“Strisce pedonali” di Agnese Coppola

Semplicemente, donne.

“Strisce pedonali” di Agnese Coppola

“Strisce pedonali” di Agnese Coppola

Recensione di Emma Fenu

pedonali

Strisce pedonali è un romanzo di Agnese Coppola edito da l’Erudita nel 2017.

Bianco e nero.

La Neve e la pece; la panna e il cioccolato; la carta e l’inchiostro; i riquadri degli scacchiera; la facciata delle chiese romaniche; le righe sulla divisa di un carcerato; i visi sui film d’epoca.

Le strisce pedonali.

Le strisce pedonali, appunto, ponti di pieno e vuoto che conducono oltre, nell’Oltre del pensiero e del futuro, sono emblema, nel metonimico romanzo di Agnese Coppola, del percorso di formazione che conduce all’essere Donna.

In scena appaiono due trentenni, Alba e Viola: ovviamente la prima personifica il bianco della luna tonda che precede un giorno da partorire; la seconda il lutto di un funerale mai concluso che proietta il buio dell’eclissi sulla primavera.

Alba scopre la potenza della passione erotica e l’essenza della femminilità di un corpo da liberare da proprie costrizioni.

Viola scopre la potenza dell’istinto materno e l’essenza della femminilità di un utero da liberare da altrui aspettative.

Le loro storie non si intrecciano, semplicemente si accarezzano nel transito sull’asfalto della vita e della Storia universale, come tasselli a contrasto che, connessi, creano un disegno inaspettato.

Attraverso uno stile ricco e denso di figure retoriche, rimandi e correlativi oggettivi, in cui le parole fertili nutrono il lettore senza renderlo satollo, Agnese Coppola racconta stralci di eventi ed emozioni in cui ci si può riconoscere, aggiungendo un altro tassello a completare l’opera in perenne fieri.

In un’atmosfera fra il prosaico e l’onirico si snoda il riscatto del destino di ogni Lilith, ossia di ogni donna emarginata, offesa, calunniata e relegata ad essere altro da sé, che si riappropria della libertà negata e rompe le catene dei ruoli prefissati per spiegare le ali della autoaffermazione.

Eccolo il disegno che appariva, nell’incipit, solo un insieme di linee bianco nere dai contorni confusi: è un profilo femminile.

È tua nonna, tua madre, tua sorella, tua figlia, la tua amica. Sei tu.

Link d’acquisto:

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Sinossi

Strisce pedonali è la sovrapposizione di due storie diverse su un fondo cromatico comune.

Da una parte c’è Alba, lo spessore lattiginoso del bianco.

Ancora bambina promette di non deludere più nessuno e si costruisce intorno un’armatura che è prima di tutto una gabbia.

Lentamente si spoglia dei veli che i condizionamenti familiari le hanno cucito addosso fino a emanciparsi e a diventare una donna nuova.

Dall’altra c’è Viola, il vuoto del nero tra le strisce pedonali.

Incompleta, vive il dolore di un lutto e del sentimento d’amore, volontariamente incastrata in un rapporto sterile da cui non può scappare.

Un giorno, nella grigia Milano, le due si incontrano e la vita dell’una si sporca del colore dell’altra, preannunciandosi e annunciandosi, passo dopo passo.

Titolo: Strisce pedonali
Autore: Agnese Coppola
Edizione: L’Erudita, 2017

 

 

 

 

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