“Stelle in transito” di Catia Camillini

“Stelle in transito” di Catia Camillini

Quante volte abbiamo alzato gli occhi al cielo e, alla vista del firmamento, ci siamo perse affascinate negli sguardi degli astri?
Le stelle, così belle e luminose, pur essendo appese al cielo, lucciole fluttuanti nella notte, ci sono sempre apparse sicure di sé.
Le completa quel vibrante, fievole scintillio, instancabilmente profuso dai loro profili, che dona loro quel senso di vulnerabilità e di femminilità, che le rende perfette.
Si tratta di quella fragilità femminea che gli ha permesso di essere amate.
Diversamente, sarebbero state dimenticate come austere comete, dissolte al buio allo spegnersi della loro scia, nella solitudine della loro solidità.
Quante volte, ancora giovani donne, avremmo voluto indossare la loro brillante personalità: noi come loro, forti e affascinanti, delicate e sensuali al contempo; guardiane del cielo e della terra; voluttuose amanti e fragili bambine.

Le stelle sono splendide, figlie di una paradossale complessità, come le donne.
La donna che raggiunge i suoi primi quarant’anni entra in un’età molto complessa: è una stella in transito, appunto.

Si tratta di un decennio di passaggio, perché la ragazzina, piacevolmente annidata nel cuore della donna è ancora lì, stella che pulsa al massimo le sue energie.
E, la stelletta, non ci pensa proprio a lasciare quegli abiti che  ha indossato per così tanti anni solo perché qualcuno le ha detto che non ha più l’età!
Lei, al contrario, proprio ora inizia a sentirli così suoi e così ben sfoggiati  quei vestiti, tanto da vedersi bellissima, giorno e notte, e sentirsi in assoluto la più risplendente in un qualsiasi manto di stelle: sia esso la Pashmina incastonata di Swarovski dell’amica, piuttosto che l’infinito firmamento trapuntato di galassie stellari di Stephen Hawking.
E, nell’eventualità qualcuna non fosse incline a ritrovarsi in tutto il suo splendore, all’attempata quarantenne basterebbero due gocce sulle gote, sfavillanti stelle cadenti, per far riemergere dai suoi pensieri lo scampanellio del tempo che passa, e riponderare adeguatamente il proprio intelletto.

Questi primi quarant’anni sono un decennio complicato e tortuoso, dove è vero che la ragione, aiutata dalla consapevolezza, mette in riga neuroni e cuore finalmente; ma dove anche, la povera ratio inizia a prendere i primi calci dalla violenta premenopausa che fa capolino.

Indomabile, il climaterio cerca di far cadere nel più profondo dei buchi neri l’equilibrio emotivo delle quarantenni.

Ora, stelle cadenti a giorni alterni, le donne rimpiangono come, durante il corso della loro vita, non solo avevano conquistato quell’equilibrio con sostanziosa fatica ma, con esso, avevano giustappunto iniziato ad incipriarsi di polvere di stelle, ostentando, armoniosamente, un gratificante senso di pienezza.
Le quarantenni si scoprono quindi a vivere con i piedi ben piantati a terra, mentre toccano il cielo con dito: gli Dei dell’Olimpo, infatti, a questo fortunato traguardo, le hanno graziate di poteri e saggezze.

E così, incastonate nella loro costellazione preferita, le quarantenni diffondono aurore di luce, puri abbracci d’amore, così come scagliano saette avvelenate col più sfrontato dei sorrisi.

Selezionano con maniacale attenzione il proprio stile e guardaroba, nascondendo con improvvisa efficacia i mostruosi difetti di quand’erano ragazzine; mentre ostentano, con la medesima abilità, uno spacco o un’apertura utile (pronta all’uso) dissipando tutte le
vecchie remore, buttate alle spalle e al vento come fossero mera cenere.

Nella quotidianità la loro mente è lucida, organizzata ed efficace: dalla corsa al lavoro alle asana yoga, dal bacio al marito al sapone nella lavatrice, dall’occhiolino alle amiche alla spadellata in cucina, ubriache all’aperitivo e commosse abbracciate ai figli…

Sono, con certezza, delle Supernove bipolari!

Maligne, insofferenti, perfide, opportuniste, graffianti e arriviste e, contemporaneamente, amichevoli, bonarie, generose e affettuose. Lunatiche!
Eppure, per chi volesse pazientemente osservarle, esiste tutta una delicata armonia di perfezione e completezza in questo evidente caos stellare, che le rende speciali durante i loro quarant’anni, nonostante tutti i loro assurdi e straordinari difetti.

Stelle in transito ormonale. Divine. Radiose e nebulose.
Stelle più o meno buone e cattive.

Stelle determinate allo splendore dell’ascesa, che non tollerano luci riflesse ma desiderano risplendere di luce propria, per gratificare l’intimo senso di questa loro amata vita: consapevoli delle loro azioni nel bene o nel male, a volte vittime di una mestruazione perduta.

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile". Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

Un commento:

  1. Nicoletta Galifani

    Carissima Catia
    hai saputo con maestria , sensibilità , poesie e delicatezza il mare tempestoso del ” transito” dei quarant’anni.
    Bellissimo ritratto dell’anima di una donna non più bambina ormai ma che vorrebbe , e lo è, ancora essere…

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