Voci da Feminism, incontro con Moreno di Milena edizioni

Voci da Feminism, la fiera dell’editoria delle donne. La storia di Milena Edizioni

di Paola Caramadre

Lo staff della casa editrice Milena Edizioni a Feminism

Feminism, la prima fiera dell’editoria delle donne” è stata una immersione nell’editoria indipendente al femminile. Grazie all’iniziativa della Casa internazionale delle Donne di Roma è stato possibile far nascere un dialogo e un confronto tra realtà molto diverse tra loro e aprire una porta sui circuiti indipendenti che fanno qualcosa di diverso dalla semplice commercializzazione di titoli e di autori: raccontano storie di battaglie e di speranze che hanno molto a che fare con quella tenacia tipicamente femminile.

Tra le tante esperienze portate alla ribalta nell’alveo di Feminism mi sono lasciata conquistare da tre casi particolari che rappresentano altrettante case editrici: Milena edizioni che vanta una sezione dedicata alla letteratura Lgbt oltre che un catalogo di autrici di prestigio, come la nostra Emma Fenu, L’enciclopedia delle donne e tutto il mondo che rappresenta e L’Iguana Editrice, una storia tutta al femminile che ha caratteri sorprendenti.

Per iniziare, l’intervista a Moreno fondatore della casa editrice Milena Edizioni.

Moreno fondatore di Milena edizioni a Feminism

Da Napoli a Roma per partecipare a Feminism, perché?

Considerando che in contemporanea si svolge la fiera Tempo di Libri a Milano abbiamo fatto una scelta non generalista. Anche perché noi non siamo proprio una casa editrice generalista.  Andiamo a scegliere argomenti che ci piacciono e di natura ideologica e in questo caso abbiamo molti libri al
femminile, prima di tutto perché noi sosteniamo i diritti civili di qualunque genere e in questo caso ci piaceva tornare a respirare questo clima di ideologia femminista. Sappiamo tutti che la parità di genere è ancora fittizia, per questo abbiamo preferito questa fiera, perché qui ci sentiamo più a nostro agio.

Come è nata la casa editrice?
La casa editrice l’ho creata io poco più di cinque anni fa, e anche se abbiamo superato lo scoglio dei cinque anni sappiamo benissimo che la nostra esperienza può fallire in qualsiasi momento, basta un investimento sbagliato. Ma noi ci crediamo moltissimo e andiamo avanti. Per me è una missione culturale e non lo dico tanto per dirlo. Infatti prima lavoravo come impiegato ma ho preferito lasciare un posto fisso e aprire una casa editrice perché credo nel valore della cultura, perché credo che il mondo migliori non grazie alle leggi dei politici, ma possa migliorare se la cultura delle persone va nella direzione giusta.

Avete una sezione dedicata al filone Lgbt, una scelta coraggiosa in una cultura come quella italiana, come mai?

Di questo argomento se ne parla tanto, ma di libri se ne scrivono pochi e di solito vengono nascosti in cataloghi più ampi. Noi invece volevamo dare loro visibilità. Per noi la casa editrice è un veicolo di idee e di battaglie a difesa dei diritti. I primi diritti civili negati in Italia sono quelli dei migranti, basti pensare al fatto che un bambino che nasce in Italia non ha diritto di cittadinanza, e quelli degli omosessuali che non possono fare niente. Una casa editrice che fa cultura deve fare battaglie e la nostra battaglia è per migliorare il mondo in cui viviamo. Chi vuole fare solo libri di intrattenimento è meglio che non legga proprio e vada al cinema. La cosa sorprendente è che ha avuto un grandissimo riscontro. Qui alla fiera abbiamo presentato una commedia sentimentale in salsa lesbo che sta avendo un buon successo, soprattutto perché non ci sono molte commedie ma drammi su questo tema. Dipende dal fatto che in Italia non vengono riconosciuti diritti alle persone omosessuali e spesso questo rende la loro vita un inferno. Per questo ci sono nei cataloghi poche commedie e sono contento di averne pubblicata una, per dare un po’ di speranza.

Il viaggio nell’editoria delle donne proseguirà nei prossimi giorni!

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