia è la fiducia tradita, l’amata non amata, colei che ama fino alla morte.

Ofelia è anche la pazzia.

Ofelia ritratta da John William Waterhouse, 1910

Ofelia, fra tutti i protagonisti di questa tragedia, è colei che rappresenta tutte le paure nascoste nel cuore umano, quella dell’abbandono, della perdita di sé e degli affetti.

Varie sono le interpretazioni che vengono date a questa figura, ma la più celebre è quella di Millais, in cui la vediamo morente, circondata da una natura in tripudio, nelle acque limpide del ruscello.

Ella è sempre immortalata nel momento della morte o della follia, sempre posta in relazione con ambienti naturali dall’aspetto incantato: ci si aspetterebbe una fatina spuntare dalle frasche… la stessa Ofelia ci appare quasi come una sacerdotessa pagana, nell’atto di compiere con la sua vita il sommo sacrificio all’amore.

A Midsummer Night’s Dream, John Simmons

Sogno di una notte di mezza estate

L’altra opera che ha maggiormente colpito l’immaginario vittoriano è sogno di una notte di mezza estate: grazie a una famosa rappresentazione del periodo, questa commedia torna in auge nella seconda metà dell’800, attirando in egual misura l’attenzione di accademici e innovatori.

Fate, spiriti, folletti affollano così le tele, trasportando lo spettatore in un mondo di fiaba, nel quale niente è come sembra, nel quale gli umani si muovono ignari di quanto li circonda.

Sir Joseph Noel Paton: accademismo pittorico che abbraccia il mondo fatato.

Non si tratta di un improvviso amore per i racconti “magici”, ma un lavoro di recupero della mitologia e del folklore inglese da una parte; della ricerca di una simbologia antica dall’altra.

Dicksee Romeo And Juliet. 1884

Romeo e Giulietta

La tragica storia degli amanti di Verona è un’altra ispirazione molto cara ai preraffaelliti, particolarmente legati anche alle ambientazioni italiane antiche.

Del dramma essi rappresentano spesso l’amore, le passioni, piuttosto che il devastante epilogo. Il gusto romantico, questa volta prevale nelle tele, anche se esse suggeriscono che la passione sia come una fiamma distruttiva, pronta a consumare i due giovani.

La tempesta

arte shakespeare

(c) Brighton and Hove Museums and Art Galleries; Supplied by The Public Catalogue Foundation

Anche La tempesta è un’opera molto amata dai pittori ottocenteschi. Come per Ofelia, è il rapporto dell’uomo con la natura al centro delle tele: una natura avversa, ma rigeneratrice.

arte shakespeare

Waterhouse, la tempesta.
Donna e mare: richamano una forte simbologia antica.

Ma non solo: in questa natura, spiriti che la personificano si aggirano liberi, entrando in rapporto con i protagonisti umani. È la perfetta sintesi di quello che i preraffaelliti vogliono elaborare.

Antonio e Cleopatra

arte shakespeare

Alma Tadema -Antonio e Cleopatra

Alma Tadema, specializzato sempre più nella pittura di un mondo classico, luminoso, eppure ricco di quel verismo che caratterizza la seconda metà dellì800 e il primo novecento, sceglie Antonio e Cleopatra per una tela che trascina lo spettatore indietro nel tempo, immortalando l’incontro fra i due amanti che stanno per riunirsi navigando sul Nilo.

Arthur Rachkam, Sogno di una notte di mezza estate.

Gli illustratori

Una menzione anche per gli illustratori che in magnifiche tavole hanno dato un volto ai personaggi di commedie e tragedie, impreziosendo i libri. Spesso queste tavole sono acqueforti, ricche di particolari e di grande impatto.

E ora… Gallery!

 

Altro su Shakespeare

 

http://www.shakespeareinitaly.it/immagini.html

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